James A. Michener.
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Caraibi.
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Parte 4.
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Traduzione di: Francesco Saba Sardi.
1991 Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas,  Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Capitolo 13: Lo studioso.
Capitolo 14: Il rasta.
Capitolo 15: Gemelle.
Capitolo 16: Il mare d'oro.
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Fine indice.
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Capitolo 13.
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Lo studioso.
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A CINQUANTUN ANNI, MICHAEL CARMODY cominciava a chiedersi se
nelle classi dove insegnava avrebbe mai trovato quel tipo di ragazzo sveglio
che rende tollerabile la sua professione.
Per il momento niente, gemette un luned mattina, ricominciando la
routine settimanale. Studenti accettabili, ma mai quel talento che ti si
impone, ricordando Raffaello o Mozart giovani. Che non ne nascano
pi?
Irlandese immigrato a Trinidad, Michael Carmody insegnava al
Queen's Own College nella bella cittadina di Tunapuna a una dozzina di
chilometri a est della capitale, Port of Spain.
Alla maniera inglese, Queen's Own era definito un college (in ogni altra
parte del mondo sarebbe stato chiamato semplicemente liceo) e
avrebbe dovuto fungere da trampolino per l'universit. Il livello didattico
era elevato e i migliori allievi non avevano difficolt a vincere borse di
studio alle migliori universit della Gran Bretagna o comunque a cavarsela
benone quando ci andavano, per cui Carmody continuava a sperare
di imbattersi prima o dopo in un futuro Isaac Newton.
Quel luned del 1970, salendo in cattedra e posandovi sopra i libri che
si era portato a casa il venerd, trov un foglio di carta con su scritto semplicemente:
PROFESSOR CARMODY. Lo alz. Sotto, c'era un altro foglio
contenente quattordici versi che formavano un sonetto. Si sedette, mise i
piedi sulla cattedra, lesse il sonetto, alz gli occhi al soffitto ed esclam:
Questa s che  buona.
Nei pochi minuti che precedettero l'ingresso degli allievi, rilesse la
composizione poetica e concluse: Non pu che essere opera di
Banarjee, e gli torn alla mente la figura del timido ragazzo indiano, un quindicenne
sottile come un giunco, la pelle scura, una massa di capelli neri
quasi scintillanti e occhi luminosi che in pubblico teneva sempre bassi,
quasi fosse timoroso di farli vedere. Perch Ranjit Banarjee era timidissimo,
soprattutto con le ragazze e, sebbene desse prova di avere una
mente ben superiore alla media, non eccelleva in nessuna delle materie
tradizionali. Definito dai suoi insegnanti un ragazzo difficile ma mai indisciplinato,
si teneva sempre un po' isolato dagli altri studenti - un
ind in una scuola cattolica, un indiano tra negri e meticci.
La campanella suon ed entrarono gli studenti, un esemplare campione
della magnifica giovent di Trinidad: tutti maschi, trattandosi di
una scuola cattolica segregata, vale a dire dove i ragazzi frequentavano
classi diverse dalle ragazze, perch era stata fondata in anni in cui l'isola
era sotto il dominio spagnolo. Era rappresentata l'intera gamma di colori,
dal nero carbone dei negri i cui antenati erano stati schiavi,
ai mezzonegri, ai mezzobianchi, ai mezzobianchi meticci, senza
contare il bruno
chiaro di ind e musulmani e le delicate tinte delle famiglie spagnole e
francesi nelle cui vene scorreva qualche goccia di sangue nero, frutto di
remote unioni, per finire con i bianchi come Carmody venuti in tempi relativamente
recenti dalle isole britanniche.
Quando gli studenti si furono seduti, Carmody lev i due fogli e disse:
Stamane cominciamo con una sorpresa estremamente piacevole, ve lo
garantisco. Quando sono entrato poco fa, ho trovato sul mio tavolo una
poesia. Da come  compilata, sapete dirmi di che tipo di composizione si
tratta? Uno dei ragazzi grid subito: Un sonetto. Allora Carmody
chiese: Come fai a saperlo? Il ragazzo: Otto versi sopra, sei sotto.
Ottimamente, e anche il poema  ottimo, e ne diede lettura con il
suo sonoro accento irlandese adatto alla recitazione di una composizione
poetica:
Quando le caravelle superarono
La mezzaluna di isole caribiche,
Lasciarono il tetro Atlantico, e le ciurme
Gioirono ridendo e applaudendo.
Lievi le onde, e dolci erano i venti,
Il sole illuminava tutto il mare.
Cantavano volando mille uccelli
Colorati, a celebrare la vittoria.
Uno strano tesoro trov allora
Colombo con l'indomita sua mente:
Non oro o argento o le gemme preziose
Bramate dal suo re, teso al Catai.
Nuove terre trov, di roccia e argilla,
Due continenti, per l'umano genere.
Finita la lettura, che gli conferm la buona impressione che la poesia
gli aveva fatto inizialmente, disse: Sono certo che saprete indovinare chi
ha scritto queste belle parole. Quasi automaticamente i ragazzi si volsero
a guardare Ranjit Banarjee, che chin il capo imbarazzato e insieme felice
di quel riconoscimento.
Eh, s, riprese Carmody, il nostro poeta in erba  Ranjit, un ragazzo
tranquillo che ha stoffa. La classe applaud, ma Carmody li mise a tacere
dando il via a una discussione che nessuno dei partecipanti avrebbe mai
dimenticato: Ci sono molti errori in questa composizione, e nel nostro
entusiasmo non dobbiamo perderli di vista. Diamo innanzitutto un'occhiata
ai primi otto versi.
Ma, dopo una lunga discussione sulle regole della composizione di sonetti,
Carmody si interruppe di colpo e, chinandosi sul tavolo, chiese:
Studenti, come si chiama quella cui mi sono dedicato? Nessuno parl,
perch non avevano afferrato dove voleva arrivare l'insegnante, ma finalmente
Ranjit si decise a dire a voce appena udibile: Pedanteria.
S! grid Carmody, battendo il pugno sulla cattedra. Proprio cos,
pedanteria. Vi ricordate ci che abbiamo detto di Beckmesser a proposito
dei Maestri Cantori di Norimberga? Victor, me lo sai dire tu?
Che conosceva tutte le regole di composizione di una canzone, ma
non come si scrivesse.
Proprio cos. Il nostro Ranjit ha infranto tutte le regole, ma ha scritto
un bellissimo sonetto in lode di un grande navigatore. Rivolse un sorriso
di approvazione a Ranjit e concluse: E io, che conosco tutte le regole di
composizione dei sonetti, in cento anni non riuscirei a comporne uno decente.
Ranjit, tu sei un poeta, io no.
CARMODY, CHE AVEVA INDIVIDUATO un possibile genio, decise di coltivarlo,
e quello stesso pomeriggio chiese a Ranjit di fermarsi mentre gli altri
ragazzi si precipitavano al campo di cricket. Gli chiese che cosa volesse
fare da grande, si stizz quando Ranjit gli rispose che non lo sapeva, e decise
di prendere la faccenda nelle proprie mani. Chiesto il permesso al
preside, caric il ragazzo sulla sua piccola Austin e and a Port of Spain,
chiedendo a Ranjit di indicargli il negozio di suo nonno, Sirdar Banarjee.
Sirdar era un uomo dai capelli candidi che vendeva soprattutto due tipi
di merci: abiti a buon mercato e ben fatti per i locali e oggetti costosi per
i turisti. Gli chiese che cosa potesse fare per lui, e Carmody gli disse che
era venuto per parlargli del nipote. Pi esattamente, del suo futuro.
Futuro? chiese il vecchio. Qui  il suo futuro. Allarg le braccia a
indicare il negozio. Carmody gli chiese allora il permesso di far venire anche
la madre del ragazzo perch, spieg, si trattava di una questione di
grande importanza, ma il vecchio non ne volle sapere: Le questioni di
grande importanza sono discusse dagli uomini, replic. Adesso mi
esponga il problema e vedr che, ragionando da uomini intelligenti, una
soluzione la troveremo.
Suo nipote  un ragazzo che ha grandi capacit ancora in letargo,
spieg Carmody, capacit, che devono essere stimolate.
E dovrei svegliarle io? Tenga presente che non si gestisce un negozio
come questo a Trinidad dormendo in piedi.
Perch il suo negozio si chiama Portugee Shop? chiese Carmody,
cambiando discorso nel tentativo di rabbonire il vecchio.
Quando gli indiani arrivarono qui verso il 1850, per lavorare nelle
piantagioni di canna da zucchero, gran parte dei negozi era propriet di
portoghesi i quali godevano della reputazione di offrire buona merce a
prezzi molto bassi, per cui chiunque aprisse bottega, come mio nonno, la
chiamava una portugee, corruzione indiana di portoghese'.
Ottima pensata di gente pratica, e a questo punto vorrei che anche lei
fosse pratico.
Questo mi coster del denaro, vero?
S. Io desidero che lei mandi Ranjit all'universit. Lui se lo merita.
All'universit? E dove?
Sono certo che suo nipote pu ottenere una borsa di studio in una
qualunque delle migliori. Lei ha un nipote molto intelligente,
signor Banarjee. Un ragazzo al quale bisogna offrire un'occasione.
Un po' alla volta, il vecchio sembr convincersi, soprattutto quando
Carmody gli spieg che sarebbe stata l'universit a sobbarcarsi gran parte
delle spese, e a questo punto intervenne Ranjit dicendo che fra tutte
avrebbe preferito la Columbia University a New York.
E va bene, concluse il vecchio. Quindi rivolto al nipote: Trova tu la
tua strada, e se davvero hai delle potenzialit, come afferma il tuo insegnante,
cercheremo di trovare il denaro necessario. Ti andrebbe Oxford?
Sulla via del ritorno, Carmody spieg al ragazzo: Hai dimostrato di
saper scrivere, ma non ancora di poter affrontare un argomento importante
e di svolgerlo al meglio. Se dai prova di questa capacit, credo proprio
di riuscire a trovarti una borsa di studio perch, tienilo ben presente,
Ranjit, tutte le universit sono a caccia di ragazzi svegli. Degli altri ne
possono trovare a migliaia.
Il ragazzo non rispose, ma quattro giorni dopo Carmody trov sul suo
tavolo un altro foglio di carta, con la scritta PROFESSOR CARMODY, che
questa volta copriva per un fascicolo di nove pagine, un piccolo saggio
intitolato Insegnamenti di mio nonno Sirdar e, giunto alla quarta pagina,
Carmody si disse: Possiamo farcela. Buon Dio, questo ragazzo indiano 
capace di cose che io non riuscir mai a fare in vita mia!
Carmody era soprattutto ansioso di leggere quello che Ranjit aveva da
dire a proposito degli indiani di Trinidad, dei loro costumi e usanze, della
religiosit e della comprovata abilit mercantile.
Chi sono gli indiani di Trinidad? Nel 1845 i proprietari bianchi di piantagioni
si resero finalmente conto della dura realt. I sentimentalisti d'Inghilterra
avevano messo fuori legge la schiavit, per cui non era pi possibile
servirsi di negri africani, e quelli di cui disponevano andavano gridando:
Siamo liberi! Non vogliamo pi lavorare! I proprietari inviarono
pertanto navi a Calcutta per importare migliaia di contadini indiani dei
quali si diceva, pi o meno apertamente, che erano schiavi dalla pelle pi
chiara, e come tali erano trattati.
Il mio antenato, il primo Sirdar. A bordo di una delle navi che portava ind
a Trinidad c'era un giovane di mente sveglia di cui si ignora la casta di appartenenza.
Resosi conto che i proprietari britannici della nave avevano
bisogno di qualcuno che mantenesse la disciplina tra gli indiani, dichiar
di essere un sirdar di casta elevata, vale a dire una sorta di direttore buono
a tutto, e seppe rendersi cos utile che i responsabili lo accettarono quale
loro sirdar, e a lui il titolo piacque a tal punto che se lo tenne, e da allora
noi Banarjee ce ne siamo serviti. Pi tardi quando la sua bottega cominci
a produrre denaro sonante, consegn ai suoi nipoti una dichiarazione
scritta da tenere segreta. Vi si diceva: Il mio nome non era Banarjee. Appartenevo
alla casta pi infima; non provengo da Calcutta, bens da
Reunion, dove ero stato esiliato e dove ho imparato il francese. E mio nonno
mi ha raccontato che il nostro primo Sirdar, suo nonno, affermava di frequente:
Oggi sono il miglior commerciante che sia mai approdato a Trinidad,
di qualsiasi colore di pelle.
La scelta di una moglie. Una delle prime cose che mio nonno mi ha insegnato
 stata l'importanza di trovare una moglie adatta. Un indiano non
pu sposare una negra, diceva. Sarebbe assolutamente impossibile. E
dal 1845, quando i primi indiani sono arrivati a Trinidad, fino a oggi nessun
indiano, che io sappia, l'ha fatto. Ma mio nonno diceva lo stesso anche
delle cinesi, delle portoghesi e soprattutto delle donne bianche inglesi
o francesi: L'indiano pu sposare solo una donna indiana.  una legge
che viene prima di ogni altra. E uomini come lui hanno atteso anni prima
di sposarsi, prendendo moglie solo quando si pot far venire dall'india
donne indiane puro sangue.
Gioielli come prova d'amore. Mio nonno diceva che, se un indiano ama
davvero sua moglie, per provarglielo le regala gioielli. Ho trovato il diario
di un viaggiatore francese che nel 1871 cos scriveva della moglie del mio
trisnonno: A Port of Spain, alla ben nota Portugee Shop, ho conosciuto
la signora Banarjee, una donna di grande fascino che portava a ogni braccio
dodici o quattordici grandi armille di pesante oro o argento. Al collo,
aveva collane dello stesso metallo dalle quali pendevano larghi dischi d'argento
che recavano incastonate pietre preziose brasiliane, e il suo naso era
ornato da un immenso diamante. Insomma, si portava addosso una vera
fortuna.
Come trattare i ladri di tombe. Quando la moglie del mio trisnonno mor,
lui la seppell con tutto l'oro e l'argento che portava indosso, e un funzionario
inglese protest: Ma voi state gettando una fortuna! Al che il mio
trisnonno replic: Questa donna ha portato a me una fortuna, e non mi
va l'idea di ritrovarla nell'altro mondo pi povera di com'era quando  venuta
da me. Tre giorni dopo, quando i poliziotti vennero a informarlo
che ladri di tombe avevano aperto la cassa e rubato tutti i metalli preziosi
e i gioielli della salma, il mio antenato comment: Erano suoi, e lei li ha
spesi come meglio credeva. Ma quando, qualche tempo dopo, alcuni dei
gioielli riapparvero nei bazar di Trinidad, il mio trisnonno prese nota accuratamente
di chi li teneva, si inform in segreto di come se li fosse procurati,
e poco dopo parecchi uomini furono trovati morti l'uno dopo l'altro.
Musulmani. A Trinidad, tre indiani su quattro sono induisti, gli altri sono
musulmani, e agli induisti non piacciono. Quando si sente dire di un marito
indiano che ha tagliato il naso o le orecchie di sua moglie, si pu stare
certi che si tratta di un musulmano che l'ha sorpresa a guardare un altro
uomo e che la deturpa a quel modo perch non sia tanto bella da attrarre
altri uomini. Gli induisti sono diversi. Il fratello di mio nonno si mise in
testa che sua moglie nutriva un indebito interesse per un altro uomo, e le
tagli la gola. Tratto in arresto per assassinio, non riusciva a capire perch
facessero tanto chiasso per la faccenda, e quando il giudice inglese lo condann
all'impiccagione, gli grid in faccia di andare all'inferno. Io penso
che la costumanza dei musulmani sia migliore, perch il marito continua
ad avere sua moglie, con o senza naso, mentre il fratello di mio nonno perdette
non solo la moglie, ma anche la vita.
Come si gestisce un negozio. Mio nonno mi ha detto: Dal momento che
sono i bianchi ad avere gran parte del denaro, devi essere gentile con loro
qualsiasi cosa accada e quali che siano le loro lamentele e proteste. Se dicono
che la stoffa non  buona, riprenditela, e continua a farlo finch non
siano soddisfatti. Ma ricordati che non ci sono poi molti bianchi sull'isola,
e non dimenticarti dunque degli ex schiavi perch, se hanno poco da spendere
singolarmente, se riesci a incoraggiare un numero sufficiente di persone
a separarsi dai loro pochi soldi, puoi guadagnare molto denaro. Mai
fidarti dei musulmani, ma il loro denaro, ricordalo,  sonante. Coloro che
scendono a terra dalle navi anche solo per poche ore, vanno tenuti particolarmente
da conto, perch persone del genere si spostano qua e l e informano
altri. A volte ti capiter di ricevere una lettera da persone mai viste,
semplicemente perch sei stato cortese con qualcuno che poi ha parlato
di te, lettere del genere non di rado contengono grossi ordinativi. Il
nonno ha insegnato a me e agli altri nipoti anche un'altra cosa: L'onest
viene prima di tutto il resto. Vivi in modo che la gente parli di te come di
un uomo che tiene fede alla sua parola.
Legge. Siccome gli indiani di Trinidad godono di pessima reputazione
come bugiardi che testimoniano il falso in tribunale, ho voluto sapere
come mio nonno lo spiegasse, e lui mi ha detto: Quelli che lo affermano
sostengono che siamo spergiuri perch gli indiani non conoscono l'usanza
di giurare sulla Bibbia. Ma non  cos, e io so molto bene ci che significa
giurare. Vuol dire che Dio lass in cielo guarda e ascolta, e Dio vuole che
io dica la verit. Ma il giudice sta qui in terra, ed  mio dovere dirgli ci di
cui ha bisogno per formulare la giusta sentenza. Ammettiamo che tu
debba scegliere tra due persone che sono pi in alto di te, e una buona regola,
da far propria,  quella da me adottata anni fa, secondo cui ci che 
bene per un membro della famiglia Banarjee  bene per l'isola di Trinidad:
questo mi aiuta a decidere che cosa dire in tribunale. Un'altra volta
mi ha cos riassunto il suo modo di affrontare il problema, quell'atteggiamento
che i bianchi definivano spergiuro: Devi dire a Dio ci che Dio si
aspetta e al giudice ci di cui il giudice ha bisogno.
A Carmody il piccolo saggio di Ranjit parve molto maturo e i suoi
commenti tanto spiritosi, che decise di abbreviare i tempi. Un pomeriggio,
finita la scuola, prese Ranjit e lo port in auto su una collina sovrastante
Tunapuna, da dove lo sguardo spaziava sui verdi campi di Trinidad
e gli disse: Ranjit, visto che tuo nonno  disposto a contribuire alle spese
per la tua istruzione e io sono convinto che puoi senz'altro ottenere una
borsa di studio, devi prendere due importanti decisioni: quale universit,
e quale facolt? Prima l'universit: Oxford o Cambridge?
A me piacerebbe una buona universit americana.
Ma sarebbe un errore.
Perch?
Perch vivi nei Caraibi, e il tuo futuro  in queste colonie inglesi...
Scusami, volevo dire nazioni, tra persone influenti educate all'inglese.
Pu darsi che questa forma di educazione non sia pi tanto valida. E
se andassi in Giappone? Come tutti i Banarjee, mi riesce facile imparare
le lingue.
Carmody rest a bocca aperta: nessuno dei suoi amici, in Irlanda o l
sulle isole, aveva mai preso in considerazione anche solo una breve vacanza
in Giappone, ed ecco che quel ragazzo, quel timido adolescente,
parlava addirittura di trascorrervi gli anni pi formativi.
Non ti andrebbe invece una scuola superiore delle Indie occidentali,
diciamo in Giamaica? L potresti ottenere un diploma, tu vuoi laurearti,
vero?
Ma... forse.
Irritato dall'indecisione del ragazzo, Carmody chiese con tono severo:
Comunque, decidi dove vuoi andare. Oxford... Sono certo che ti accoglierebbero
senz'altro... Che cosa ne diresti della London School of Economics,
se hai una propensione per la politica?
Continuo a credere che mi piacerebbe andare alla Columbia di New
York.
Ranjit, come ti ho gi detto, frequentare un'universit americana non
ti aiuterebbe a fare strada in quella che  un'isola sostanzialmente britannica.
Dimmi che cosa vuoi diventare.
Uno studioso. Come John Stuart Mill o John Dewey. Voglio conoscere
le cose, la realt, e mi piacerebbe studiare la storia e la gente dei Caraibi.
Poi disse, quasi vergognandosi: So leggere il francese e lo spagnolo.
Carmody riflett su quell'inaspettata rivelazione e alla fine si arrese:
Puoi benissimo fare strada in questi campi, Ranjit. Studia e alla fine potrai
decidere tra le due direzioni da prendere, lo scrivere o lo studio.
Perch attribuisce tanta importanza alla scrittura?
Perch un uomo che ha la possibilit di diventare uno scrittore e la lascia
perdere  un asino calzato e vestito. Hai mai letto opere di scrittori
irlandesi, come per esempio Yeats e Synge? Dovresti leggerli. Sono uomini
che hanno preso una massa amorfa e l'hanno trasformata in una nazione.
Qualcuno dovrebbe fare lo stesso con le Indie occidentali e pu
darsi che quel qualcuno sia tu.
No, io voglio essere quello che raccoglie i dati e li fornisce ad altri.
In tal caso, i tre anni preparatori dovresti farli a Giamaica alla cosiddetta
universit delle Indie occidentali, che  una scuola superiore.
Perch?
Perch l incontrerai studenti di tutte le altre isole, e cos ti renderai
conto della natura dei Caraibi.
E perch dovrei farlo?
Accidenti! Carmody si arrabbi. Ma se hai detto tu stesso che volevi
studiare i Caraibi! Sei uno di Trinidad, nato su un'isola particolare, con
particolari potenzialit. Sei un indiano che ha sott'occhio isole sia britanniche
sia francesi, che pu conoscere le religioni di altre isole. Hai un'eccezionale
capacit di servirti della penna e hai l'obbligo morale di crescere
e svilupparti. Ricordati che non  soltanto un problema tuo ma anche
mio: un insegnante si imbatte in uno studente davvero capace solo un
paio di volte nel corso di una lunga carriera, e tu sei la mia grande occasione.
Io ti ho istruito, ho seguito i tuoi progressi, ho scritto lettere perch
ottenessi borse di studio. Perch lo faccio? Perch tu sia in grado di
servirti del tuo cervello nel miglior modo possibile per il resto dei tuoi
giorni. Io ho dedicato gli anni che ho trascorso a Trinidad a te, e tu devi
andare avanti, perch con te io salir!
L'affermazione lasci di stucco Ranjit che fino a quel momento non si
era mai visto come una persona importante, capace di dare seri contributi
e, per la prima volta, guardando i campi di canna da zucchero, vide sotto
un'altra luce Trinidad, quell'isola in cui i suoi antenati alla met del secolo
precedente avevano sgobbato come schiavi, e laggi, a sud, a stento
visibili, i campi petroliferi e i giacimenti di bitume da cui dipendeva la
ricchezza dell'isola. Vide poi se stesso come una sorta di arbitro intento a
raccogliere dati su quella e altre isole e formulare giudizi per comunicarli
ad altri. In altre parole, era giunto a vedersi come studioso.
Andr a Giamaica, disse con tono solenne, e mi far la necessaria
istruzione.
QUANDO RANJIT BANARJEE, un precoce ragazzo indiano di quindici anni,
se ne and da Trinidad per iscriversi all'universit delle Indie occidentali,
rest sorpreso dalla distanza tra le due isole, oltre millecinquecento chilometri,
ed esaminando la mappa dei Caraibi, avendo constatato che Barbados,
molto pi a est, distava oltre duemila chilometri dalla Giamaica,
comment con un ragazzo venuto anche lui a iscriversi: La Giamaica
deve essere il posto peggiore per crearvi un'universit. L'altro, un nero
di All Saints, replic scherzosamente: Il posto migliore sarebbe stata la
mia isola, All Saints, solo che  troppo piccola. Poi aggiunse: Geografia
e storia non vanno molto d'accordo nei Caraibi. Perch, vedi, se la Giamaica
fosse millecinquecento chilometri pi a est, dove dovrebbe essere,
tutto andrebbe a gonfie vele.
La scuola era frequentata da studenti di ogni genere: ragazzi neri come
il carbone, come quello di All Saints, cinesi della parte occidentale della
Giamaica, francofoni della Repubblica Dominicana, ragazze bellissime di
pelle chiara di Antigua e di Barbados; tutti sembravano molto ben educati.
Erano usciti dalle ottime scuole che l'Inghilterra aveva creato nelle sue colonie,
dotate di insegnanti esemplari come Carmody della Queen's Own.
Ma Ranjit si rendeva anche conto che all'universit delle Indie occidentali
non c'erano studenti di Cuba, la pi grande isola dei Caraibi e, a quanto
sembrava, neppure della Guadalupa e della Martinica.
Un po' alla volta cominci a orizzontarsi nella variet del
mondo caribico. Se un giovane dal pesante accento irlandese gli diceva di essere di
Aruba, Ranjit subito voleva sapere tutto di quell'isola e quali rapporti
avesse con le altre isole olandesi del gruppo, Curagao e Bonaire, e lo affascinava
l'idea che Aruba avesse una lingua propria, il papiamento, fatta di
una mescolanza di lingue degli schiavi africani, oltre che di olandese, inglese
e un po' di spagnolo. La parlano meno di centomila persone al
mondo, gli disse il ragazzo di Aruba, ma abbiamo giornali stampati in
papiamento.
Lo aspettavano tre anni di duro lavoro, e ad attirarlo erano soprattutto
antropologia, storia e letteratura. La dottoressa Evelyn Baker, una donna
bianca in prestito dall'universit di Miami, era una colta sociologa che
aveva compiuto ricerche sul campo in quattro isole, per laurearsi alla Columbia
University di New York. Aveva una visione ecumenica dei Caraibi,
e Ranjit desiderava diventare come lei. Quarantenne, la dottoressa
Baker era autrice di due libri sulle isole ed era ferma nella sua decisione
di fare di ogni suo studente un sociologo o un antropologo. Ben presto si
rese conto delle potenzialit di Ranjit, al quale dedic particolari cure, e
fin per persuadersi che il ragazzo era destinato a diventare un esperto di
antropologia culturale, il campo che le piaceva pi di ogni altro.
Ma un altro insegnante, il professor Philip Carpenter, un giovane studioso
di Barbados, un nero uscito dalla London School of Economics, vedeva
in Ranjit un ragazzo idealmente portato agli studi storiografici: Ho
letto i tuoi scritti, Banarjee.  sorprendente la tua capacit di descrivere i
vari Sirdar della tua famiglia, e penso che tu possa dare un contributo
concreto alla storia degli indiani a Trinidad e in tutti i Caraibi. Per esempio,
perch hanno fatto fortuna a Trinidad e non in Giamaica? E voi indiani
siete mai stati impiegati come manodopera agricola a Barbados?
Non lo so, e tu, Banarjee, dovresti studiare il problema e scrivere qualcosa
in merito.
L'insegnante da cui Ranjit era pi attratto era per una negra di Antigua
che si era specializzata alla Chicago University e a Berkeley in California.
Si chiamava Aurelia Hammond ed era un'esperta di letteratura delle zone
coloniali, autrice di saggi sugli scrittori religiosi del New England del XVII
secolo e sui primi romanzieri australiani. Ma il suo talento consisteva soprattutto
nella capacit di istituire un nesso tra letteratura e realt, collocando
ogni colonia, quale che ne fosse il grado di servaggio o di libert,
nel suo esatto stadio di sviluppo. Affermava per esempio: Barbados e All
Saints sono rimaste, dal punto di vista culturale, colonie inglesi, e la Guadalupa
e la Martinica dovrebbero vergognarsi di essersi lasciate indurre a
credere di far parte della Francia metropolitana. La Repubblica Dominicana
 priva di una sua identit, e Haiti  una vera disgrazia. Aveva invece
un'ottima opinione di Trinidad che, diceva,  un bel miscuglio di
negri africani, indiani e pochi uomini d'affari bianchi, e ha buone probabilit
di assurgere a nuovo prototipo dell'intera zona. Ma amava soprattutto
la Giamaica che per lei, proveniente dalla remota Antigua, era stata
una vera rivelazione, cos piena di vita e speranza.
Ranjit non perse tempo neanche durante le vacanze e, per procurarsi i
dati per i suoi scritti, si diede a visitare, grazie ai viaggi aerei a buon mercato
che si potevano fare, parecchie isole dei Caraibi. Si rec cos sulla
bella Cozumel al largo dello Yucatn, ma non si sent per niente attratto
dalla scomparsa cultura maya: Gli egiziani, da quello che ho letto, erano
assai pi interessanti, concluse. Rest inorridito da Haiti, cos diversa
dalle ben ordinate isole britanniche.
Lo affascinavano tutte le isole, come Saint Martin, met olandese e
met francese, ma anche le grandi isole francesi, e molto la Guadalupa,
che in realt, constatava, era formata da due isole separate da un canale
strettissimo.
Ancora timidissimo con le ragazze, non riusciva a comunicare con loro
con la facilit con cui lo facevano altri suoi coetanei, ma si sentiva molto
attratto da Norma Wellington, nipote del medico di San Vincenzo, e un
giorno trov il coraggio di avvicinarla in una tranquilla strada di Grenada
e di chiederle: Norma, sei cos bella, e come mai non sei fidanzata... O
magari sposata? Lei, ridendo rispose: Oh, Ranjit, ho tante cose da fare,
prima di pensare a quello. Ranjit, che lo scambi per un rimprovero,
torn allora a ritrarsi nel suo guscio, trovando consolazione nel lavoro
che stava facendo con i tre professori.
La dottoressa Baker, la sociologa di Miami, e la professoressa Hammond
gli dissero che sapeva evidentemente scrivere bene, e la dottoressa
gli consigli di occuparsi pi da vicino di quella che defin la sindrome
di Barbados e gli spieg che cosa fosse: La persuasione che basti desiderarlo
davvero per riuscire a bloccare il flusso del cambiamento. Ma fu il
professor Carpenter a fornirgli gli spunti migliori, con una lezione su una
figura storica da lui definita l'uomo pi importante prodotto finora dalle
Indie occidentali e uno dei principali artefici della forma di governo americana.
Cominci la lezione con una pittoresca descrizione di un tipico
uragano dei Caraibi:
Nel 1755, nell'isoletta di Nevis venne al mondo un bambino illegittimo al
quale la povera madre riusc a stento ad assicurare la sopravvivenza. Nella
speranza di migliorare la propria sorte, costei si trasfer sull'isola danese di
Saint Croix e l, la notte del 31 agosto 1772, suo figlio ebbe la prima esperienza
di un grande uragano. Sei giorni dopo, compil un singolare resoconto
della tempesta, in seguito pubblicato sulla Royal Danish American
Gazette.
Uno scritto decisamente retorico, ma bisogna tener presente che il ragazzo
aveva solo quindici anni. Comunque, si tratta di paragrafi gonfi di insensatezze
teocratiche, di cui ecco alcuni esempi: Dove sono adesso, ignobile
verme, la tua tanto vantata fortezza e risolutezza? Perch tremi e sei in
preda all'angoscia? E ancora: Oh, impotente e presuntuoso pazzo!
Come osi offendere l'Onnipotente, al quale basta un cenno per scatenare
la distruzione che ti piomba addosso riducendoti in briciole?
Nel brano conclusivo della straordinaria lettera che ci interessa perch rivela,
come una lampada nella notte, il futuro uomo politico e finanziere
Hamilton, costui leva un grido di dolore per coloro che sono stati colpiti
dalla tempesta e fa appello a persone benestanti perch aiutino i pi poveri.
Ecco Hamilton esclamare: Il mio cuore sanguina, ma io non ho la
possibilit di consolarlo. Oh, voi che sguazzate nell'oro e vedete le afflizioni
dell'umanit, destinate il vostro superfluo per alleviarle. Qui parla
Hamilton, il futuro genio finanziario della nuova nazione, ed esprime la
sua idea di tassare i ricchi per soccorrere i poveri.
Ma  la conclusione vera e propria che ritengo pi bella. Questo ragazzo
di quindici anni si sente in dovere di esprimere un giudizio sul governatore
di Saint Croix, e allora vediamo il futuro politico che fa sfoggio della
propria capacit e volont di intervento: Il nostro governatore generale
ha emanato vari regolamenti salutiferi e umani, e nelle sue iniziative sia
pubbliche sia private si  rivelato l'uomo del destino. A parlare qui era il
rigoroso custode della legalit agli inizi dell'Ottocento.
L'insegnante concluse la sua lezione spiegando che Hamilton, grazie a
quella sola lettera, fu invitato a recarsi in America del Nord a spese di
persone anziane che avevano riconosciuto in lui il tocco del genio, e l
pot frequentare gratuitamente una scuola del New Jersey e pi tardi il
King's College di New York.
La vicenda di Alexander Hamilton infiamm a tal punto la fantasia di
Ranjit che, per qualche giorno, non fece che immaginarsi nel pieno di un
ciclone che devastava la Giamaica, e poi nei panni di un colonnello che
combatteva al fianco di Lafayette e di Kosciusko, e infine si vide intento a
pronunciare un'orazione a Philadelphia alla Convenzione costituzionale
per diventare poi un funzionario del ministero delle finanze che operava
per salvare la nascente nazione.
Ma erano soprattutto l'uragano del 1772 e il ragazzo Hamilton che
campeggiavano nei suoi sogni a occhi aperti, e l'evento fin per acquistare
tale pregnanza nella sua fantasia, che per un'intera settimana si assent da
scuola per comporre un poema epico di centosessantotto dodecasillabi.
Quando lo ebbe finito, lo batt a macchina in tre copie, consegnandone
una ciascuna ai suoi professori, con una concisa spiegazione cos concepita:
Sono stato occupato a scrivere questo poema. Vi prego di perdonare
la mia assenza. E ognuno dei tre non ebbe difficolt a scusarlo e a
trovare degno di nota il suo lavoro:
AD ALEXANDER HAMILTON
ALLE PRESE CON L'URAGANO DEL 1772
L'uragano che mi ha strappato alla mia isola / non ebbe che il povero
nome di Bruce. / Il suo cognome? Disprezzo od Odio razziale / Ingiustizia,
Morte senza speranza, Povert / Tristi metodi delle buone nazioni per spingere
all'esilio i loro figli.
I primi cinquanta versi del poema chiarivano i motivi che avevano indotto
a emigrare un uomo come Hamilton ai suoi tempi, e Ranjit ai propri:
motivi in parte inconsistenti, ma perlopi concreti e ineluttabili, e il
ragazzo indiano di Trinidad dimostrava, con quello scritto, quanto pi
maturo fosse diventato da quando aveva lasciato, due anni prima, l'insegnamento
di Michael Carmody al Queen's Own.
I sessanta versi successivi descrivevano una societ utopica in cui le
razze e le classi sociali collaboravano alla gestione delle loro ricchezze costituite
dallo zucchero, dal cotone e dalle banane, senza che ci fosse bisogno
del marxismo per indicare loro la strada. Gli ultimi cinquantotto
versi erano sardoniche spiegazioni del perch la necessaria collaborazione
non fosse possibile, n ora n in futuro.
In questa parte del poema, Ranjit rievocava con amarezza le pessime
prove dei governanti nel duro periodo tra il 1958 e il 1961, quando le
isole britanniche dei Caraibi erano giunte vicinissime alla federazione
solo per vedere i loro intenti frustrati dai personalismi di tre uomini, Alexander
Bustamante, il pittoresco leader giamaicano, Eric Williams, il vanitoso
e pedante portavoce di Trinidad, e quel gentile vecchio di Barbados,
Sir Grantley Adams, il quale aveva accettato la carica di primo ministro
di una federazione che di fatto non esisteva pi e che, eroicamente
ma invano, aveva tentato di tenerne assieme i frammenti.
Come aveva fatto Carmody a Trinidad, i tre professori di Ranjit fecero
in modo che il suo poema fosse letto da varie persone, raccomandando il
ragazzo per l'assegnazione di varie borse di studio. Ranjit ricevette allora
tre offerte del genere, con la scelta tra tre diversi indirizzi di studio, a seconda
dell'universit alla quale era stato raccomandato da uno dei professori:
quella di Chicago voleva che studiasse storia, quella dell'Iowa gli offriva
di specializzarsi in letteratura, e quella di Miami in sociologia.
Esit a lungo prima di decidersi, ma quello che escluse per primo fu il
programma di letteratura, perch era ancora persuaso che non fosse il suo
forte. Scrivere gli riusciva con ogni evidenza facile, ma non avvertiva
quella travolgente forza che riteneva necessaria per affrontare una carriera
in quel campo.
Amo le parole, spieg al suo professore di letteratura che lo aveva
raccomandato all'universit dell'Iowa, ma a dire il vero non mi sento sicuro.
L'insegnante gli augur ogni bene dicendo: Forse hai in serbo
qualcosa di ancora pi grande, Ranjit. C' in te un'ardente integrit, ed 
forse ci di cui abbiamo bisogno pi di tutto nei Caraibi.
In quella primavera del 1973, mentre si avvicinava il termine dei corsi
da lui seguiti all'universit delle Indie occidentali, Ranjit si rivolse per un
consiglio a Norma Wellington: Che cosa devo fare? Che cosa faresti tu
al mio posto, Norma? Insieme s'aggirarono per le vaste colline a est del
campus, discutendo del loro avvenire. Norma gli spieg di essere stata invitata
a iscriversi alla migliore scuola per infermiere degli Stati Uniti, aggiungendo
che gli ospedali americani avevano constatato che le ragazze
dei Caraibi erano di gran lunga le migliori infermiere al mondo: Senza le
infermiere dei Caraibi met degli ospedali della costa orientale statunitense
dovrebbero chiudere. Vorrebbero prepararmi all'amministrazione
ospedaliera a Boston.
Ranjit le chiese se era decisa ad accettare e Norma gli spieg che era
ancora incerta, perch non si sentiva a suo agio molto lontano da casa. E
poi, aggiunse, negli Stati Uniti c' il problema razziale. A lui consigli
di accettare l'offerta di Miami, e avendole chiesto Ranjit perch, rispose:
Miami  destinata a diventare la capitale dei Caraibi. I nostri rapporti,
pi che con Londra, sono con Miami, con cui abbiamo legami commerciali,
da cui viene il nostro denaro. Gli isolani che desiderano cure dentistiche
di alta qualit,  a Miami che si recano, e a Miami andiamo a fare il
nostro shopping, e ci andiamo pure a passarvi le vacanze, non a Parigi o a
Londra. E soprattutto, concluse, scegli Miami perch un po' alla volta i
Caraibi sono destinati a cadere sotto il dominio americano. E il nemico
bisogna conoscerlo. Va' dunque a Miami.
A questo punto, la ragazza si arrest all'improvviso e, guardando ben
bene Ranjit, aggiunse:  spaventoso, davvero spaventoso.
Che cosa intendi dire? chiese lui.
Voglio dire che se vai a Miami e ti trovi un posto di insegnante negli
Stati Uniti, non tornerai pi a Trinidad, non potrai pi essere d'aiuto alla
tua isola. Ancora peggio sar per me: so come stanno le cose. Andr a Boston,
mi diplomer alla scuola per infermiere, mi occuper dell'amministrazione
di uno dei migliori ospedali degli Stati Uniti. Un deplorevole
spreco. Anno dopo anno, i Caraibi vengono privati dei loro elementi migliori,
e pu una regione sopravvivere se questo viene permesso?
Tre giorni dopo, incontrandola nell'atrio dell'universit, Ranjit le disse
di aver definitivamente optato per Miami e Norma rispose: Ne sono davvero
felice. Miami d'ora in poi sar al centro degli avvenimenti. Ti invidio.
Se nevica a Boston, vieni a dare un'occhiata a Miami, disse Ranjit.
Norma replic: Pu darsi che lo faccia.
La separazione di Ranjit dalla Giamaica non era destinata a svolgersi in
un clima di serenit. Due giorni prima della sua partenza per Trinidad, da
cui si sarebbe poi recato a Miami per frequentare la facolt di sociologia
presso quell'universit, una banda di terribili uomini neri, con lunghe
treccioline che giungevano loro quasi alla vita, invase le strade lanciando
grida incomprensibili. Alcuni brandivano machete che agitavano furiosamente
e altri si avventavano contro tutti i turisti bianchi che incontravano,
urlando loro in faccia: Vattene a casa, grasso maiale
bianco. Ranjit vide due bianchi, un uomo e una donna, cadere
sul selciato, nel sangue
delle ferite loro inferte.
Fu l l per intervenire gridando: Non hanno fatto niente di male, ma
ne fu trattenuto dal timore che i negri infuriati facessero qualcosa di simile
anche a lui, un indiano, che non godeva certo di privilegi a Giamaica
ma era odiato da molti isolani, sia bianchi sia neri. Rest pertanto
immobile sulla porta del ristorante dove avrebbe dovuto partecipare a
una cena d'addio e, quando i dimostranti furono passati, gli studenti giamaicani
che lo avevano accompagnato spiegarono: Sono rastafariani,
teppisti che vogliono solo spaventare la gente. Ma il giorno dopo, il
quotidiano di Kingston apparve con un vistoso titolo: QUATTRO UCCISI
IN UNA SOMMOSSA RASTA.
RANJIT CONSTAT CHE L'UNIVERSIT era altrettanto eccitante e attraente
della citt di Miami. L'universit stava trasformandosi in un importante
centro di studi oceanografici, di medicina, giurisprudenza, musica, culture
latino-americane e belle arti. Stava costituendo un'importante biblioteca
e assumeva insegnanti giovani ed energici. Insomma, un luogo ideale
per uno studente sveglio come Ranjit.
Sebbene questi avesse appena diciott'anni quando vi si iscrisse, era cos
intelligente e aveva una mente tanto bene ordinata, che super senza difficolt
gli esami obbligatori e pot dedicarsi ad attivit di maggior impegno.
Come prima all'universit delle Indie occidentali, godeva del vantaggio
di non interrompere gli studi, ma di proseguirli per tutto l'anno,
senza concedersi vacanze di sorta; gli studenti provenienti dal nord gemevano
quando si avvicinava l'estate con il suo insopportabile calore e l'appiccicosa
umidit, ma per Ranjit era quella la stagione migliore, e la sua
pelle scura era insensibile ai raggi del sole.  semplicemente che l'estate
a Miami  assai pi fresca che a Trinidad, spiegava agli altri studenti che
lo guardavano a bocca aperta.
Ma la rapidit con cui imparava e le lodi che gli venivano dai suoi professori
lo stavano spingendo verso un singolare baratro, quello stesso in
cui precipitavano molti studenti stranieri; Ranjit sarebbe rimasto beatamente
all'oscuro del pericolo che lo minacciava se un giorno del 1974
non fosse stato avvicinato da uno studente del Pakistan, uno spilungone
che si sent in dovere di dargli un paterno consiglio.
Mehmed Muhammad, tale il suo nome, aveva circa trentacinque anni,
e Ranjit lo aveva gi visto in biblioteca, notando quanto deferente si mostrasse
nei confronti di chiunque godesse di autorit, il volto sempre improntato
a un mezzo sorriso, che le cose andassero bene o male; dal
nome, aveva supposto che fosse musulmano, e aveva indovinato.
Sono di Lahore, gli spieg Mehmed. Il mio defunto padre prestava
piccole somme di denaro e un mio zio ha pagato per me le spese dei miei
primi sette anni a Miami. Purtroppo, adesso  morto.
Sicch, sei qui da sette anni?
Gi. Ma tu, amico mio, sei seduto su una bomba a orologeria.
Che cosa vuoi dire?
Fammi vedere i tuoi documenti di immigrato. Ranjit gli mostr il
modulo F-1 che gli era stato consegnato dal consolato statunitense a Trinidad
e che lo autorizzava a visitare l'America in veste non di immigrante,
in altre parole senza la possibilit di lavorare negli Stati Uniti o di poterne
ottenere in seguito la cittadinanza. Aveva inoltre il modulo L-94, che
doveva presentare a richiesta insieme con il passaporto, e dal quale risultava
che la sua presenza negli Stati Uniti era permessa solo finch fosse
continuata la sua condizione di studente; infine, l'universit gli aveva rilasciato
il modulo L-20 che attestava la sua qualit di studente iscritto alla facolt
di sociologia.
Queste carte, riprese Mehmed, significano un'unica cosa, e cio che
tu ti trovi legalmente negli Stati Uniti solo finch conservi la tua condizione
di studente. Cessata questa, devi andartene. Quindi, mio giovane
amico, se continui a dare esami alla velocit con cui lo fai, in due anni sarai
laureato, e poi? Poi perderai la qualifica di studente e dovrai tornartene
a Trinidad. Mehmed ebbe un brivido: non aveva mai messo piede a
Trinidad e ne sapeva ben poco, a parte il fatto, spaventoso, che era traboccante
di indiani!
Ma io voglio tornare, ribatt Ranjit. Voglio lavorare tra la mia
gente. Notato lo stupore che si era dipinto sul volto di Muhammad,
chiese ingenuamente: Perch, tu non vuoi tornare nel Pakistan?
L'altro lo guard come se avesse a che fare con un bambino idiota che
poneva domande insensate ma perdonabili, e quindi rispose: E tu vorresti
tornare nel Pakistan se potessi restare negli Stati Uniti?
Allora perch non resti qua? gli chiese Ranjit. Mehmed gli spieg:
Vorrei poterlo fare, e con me lo vorrebbero migliaia di altri pakistani.
Ma nel momento in cui avr in tasca la mia laurea, mi toccher andarmene.
Ma allora perch vuoi laurearti? insistette Ranjit, e rest stupito della
strana risposta di Mehmed: Io non ho nessuna intenzione di prendere la
laurea. Completer gli esami, scriver met della tesi, poi per chieder
al preside di passare a qualcosa d'altro, magari alla tua facolt, quella di
sociologia.
Perch non a quella di storia, visti i tuoi precedenti?
Tre anni fa mi mancavano solo sei settimane per la laurea in storia
dell'Asia, e ho fatto appena in tempo a iscrivermi a filosofia.
Ma rischi di stare qui per sempre. Chi ti paga le tasse, il vitto e l'alloggio?
Mehmed allora gli spieg che aveva un altro zio, quindi continu:
Prima o poi accadr qualcosa.... Ci sar una nuova legge, un allentamento
delle restrizioni.
Non hai nessuna intenzione di tornare in patria?
L'America ha bisogno di me, caro signorino Banarjee, e credi a me,
quando ti mancheranno solo sei settimane per la laurea e avrai di fronte a
te la prospettiva di tornartene a Trinidad, anche tu ti renderai conto che
l'America ha bisogno di te.
Sei settimane dopo, Ranjit torn a incontrare Mehmed, che gli disse
tutto allegro: Sono stato accolto alla tua facolt. Sociologia del conflitto
indo-musulmano. Potrei scrivere la mia tesi gi questo fine settimana.
Ranjit gli chiese come mai poteva permettersi un risultato del genere e
Mehmed rispose: Ho trascorso sette anni in licei e universit di Bombay,
e ho sostenuto sufficienti esami per poter aspirare a qualsiasi laurea, persino
in matematica pura.
Nell'estate del 1976, Ranjit interruppe gli studi per concedersi un'escursione
con gli autobus Greyhound, che notoriamente sono assai a
buon mercato, negli stati lungo le frontiere con il Canada, e rest particolarmente
attratto dal Glacier National Park e dalla fredda bellezza dei
monti. Ma quando un suo compagno di viaggio, con cui aveva fatto amicizia,
gli propose di fare una scappata in Canada per visitare la zona del
parco che si estendeva oltre confine e che, a quanto sembrava, era ancora
pi pittoresca, Ranjit rifiut, evidentemente spaventato. Avendogliene
l'altro chiesto la ragione, rispose: Se esco dagli Stati Uniti, posso avere
difficolt a rimetterci piede.
Capisco, comment l'altro. Con la pelle scura che ti ritrovi, rischi di
incappare in qualche imbecille che alla frontiera ti blocchi. S, a questo
mondo c' di tutto e di imbecilli non c' mai carenza.
Cos Ranjit rest nella met statunitense del parco e, aggirandosi per le
basse colline e ammirando da lontano le Montagne Rocciose innevate,
per la prima volta si rese conto del suo attaccamento agli Stati Uniti. Gli
piaceva soprattutto Miami e constatava che Norma Wellington aveva ragione:
s, Miami era destinata a diventare la capitale dei Caraibi. I quali,
pens, erano un delizioso gruppo di isolette, ma l'America era il mondo
vero, quello che contava. Ora, per la prima volta, provava il desiderio di
restare per sempre negli Stati Uniti, perch era l che si sarebbe deciso il
futuro: Spagna, Inghilterra, Francia, tutte avevano avuto la loro occasione
e nessuna era riuscita a mantenerne la supremazia. E adesso, male o
bene che fosse, era la volta dell'America.
Quando in autunno Ranjit torn a Miami, era ben deciso a trovarsi una
collocazione nel mondo accademico statunitense, ma era consapevole di
essere pericolosamente vicino alla laurea in sociologia, con il rischio di
perdere la condizione di studente, e s'affrett allora a passare alla facolt
di storia, questa volta per andandoci piano con gli esami e concedendosi
lunghe vacanze estive, con escursioni a buon mercato in luoghi come il
parco Yellowstone e il Grand Canyon. Calcolando bene i tempi e spendendo
con cautela il denaro che suo nonno gli mandava, poteva contare
su almeno altri tre anni di studi.
Fu in un negozio di barbiere sulla Dixie Highway, nel 1981, che la sua
vita di studente e di uomo ebbe una svolta improvvisa. Essendo riuscito a
ritardare il conseguimento della laurea in storia, era entrato nella gradevole
routine dello studioso frequentatore di biblioteche, compilava di
tanto in tanto un dotto scritto e fungeva da supplente non pagato quando
i suoi professori dovevano partecipare a qualche riunione di facolt. Gli
riusciva facilissimo, come del resto a molti suoi compagni, giacch la sapeva
molto pi lunga sugli argomenti di studio degli insegnanti di ruolo,
e infinitamente di pi sulle sottili connessioni tra i vari campi. Inoltre, era
riuscito ad attenuare la sua dura pronuncia di nativo di Trinidad tanto da
riuscire a farsi comprendere appieno dagli studenti americani.
Dovette attendere a lungo il suo turno, e quando finalmente si accomod
sulla poltrona, il barbiere, un uomo grande e grosso trasferitosi a
Miami da qualche localit del nord, lo accolse sorridendo e gli chiese di
dove fosse. Ranjit gli disse di essere nativo di Trinidad, e il barbiere: 
vero che sulla sua isola c' gente di tutti i colori? Dal tono della domanda,
risultava evidente che non aveva pregiudizi razziali.
S, ma io sono un tantino fuori dal comune, rispose Ranjit. Sono indiano.
Davvero? fece il barbiere. Cobra, Gandhi e tutto il resto? Be', sono
lieto che lei non sia un altro di quei dannati cubani.
Ranjit si gel, perch la frequentazione del Portugee Shop di suo
nonno, dove clienti di ogni colore venivano trattati con rispetto, gli aveva
insegnato la tolleranza. A me i cubani piacciono, rispose con tono pacato.
Ma anche a me! replic il barbiere con voce sincera. I cubani hanno
rifatto Miami, e la cosa migliore che ci  capitata  l'arrivo dei cubani.
Allora, che cosa intendeva dire?
Che a me i cubani piacciono come gruppo, e moltissimo. Ma il singolo
cubano che prende posto sulla mia poltrona non mi va affatto a genio.
Le spiego perch. Lei entra, e da persona ben educata qual  mi dice:
Elmer, mi dia una spuntatina, e quindici o venti minuti dopo mi paga e
se ne va. Invece un cubano, soprattutto un giovane pi o meno della sua
et, si siede qui e passa qualche minuto a insegnarmi come devo tagliargli
i capelli. Vuole questo, vuole quello. Uno di quei due cubani che ho servito
prima di lei ha continuato cos per cinque minuti buoni, e a me non 
restato che far buon viso a cattivo gioco. Quando gli ho fatto vedere con
lo specchio il risultato della mia opera, ha cominciato a dire: Non potrebbe
tagliare un pochino qui? E ancora un po' l? Per altri dieci minuti
ha continuato a darmi consigli, tenendo occupata questa poltrona per pi
di mezz'ora. Gli ultimi quindici minuti con lo specchio in mano, dicendomi
di tagliare un po' qui e un po' l. Quello non voleva un taglio di capelli,
voleva un capolavoro.
Sa perch si comporta cos? Perch per un giovane cubano della sua
et, la cosa pi importante al mondo  il suo aspetto esteriore e pensa
che, se io gli pratico un taglio perfetto, lui se ne uscir tutto olezzante e
una studentessa universitaria, che passa su una Cadillac, si fermer e gli
dir: Ehi, posso portarti da qualche parte? Lui salir sull'auto, e la sua
giornata, la sua intera vita su questa terra cambier in meglio.  questo
che il mio taglio di capelli pu fare per un cubano. Per un altro, uno
come lei, si tratta semplicemente di una spuntatina. Quando uscir di qui,
sar esattamente quello di prima. Lei non si aspetta miracoli. Comunque,
lo ammetto senz'altro: per un giovane di bella presenza come lei, sarebbe
niente male se, quando uscir di qui, una ricca studentessa universitaria si
fermasse con la sua Cadillac e le chiedesse di saltar su. E sa perch? Perch,
se lei la sposasse, non dovrebbe tornare a Trinidad una volta finiti gli
studi.
Altri clienti avevano ascoltato la tirata del barbiere e approvarono calorosamente.
Uno di loro, quando Ranjit usc, lo segu, e fu cos che l'indiano
di Trinidad conobbe Gunter Hudak.
Gunter non era uomo da prendersi alla leggera. Sulla quarantina, muscoloso,
con braccia poderose e una faccia gioviale coronata da una
chioma nerissima che gli spioveva sulla fronte, sembrava uno abituato a
far tutto a modo suo. Fu con voce rauca, imperiosa, che chiese: Posso
scambiare con te due parole?
Ranjit in un primo momento pens di non aver nulla da spartire con
quel tale, ma gli sembrava anche che fosse rischioso respingerlo, per cui
accondiscese.
Mi chiamo Gunter Hudak. Il tuo nome lo conosco. Ti chiami Ranjit
Banarjee e sei di Trinidad.
Come lo sai?
Perch  il mio lavoro. Quando uno studente straniero sta per prendere
la laurea, quelli che conoscono la situazione si rivolgono a me. Parlava
in tono cospiratorio, e sembrava di capire che anche lui era uno straniero.
Quello che voglio fare  spiegarti perch il barbiere aveva ragione
dicendo quello che ha detto.
Ma io non ho niente contro i cubani.
Mi riferisco alle sue affermazioni circa il fatto che non dovresti tornare
a Trinidad se una ragazza americana si innamorasse di te e ti sposasse.
Senza lasciare a Ranjit il tempo di protestare, prosegu: Quella ti
sposa. Perfettamente legale. Tu acquisisci la cittadinanza americana in
quanto suo marito, e a questo punto nessuno pu pi costringerti a lasciare
l'America. Sei mesi dopo, divorziate, e tu sei ormai americano.
Tutto questo costa solo cinquemila sporchi dollari. Cittadinanza americana
per tutta la vita, sussurr l'uomo afferrando Ranjit per un braccio.
Ranjit si liber dalla presa dicendo: Non sono cos pazzo.
Hudak replic: Lo saresti se non mi dai retta. Chiedilo ai
tuoi compagni di dormitorio.
Chiedi come molti giovani come te hanno ottenuto la cittadinanza
mediante il matrimonio e il divorzio. E io sono in grado di procurartelo,
sicuro come l'oro. Infil in tasca a Ranjit un cartoncino e scomparve nel
traffico. Tornato nella sua stanza, Ranjit lesse il biglietto:
GUNTER HUDAK, 2119 SAN DIEGO, CORAL GABLES. SI PU FARE PER SOLI QUATTROMILA
DOLLARI.
Nei mesi che seguirono, Ranjit si imbatt circa una volta ogni quindici
giorni in Hudak che, con la sua voce rauca, gravida di sottintesi, gli diceva:
Buonasera, signor Banarjee. Sono sicuro che le  giunta notizia di
quei tre laureati che la settimana scorsa hanno dovuto tornarsene in Iran.
Il loro L-94 era giunto al termine.
NEL SETTEMBRE 1981, ottavo anno della sua permanenza a Miami, Mehmed
Muhammad, l'eterno studente pakistano, gli annunci tutto lieto:
Stupenda notizia! Il governo americano ha test aggiunto gli insegnanti
di matematica all'elenco di occupazioni preferite.
Che cosa significa?
Be',  una legge che esiste da anni. Se vuoi emigrare negli Stati Uniti,
nessuna prospettiva: la lista d'attesa  lunga chilometri. Ma se sei un
sarto, il governo ti accoglie a braccia aperte, perch di sarti c' bisogno,
nel paese ce ne sono troppo pochi.
Ranjit fece delle caute indagini e scopr che Mehmed aveva ragione. A
essere richiesti erano sarti, soffiatori di vetro per la fabbricazione di strumenti
scientifici e tutta una serie di mestieri per i quali lui non era affatto
qualificato. Quella strada per la libert era dunque preclusa.
Rifiutandosi anche solo di pensare alla proposta di Gunter Hudak, sebbene
questi avesse ridotto il prezzo a tremila dollari, Ranjit continu gli
studi in uno stato di vaga euforia. Un suo saggio sull'esperienza dell'Olanda
nelle sue colonie dei Caraibi era stato accettato da un periodico culturale
di Amsterdam, e prima della fine del semestre d'autunno Mehmed
ricomparve al campus tutto allegro: La salvezza  vicina e te la offrono
su un piatto d'argento! proclam.
Dimmi, dimmi.
Il governo ha aggiunto una nuova categoria alle occupazioni preferite:
infermieri di sesso maschile! S, ce n' un'enorme carenza, e io mi
sono iscritto al programma di specializzazione qui al campus, e con tutte
le facolt che ho frequentato... Ormai in materia scientifica ne so fin
troppo. Mi hanno detto che potrei avere il diploma in giugno e una volta
che lo avr in mano... Padelle, eccomi qua!
Ranjit si inform e scopr che le cose stavano esattamente come aveva
detto il pakistano: grande richiesta di infermieri, ma siccome quel genere
di occupazione non gli andava ed era ormai pericolosamente vicino alla
laurea in storia, pass, appena in tempo, a filosofia. Inutile dire che questa
era la materia che lo interessava pi di ogni altra e quell'anno, il
1981-1982, lo trascorse indagando i sistemi di valore imperanti a Miami
per cogliere le complessit della citt, dove un fiume di cubani era riuscito
a integrarsi con relativa facilit.
Fu turbato dall'alta percentuale di delitti che risultava dalle sue ricerche,
ma poi si disse che a Trinidad a scandalizzarlo era stato il fatto che i
bianchi trovassero ripugnante che gli indiani compissero delitti di sangue
con il coltello, soprattutto nei confronti delle loro mogli infedeli, e ora a
Miami era lui a trovare deplorevole che uomini di origine spagnola uccidessero
tanto spesso le loro mogli e i loro migliori amici. Nessuna giustificazione
riusciva invece a trovare alla diffusione della droga che costituiva
una grave minaccia nella Florida meridionale; non gli andava assolutamente
l'idea di introdurre volontariamente nel proprio organismo
sostanze dannose quali che fossero, nicotina, alcool, e soprattutto droghe
iniettate nelle vene.
Si trovava al campus dal 1973; ormai era il 1984 e Ranjit sapeva che i
suoi giorni erano contati. Le autorit universitarie avevano gi preso di
mira Mehmed che, per ben diciassette anni, dal 1967, era passato da una
facolt all'altra ed era riuscito a evitare l'espulsione solo iscrivendosi a un
corso di studi per il diploma di infermiere. Mehmed gli disse che, una
volta che avesse avuto in mano quel documento, si sarebbe iscritto alla facolt
di medicina e avrebbe esercitato la professione a bordo delle navi. A
quelle parole Ranjit, nonostante il suo desiderio di restare negli Stati
Uniti, prov un improvviso empito di nostalgia: Ah, disse, quanto mi
piacerebbe essere a bordo di una di quelle navi. La Giamaica, San Vincenzo,
Trinidad...
Sono cos belle quelle isole?
Sono meravigliose.
QUELLO CHE MEHMED CHIAMAVA l'implacabile destino non poteva essere
pi a lungo evitato e venne il triste giorno in cui Ranjit dovette inghiottire
l'amaro boccone. Mentre si avvicinava al numero 2119 di San
Diego, esamin la casa a due piani, un edificio qualunque, immaginandosi
che dentro accadessero chiss quali orrori, ed era sul punto di fare
dietrofront quando una mano gli afferr da dietro il braccio. Buonasera,
signor Banarjee. L'aspettavo. Andiamo a fare due chiacchiere.
Era Gunter Hudak.
Non port Ranjit in casa, ma in un ristorante di Maynada Street nei
pressi dell'universit di Miami. Mia sorella lavora qui, gli spieg.
Quale crede che sia?
Mentre Ranjit esaminava le ragazze che aspettavano che i cuochi consegnassero
loro i piatti da portare ai tavoli una di loro, forse in risposta a
un segnale di suo fratello, si mise in posizione tale da poter essere vista
bene.
Era una giovane donna molto carina. Che et poteva avere? Impossibile
dirlo. Alta circa quanto Ranjit, aveva la snellezza di una diciannovenne,
un bel viso con tratti regolari incorniciato da capelli castani: una
donna capace di attrarre gli sguardi di qualsiasi uomo. Ma in quel volto
c'era una durezza che sarebbe potuta essere di una quarantenne.
Credo che sia quella, rispose e Hudak gli strinse la mano congratulandosi.
Giustissimo: quella  la ragazza che vuole sposarti. Questa
volta rivolse alla sorella un cenno manifesto e la ragazza si avvicin.
Salve, disse a Ranjit. Mi chiamo Molly. Quindi, guardandolo con occhi
scintillanti: Buon Dio! Sa che lei  un uomo molto sexy?
Ranjit, che non si era mai sentito rivolgere un simile complimento, rest
a bocca aperta, ammutolito, ma Molly aggiunse: Mio fratello mi ha
raccontato un sacco di cose interessanti sul suo conto. Un principe indiano.
Elefanti. Tigri. Il Taj Mahal. Sarebbe meraviglioso.
Imbarazzato, Ranjit balbett: Non sono per niente un principe indiano.
Poi, tentando un goffo scherzo: E sono anche molto lontano
dall'India. Casa mia  un Portugee Shop a Trinidad.
Sono certa che  un bellissimo posto, replic Molly e quando il campanello
squill, a indicare che i piatti erano pronti, se ne scapp dicendo:
Sa, qui, se una non fa bene il suo lavoro, la licenziano su due piedi.
Fu allora la volta di Hudak di battere il ferro finch era caldo: Caro
Banarjee, so perfettamente che devi trovare una soluzione entro la fine di
giugno. Non puoi pi iscriverti a un'altra facolt, la tua tesi  finita, conosco
la ragazza che te la sta battendo a macchina. Sicch, questa volta ti
laurei e te ne ritorni a Trinidad. A meno che tu non ti sposi e non segui la
strada di cui abbiamo gi parlato.  una cosa sicurissima e rapida, e Molly
e io potremmo accontentarci di duemilacinquecento dollari. Ma devi deciderti
subito.
Ranjit ebbe la precisa sensazione che non gli restasse alternativa di
sorta e in preda alla confusione disse di s. Non appena ebbe acconsentito,
Hudak si trasform in un duro, abile manager; port Ranjit a casa
sua, lo present ai genitori e disse che avrebbero aspettato l'arrivo di
Molly dal lavoro. Non appena la ragazza comparve, il fratello stabil un
preciso programma: Ogni parola che dico  d'importanza decisiva. A
partire da questa sera, voi due vi comporterete come se foste innamorati.
Le persone che in seguito potranno servirci da testimoni devono vedervi
insieme. Banarjee, tu devi andare a quel Burger King, il fast food dove lavora
mia sorella, cinque sere la settimana, fare il cascamorto con lei e accompagnarla
a casa. Dovrete fermarvi sotto i lampioni, in modo che la
gente vi veda. Tre volte la settimana verrai qui a pranzo.
Diede a Ranjit altre istruzioni circa i documenti che doveva presentare
all'universit, incontri con professori, un colloquio con un consulente religioso
sui problemi relativi al matrimonio tra un ind e una cattolica,
due altri colloqui con il prete di Molly, l'acquisto di un anello in presenza
di Molly. Bisognava fornire le prove che il matrimonio Banarjee-Hudak
era frutto di puro amore, e Gunter sapeva dirigere i suoi attori in modo
da creare e alimentare l'illusione.
Cos, per sei settimane, Ranjit visse in un duplice mondo onirico. Lasci
che la laurea in filosofia si avvicinasse al galoppo, dedicandosi al contempo
al corteggiamento di Molly Hudak. Quest'ultima attivit comport
singolari conseguenze. Per quattro o cinque sere la settimana andava
al Burger King dove la seguiva con lo sguardo come se l'amasse, e
alla fine della seconda settimana l'amava davvero: era una ragazza molto
piacevole, e a volte a Ranjit capitava di dirsi che sarebbe stato bellissimo
averla come moglie, sia pure per breve tempo; la accompagnava regolarmente
a casa, ma lei non gli permise mai di baciarla; e quando tir fuori i
duemila dollari, sui quali si erano messi finalmente d'accordo, a intascarli
fu Gunter, non gi Molly, perch il fratello spieg: Non deve esserci
neanche l'odore del denaro su di te, Molly. Le autorit indagheranno su
ogni centesimo in tuo possesso.
Lo strano corteggiamento continu, e Ranjit convinceva gli spettatori
che era non soltanto innamorato, ma anche grato del fatto che una giovane
donna cos attraente potesse interessarsi a lui; a dire il vero, non doveva
fingere molto, e venne il giorno il cui gli Hudak, Ranjit Banarjee e
Mehmed Muhammad, il suo testimone, si recarono al tribunale di Miami
dove venne celebrato il matrimonio civile.
Il resto della giornata fu un incubo che Ranjit avrebbe ricordato per
anni e anni. Non appena l'uscio fu chiuso, Gunter stabil, con voce durissima,
le regole: Banarjee, tu vivrai in questa casa finch Molly non
chiede il divorzio, ma dormirai nello scantinato. Ti servirai dello sgabuzzino
della lavatrice come bagno. Non mangerai mai con noi, e se osi anche
solo sfiorare con un dito mia sorella ti spezzo le gambe. Ci siamo capiti?
Non ancora contento, precis: Hai capito bene, maledetto sporco
ind? Se tocchi mia sorella, ti faccio la pelle.
Lo scantinato era umido e fetido. Il letto era un tavolato di legno su
cui la madre di Gunter aveva messo due coperte in funzione di materasso,
e una terza serviva a Ranjit a difendersi dal freddo. Doveva fare il bagno
in una vecchia vasca di zinco tutta arrugginita, urinare in un grosso recipiente
di lamiera e mai, per nessuna ragione, usare il bagno degli Hudak.
Per completare la tortura, doveva metter piede al Burger King almeno
cinque sere la settimana per accompagnare a casa la moglie alla chiusura
del locale; da un certo punto di vista era quella la parte pi dura, quell'attesa
di una giovane bella donna, una ragazza che qualsiasi uomo avrebbe
potuto amare, per poi rimanere al suo fianco in silenzio perch Molly si
rifiutava di rivolgergli la parola. Una sera, ridotto alla disperazione,
grid: Molly, come mai ti sei lasciata coinvolgere in uno sporco racket
del genere? Ma lei si rifiut di rispondergli ed evidentemente disse al
fratello che l'uomo che era suo marito stava creando difficolt, perch
quella sera Gunter afferr Ranjit per la gola e, sbattendogli la testa contro
la parete del soggiorno, sibil: Ti ho avvertito di non toccare mia sorella.
Ranjit ansim: Ma non l'ho toccata. Allora Hudak, furibondo,
continu: Ma hai alzato la voce con lei. Se ci riprovi, ti ammazzo.
Poich era la seconda volta che pronunciava quella minaccia, Ranjit ritenne
opportuno prenderla sul serio, e quando scendeva a dormire nell'umido
scantinato sobbalzava al minimo rumore perch temeva, non senza
ragione, che gli Hudak potessero scendere ad ammazzarlo.
NELLO STATO DI ORRORE IN CUI VIVEVA, ebbe un momento di sollievo.
Inaspettatamente si imbatt in una amica fidata, la direttrice ospedaliera
Norma Wellington, quella ragazza intelligente che aveva conosciuto a
San Vincenzo. Norma era adesso cittadina americana, si era diplomata a
Boston e svolgeva la sua attivit in un ospedale di medie dimensioni a
Chicago; era giunta a Miami come membro di una commissione di quattro
persone per discutere dei rapporti tra i molti ospedali della citt, ed
era riuscita a trovare Ranjit attraverso l'universit, dove le avevano detto
che frequentava assiduamente la biblioteca e aveva un suo ambiente fisso
per la lettura dove teneva un mucchio di libri di cui si serviva per i suoi
molti studi.
Era una stanzetta priva di telefono, e Norma, accompagnata dal bibliotecario,
trov Ranjit sprofondato tra i volumi, e grid con sincera gioia:
Ranjit, che meraviglia vederti!
Norma era adesso una donna matura che si trovava ogni giorno a contatto
con adulti capaci quanto lei. A Chicago, la sua pelle leggermente colorata
non costituiva un ostacolo, n un aiuto, anche se le era servita per
evitare di farsi coinvolgere in faccende amorose con medici o colleghi.
Dal canto suo Ranjit, che era sempre stato molto chiuso, timidissimo
con le ragazze quando acquistavano importanza ai suoi occhi, era adesso
completamente sbalestrato dai suoi rapporti con gli orrendi Hudak, e con
Norma si comport goffamente, senza sapere bene che cosa dirle.
Parlarono del pi e del meno, poi lei lasci cadere accenni al fatto che
era venuta a Miami non solo per ragioni professionali. Insomma, era venuta
a Miami per cercare proprio lui. In questi ultimi tempi, ho pensato
pi volte a te, e credevo che tra un ind e un'anglicana non ci fosse possibilit
di intesa, ma dopo aver lavorato a Chicago...
Norma, sbott a questo punto Ranjit, goffo come al solito, mi sono
sposato.
Norma ebbe un istante di esitazione, poi si riprese: Magnifico, Ranjit!
Posso invitare a pranzo tua moglie e te?
Lui non ebbe il coraggio di rivelarle la situazione disastrosa in cui era
intrappolato, e si limit a borbottare: Mi dispiace, ma lei lavora, con un
tono che indusse Norma a dirsi: povero Ranjit! Deve essergli accaduto
qualcosa di terribile. Ma non tent di indagare pi a fondo, e anzi fece
marcia indietro e cominci a vedere sotto una luce pi favorevole un giovane
ginecologo dello Iowa. Ma sia lei sia Ranjit sapevano esattamente
che una proposta di matrimonio era stata avanzata e respinta.
Per sfuggire al suo profondo imbarazzo, Ranjit pens al suo amico pakistano,
Mehmed, e propose a Norma di conoscerlo. L'accompagn allo
stanzino simile al suo, che Mehmed aveva occupato per diciannove anni.
Not subito che Norma trattava quel perpetuo studente, celibe, simpatico,
amabile, ben deciso a restare a ogni costo in America, con un certo
disprezzo, e si chiese se la gente vedesse con gli stessi occhi anche lui: un
tranquillo indiano sempre un po' appartato, che non faceva del male a
una mosca e semplicemente tirava a campare anno per anno.
Quella notte Ranjit, la mente in subbuglio per la visita di Norma, decise
che non poteva continuare con la finzione di recarsi al Burger King
per accompagnare la moglie a casa; ma, dopo aver esitato a lungo, fin per
andarci come al solito, sia perch temeva che Gunter gliele suonasse, sia
perch era innamorato di Molly e sentiva il bisogno di starle vicino, per
quanto lei lo maltrattasse.
Stava per entrare nel ristorante, quando fu avvicinato da un uomo che
lo spinse nell'ombra in modo che dall'interno non potessero vederlo. Era
un bell'uomo bruno sui trentacinque anni con baffi e scintillanti occhi,
evidentemente di origine spagnola; parlava abbastanza bene l'inglese, sia
pure con quel delizioso accento che acquista in bocca a certi iberici.
Sei tu l'indiano di cui mi hanno parlato? chiese con aria minacciosa.
S, sono indiano.
Sicch, sei tu quello che questa volta  sposato con lei?
Pur consapevole che la sua risposta poteva provocargli dei guai, Ranjit
rispose con voce debole: S.
E cos, ci sei caduto, eh? Ranjit rimase disorientato: poteva essere
una trappola. L'uomo sembrava cubano, ma se fosse stato un informatore
dei servizi d'immigrazione? Non ebbe bisogno di trovare una scappatoia
perch all'improvviso l'uomo tir fuori un coltello dalla lunga lama e,
puntandolo alla gola di Ranjit, sussurr con voce rauca: Io sono il suo
vero marito. Se tu la tocchi, ti ammazzo per davvero. Avrai la tua cittadinanza
come gli altri, poi avrai il divorzio e te ne andrai fuori dai piedi,
scomparirai da Miami. Altrimenti... Cos dicendo, avvicin ancor pi il
coltello alla gola di Ranjit.
Chi sei? chiese Ranjit quando il coltello venne finalmente ritirato.
L'uomo rispose: Jos Lopez, del Nicaragua. Ho un buon lavoro e parecchio
denaro; e rivoglio mia moglie.
Pi tardi, accompagnando Molly a casa, Ranjit le rifer l'episodio e lei:
Oh, quello!" e non aggiunse altro; ma quando furono in casa
degli Hudak, Ranjit avvert Gunter: Il vero marito di Molly, il nicaraguegno, sta
facendo minacce. Il cognato, maestro d'inganni, replic: Sar meglio
che tu te ne vada al pi presto possibile. Il mattino dopo, Molly present
domanda di divorzio al tribunale di Miami per crudelt mentale da
parte del marito.
ALL'UFFICIO DI MIAMI I SUOI COLLEGHI del servizio immigrazione degli
Stati Uniti a proposito di Larry Schwartz dicevano: Pu darsi che non
sia il pi brillante della sezione, ma sta di fatto che ha un fiuto incredibile.
Schwartz era noto per la straordinaria abilit con cui sapeva giudicare
i documenti relativi a un matrimonio sospettato di nascondere un
fraudolento tentativo di introdurre clandestinamente uno straniero nel
paese.
Lavorando, Larry teneva da qualche giorno sulla scrivania, in modo da
averlo sempre davanti agli occhi, un cartello su cui erano scritti in rosso
tre grossi numeri: 31, 323 e 41. Era soprattutto l'ultimo, il 41, che gli
sembrava sospetto. In questo ufficio, da quando abbiamo a disposizione
un computer, abbiamo identificato otto donne di varie localit della Florida
meridionale che insieme hanno accumulato ben quarantun matrimoni
fasulli.
Come fai a definirli fasulli? chiese Joe Anderson, l'aiutante di Larry,
e questi: Ogni volta che una donna americana, legalmente cittadina del
nostro paese, sposa uno straniero solo per permettergli di ottenere il certificato
di residenza, senza la minima intenzione di istituire con lui un
onesto rapporto matrimoniale, noi classifichiamo quel matrimonio come
fasullo e prendiamo le debite misure.
Perch lo fanno? volle sapere Anderson. Larry rispose: Per denaro.
A quanto sembra, gli importi oscillano da cinquecento a cinquemila dollari.
Il numero 41 riguardava il matrimonio tra Ranjit Banarjee e
Molly Hudak, e Larry, sfogliando le carte di un dossier
piuttosto corposo, sentiva
crescere i suoi sospetti. E i motivi erano pi di uno: la moglie era pi anziana
del marito di ben nove anni. Lei era cattolica, lui induista; lui era
uno studente che per tre volte aveva scansato la laurea. S, concluse
Larry, si pu star certi che ha cambiato facolt solo per evitare di prendere
la laurea. Figurati che  stato iscritto a un'universit dal 1973 al
1986. Il suo non  un corso di studi:  una carriera.
Continu spiegando ad Anderson che, quando si aveva ragione di sospettare
l'esistenza di un matrimonio fraudolento, agenti speciali si mettevano
sulle tracce dei presunti colpevoli, seguendo una tra le due procedure
tradizionali: Alcuni preferiscono portare qui la coppia, sottoporla a
interrogatorio, e costringere il marito, la moglie o tutti e due a confessare
la verit. A volte funziona. Io per preferisco il secondo metodo. Si lascia
la coppia in pace, ma se ne controllano comportamento, abitudini di lavoro,
si raccolgono i commenti degli amici e ogni altro elemento. Ed 
straordinario il quadro che comincia a delinearsi. Una volta completato,
la parola frode spicca chiarissima. Allora li si porta qui.
Nell'estate del 1986, Larry Schwartz, trentaquattro anni, e il suo assistente
Joe Anderson, ventisette, cominciarono a trascorrere molte ore
nei pressi dell'universit e nel quartiere dove i signori Ranjit e Molly Banarjee affermavano di vivere. Non  la donna, continuava a ricordare
Schwartz ad Anderson, non  tanto lei che mi interessa anche se ha fatto
il trucco tre o quattro volte.  quello sporco ruffiano che combina questi
affari, e quel maiale voglio incastrarlo. Sono certo che si tratta di quel bastardo
di Hudak.
Interrogando i vicini, vennero a sapere che Gunter non aveva un lavoro
regolare, ma fino a quel momento dalle loro ricerche non erano
risultate contraddizioni palesi tra i fatti che osservavano e i documenti matrimoniali.
Schwartz cominci allora a frequentare il Burger King dove
Molly lavorava, e pi osservava quel che vi accadeva, pi incredibile gli
pareva l'affermazione dell'indiano di essere innamorato di Molly.
Larry Schwartz era nato a Boston e aveva lavorato per l'ufficio immigrazione
al nord prima di essere assegnato alla Florida; ne era molto contento
perch gli piaceva il caldo, poteva indossare una leggera giacca di
tela e una camicia bianca e andare in giro senza cravatta. L'abitudine alla
giacca per non l'aveva perduta, non riusciva a starne senza, e questo lo
faceva spiccare tra la folla estiva della Florida. Cos, dopo aver cenato al
Burger King tre o quattro volte, non s'avvide che, mentre pedinava
Molly, qualcun altro stava pedinando lui. Era Gunter Hudak, messo in allarme
dalla sorella, che era pi sveglia di quanto supponessero gli uomini
che la frequentavano. Gunter tuttavia, studiato l'uomo in giacca di tela, si
persuase che era uno dei tanti clienti scapoli che frequentavano il Burger
King perch vi si mangiava bene senza spendere troppo, e convinse la sorella
a non preoccuparsene ulteriormente.
Poi, una sera che sia Schwartz sia Gunter erano nel ristorante, entr un
uomo alto, di bell'aspetto, evidentemente spagnolo. Ordin un hamburger,
continu a tener d'occhio Molly e attese che il suo turno finisse. La
segu, la prese per un braccio; dai gesti suoi e di lei, risultava evidente che
erano amanti. Gunter si era messo in allarme non appena visto Jos Lopez,
il nicaraguegno con cui sua sorella era regolarmente sposata, e immediatamente
lo comunic ai suoi scagnozzi che sempre lo accompagnavano
e che avevano ordinato a Lopez, versandogli oltre tutto un po' di dollari,
di starsene alla larga dalla moglie finch non avesse divorziato dall'indiano.
Ma a preoccupare soprattutto Gunter era quel che accadeva all'interno
del ristorante: l'uomo in giacca di tela stava attentamente osservando
gli amanti e prendendo appunti. Quando Schwartz usc dal Burger
King fu bloccato da due degli uomini di Hudak. Lo scazzottarono ben
bene e uno di loro ringhi: Si pu sapere chi sei?
Agente assicurativo, rispose Schwartz, e uno dei due teppisti lo perquis
mentre l'altro lo teneva fermo. In tasca non aveva nessun documento
da cui risultasse che era un agente del servizio immigrazione; c'erano
invece due formulari da cui risultava che era davvero un agente assicurativo,
per cui si limitarono a malmenarlo ancora un po', poi lo lasciarono
andare. Quella sera gli stessi teppisti attesero Molly davanti a casa,
le fecero fare un giro in auto e la rimproverarono aspramente per essersi
incontrata con il marito. Le carte del divorzio da quel maledetto indiano
non sono ancora pronte.
Lei promise di non correre pi rischi del genere, ma due giorni dopo il
signore e la signora Banarjee ricevettero una raccomandata in cui li si invitava
a recarsi all'ufficio dell'investigatore Larry Schwartz al servizio immigrazione,
e quella sera Gunter diede loro le istruzioni del caso.
 una cosa molto seria, annunci. Avete chiesto il divorzio, ed 
questo che ha messo in allarme gli agenti federali. Il nostro compito consiste
nel dimostrare che, anche se adesso vi dividete, l'anno scorso avete
contratto un regolare matrimonio. Molly ci  gi passata, ma per te Ranjit
 la prima volta e devi imparare la tua parte. Tir fuori una fotocopia
dell'ottavo comma del codice penale federale, sezione 1325 (b), chiarissimo
quanto minaccioso:
Frode matrimoniale-, chiunque consapevolmente contragga matrimonio
allo scopo di evitare le norme previste dalle leggi sull'immigrazione,  passibile
di detenzione fino a cinque anni e di ammenda fino a duecentocinquantamila
dollari, o di entrambi.
Quando Ranjit si rese conto che rischiava di dover pagare una somma
del genere, esclam: Perch mi sono lasciato incastrare in questa...? Ma
non ebbe modo di finire la frase perch Gunter gli lasci andare un manrovescio
ruggendo: Chiudi il becco, maledetto idiota! Sei stato tu a volerlo.
Mi hai versato del denaro per farlo.
Ranjit tent di invocare la sua ignoranza della legge, ma Gunter lo
colp un'altra volta dicendo: Devi difendere te stesso ma devi anche difendere
tua moglie. E soprattutto devi difendere me. Se commetti anche
un solo errore, sporco indiano, considerati un uomo morto, perch sarei
io ad andarci di mezzo.
Pass poi a chiarire alla sorella e a Ranjit le risposte che dovevano dare
alle domande dell'investigatore.
Avete dormito nello stesso letto? Risposta: s.
Chi dormiva a destra? e indicando Ranjit: A destra dormivi tu.
Chi andava a letto per primo? Ancora Ranjit.
Usavate la stessa stanza da bagno?... S. E voglio che lo spazzolino da
denti e il rasoio di Ranjit siano qui questa notte.
Quante persone erano quasi ogni sera a tavola qui a casa? Cinque.
Questo, perch probabilmente sanno quante persone vivono qua dentro.
Quanti andavano a messa la domenica? E dove?
In tutto erano una sessantina le domande che gli investigatori rivolgevano
a coppie sospettate di frode, e quando Gunter si convinse che la sorella
e l'indiano avevano le risposte sulla punta della lingua, pass agli
aspetti finanziari.
Ranjit doveva rispondere di non aver mai dato del denaro alla moglie;
l'anello matrimoniale invece gliel'aveva dato, ma poi era stato impegnato
perch l'indiano aveva avuto bisogno di comprarsi un abito.
Diede alla sorella la ricevuta di un prestatore su pegno con una data
adeguata. Far colpo se, quando la vedrai, ti metterai a piangere,
Molly, e tu, indiano, dovrai avere l'aria di uno che si vergogna profondamente.
Finalmente persuaso che erano in grado di cavarsela bene,
permise loro di recarsi all'appuntamento con Larry Schwartz. Non appena
Molly entr nell'ufficio not la giacca di tela appesa al muro, e
Schwartz not a sua volta che l'aveva notata. Li fece sedere in comode
poltrone, poi chiam Joe Anderson.
Questo  il mio aiutante, Joe. Adesso, Joe, voglio che tu dica a queste
brave persone che cosa hai fatto stamane non appena hai avuto la certezza
che loro due e il fratello di lei, Gunter, erano usciti dalla casa posta
al 2119 di San Diego, in Coral Gables, non lungi dall'universit.
E Joe: Sono andato all'uscio, ho bussato e ho esibito alla donna che
ha aperto questa ordinanza del tribunale. Tir fuori il documento, un
ordine di perquisizione della casa al 2119 di San Diego.
E poi? chiese Schwartz; Joe rispose: Ho compiuto la perquisizione,
come mi avevi detto tu.
Hai perquisito tutta la casa? No, soltanto lo scantinato, come mi
avevi incaricato di fare.
I Banarjee trattennero il fiato, Ranjit pi ancora di Molly, perch
quando Schwartz disse: Di' loro che cosa hai trovato, Joe, questi and
nella stanza vicina e ne torn con l'intero letto su cui Ranjit aveva dormito
da quando si era sposato.
A questo punto, Schwartz prese a martellare la coppia, ormai in preda
alla confusione, e delle precise istruzioni di Gunter rest un pugno di mosche,
perch Schwartz non pose nessuna delle domande previste. Quando
li ebbe in pratica costretti ad ammettere che il loro matrimonio era stato
una frode, fece un cenno a Joe che rientr portando con s Gunter e uno
degli uomini che avevano partecipato all'aggressione contro Schwartz.
Questi prese un altro incartamento e lesse i risultati della lunga indagine
sul racket organizzato dalla famiglia Hudak.
Con tono gelido espose i particolari dei tre precedenti matrimoni contratti
da Molly, l'entit delle somme di denaro versate dagli stranieri coinvolti,
e quindi disse a Gunter e al suo scagnozzo: Mai prendere a cazzotti
un agente speciale. Ci sono leggi severissime in merito. Ho speso trecentoventi
dollari per farmi aggiustare i denti, e questo coster a te e al tuo
gorilla quindici anni di galera. Poi Gunter fu portato via da due poliziotti.
Il processo contro Ranjit fu celebrato due settimane dopo e lui si rifiut
di testimoniare contro la donna che aveva considerato sua moglie.
Dottor Banarjee, gli disse il giudice distrettuale, desidero che lei si
avvicini in modo che noi due possiamo parlare da uomo a uomo. Ranjit
si avvicin alla cattedra, un fragile indiano in un abito da poco prezzo
non esattamente della sua misura, e attese le domande.
Continua a sostenere che lei si  sposato per amore?
S.
E continua ad amare sua moglie?
S.
Se io ordinassi la sua espulsione, lei desidererebbe tornare a Trinidad?
S.
Quest'oggi lei sar trasferito al centro di detenzione di Krome Avenue
e tra due giorni verr portato in volo all'aeroporto di Port of Spain a Trinidad.
Quindi, piegandosi su di lui in modo che altri non potessero
udire, il giudice concluse: Lei mi sembra una persona a modo e mi dispiace
che abbia commesso azioni illecite contro gli Stati Uniti e che gli
Stati Uniti debbano a loro volta farle del male.
NELL'OTTOBRE 1986 uno sconosciuto Ranjit Banarjee, il cui matrimonio
era stato annullato per frode, part in volo dagli Stati Uniti in preda a
profonda depressione. Mentre prendeva posto sull'aereo diretto a Trinidad,
l'hostess gli porse un giornale di Miami su cui spiccava a caratteri cubitali
il titolo: NICARAGUEGNO GELOSO UCCIDE BELLA CAMERIERA. C'erano
le fotografie di Molly, alcune sulla scena del delitto, altre scattate
qualche anno prima, quando la ragazza si era diplomata al liceo, ed era
davvero splendida. Nelle pagine interne, due fotografie di suo marito, ma
nessuna di Gunter Hudak, la causa della tragedia.
A Trinidad gli amici di Ranjit, al corrente del suo arresto ma non dell'assassinio
di Molly, lo accolsero commossi e felici all'idea che fosse sfuggito
a una condanna al carcere in America. Aveva una laurea in filosofia
dell'universit di Miami ma non c'erano prospettive per lui all'universit
delle Indie occidentali e neppure alla succursale di Trinidad, e l'ordine di
espulsione dagli Stati Uniti gli impediva di tornare per cercarvi un lavoro.
Ranjit rimase con le mani in mano per qualche mese, senza riuscire a trovare
un'occupazione, finch si decise a tornare in Giamaica, chiese che i
suoi documenti fossero trasferiti all'universit delle Indie occidentali, e si
iscrisse a una seconda facolt, questa volta per ottenere una laurea in storia.
Sebbene all'inizio dei corsi sembrasse a disagio perch era molto pi
anziano degli altri studenti, ben presto trov una sua collocazione e la situazione
gli piacque.
Lo chiamavano dottor Banarjee, e i condiscepoli pi giovani, che speravano
a loro volta di diventare degli studiosi, mostravano deferenza nei
suoi confronti, non cos invece gli iscritti a economia e commercio e a
scienze che sorridevano ironici dei suoi modi cortesi, della sua timidezza,
dell'aura libresca che lo avvolgeva.
Gli studenti del suo corso rimasero sorpresi quando un giorno, prima
dell'inizio della lezione, a Ranjit fu portata una lettera piena di francobolli
e il cui indirizzo era stato riscritto. Ranjit la prese, esamin la grafia
e disse ad alta voce: Benone, benone.
Ma le mani gli tremavano mentre la apriva e, finito che ebbe di leggerla,
rimase immobile, incapace di muoversi, e uno studente pi giovane
dovette accompagnarlo a prendere posto a un banco; l se ne stette, sforzandosi
di trattenere le lacrime.
La lettera era di Norma Wellington che l'informava di essersi da poco
sposata con il primario di chirurgia del suo ospedale a Chicago e che si
prendeva amorevole cura dei due figli che il marito aveva avuto da una
moglie precedente, morta di cancro. La lettera concludeva: Ranjit, ho saputo
della tua disgrazia a Miami. Ricordati che quelli di noi che ti conoscono
bene ti amano perch sei una persona a modo, e io ti amo con particolare
calore. Continua a studiare, e un giorno riuscirai a comunicare al
mondo la tua grande cultura. Norma. C'era anche un poscritto: Mehmed
Muhammad  ammiratissimo nel nostro ospedale e tutto il personale
lo sta aiutando a prendere la cittadinanza.
QUANDO TORN A TRINIDAD con la seconda laurea, Ranjit frequent biblioteche,
frug in vecchi archivi di compagnie di navigazione che avevano
importato schiavi, e fece sensazione la notizia, subito diffusasi, che
varie universit inglesi ventilavano la possibilit di assumerlo come insegnante.
Ovviamente, Ranjit era molto interessato, e si sottopose all'odioso
rituale britannico chiamato breve processo, nel corso del quale le
universit rendevano noti il nome dei tre o quattro finalisti presi in considerazione
per la nomina. Fotografe degli studiosi comparivano sui giornali
della citt universitaria e i giornali venivano spediti anche alle localit
di residenza dei concorrenti, sicch i fogli di Trinidad poterono annunciare
tutti fieri: RANJIT BANARJEE AL BREVE PROCESSO A SALISBURY.
Purtroppo, non ebbe mai una nomina ma, nonostante i ripetuti fallimenti,
i suoi amici indiani di Port of Spain continuarono a trattarlo con
grande deferenza e a complimentarsi con lui, e Ranjit replicava scherzoso:
Comincio a sentirmi come quegli studiosi indiani di Bombay e di Calcutta
che scrivono lettere appassionate ai direttori di giornali firmandosi:
Ranjit Banarjee, dottore in lettere oxfordiano (mancato).  gente che si 
iscritta a Oxford, ha tentato e si  guadagnata prestigio pur fallendo.
L'unico che non si lasci ingannare dall'apparente
indifferenza di Ranjit fu il suo vecchio insegnante Michael
Carmody, il quale gli disse: Deve
essere duro subire un'esperienza del genere, ma fatti animo. Ho letto l'altro
giorno che nel mondo ci sono oltre mille buone universit, e una di
loro senza dubbio sar ben lieta di assumere uno studioso del tuo calibro.
Ma Ranjit replic: Quasi tutte sono negli Stati Uniti, e anche se mi
volessero non potrei metterci piede.
Fu Carmody che in segreto and dall'uno all'altro dei ricchi mercanti
indiani di Trinidad dicendo: E vergognoso come la nostra isola tratta
quest'uomo meraviglioso. Suo cugino gli versa un magro stipendio, anche
se la vecchia bottega dovrebbe essere sua, e quel povero diavolo ha appena
di che vestirsi. Desidero che lei e i suoi amici vi mettiate d'accordo
per un'iscrizione con queste duecento sterline. In un futuro prossimo, lei sar
fiero di quest'uomo che  un grande intellettuale.
Riusc a convincerli anche a raccogliere fondi che permisero all'universit
delle Indie occidentali di pubblicare una raccolta dei saggi accademici
di Ranjit, compreso il suo lungo poema su Alexander Hamilton e l'uragano
e quel suo primo scritto sugli indiani a Trinidad.
La pubblicazione indusse la Yale University a invitarlo a dare alle
stampe, per i tipi della sua prestigiosa casa editrice, la sua opera maggiore,
intitolata Prospettive per i Caraibi. Com' ovvio, il libro non gli
procur un soldo e Ranjit continu a vivere di quello che gli passava la
sua famiglia e dei quattrini che Carmody riusciva a raggranellare. Di
tanto in tanto, capitava che qualche coppia di vecchi americani sbarcasse
da una nave da crociera per una visita di un giorno a Trinidad e andava al
Portugee Shop a chiedere: Credete che sia possibile incontrare quel
grande studioso, il dottor Banarjee? Il commesso rispondeva: Vive qui
vicino, non avete che da suonare. Allora Ranjit scendeva in fretta, salutava
il professore venuto da Harvard o da Indiana o da San Diego, portava
la coppia all'antica casa dei Banarjee costruita dai suoi antenati; l offriva
agli ospiti limonata e noccioline e discorreva con i suoi colleghi.

 Capitolo 14.
Il rasta.

LA GENTE CHE LO VIDE avanzare trattenne il fiato, e una donna rimase
come paralizzata ed esclam: Oh, buon Dio! Tutti si spostarono per fargli
largo perch nessuno aveva mai visto nulla di simile sull'isola di All
Saints.
Doveva essere sui venticinque anni, alto un metro e novanta e magro
come le gambe di una cicogna. Gli abiti erano stupefacenti: in testa, un
vistoso berretto scozzese oro e verde, ai piedi grossi sandali di cuoio, simili
a quelli di un centurione romano, con lacci che si intrecciavano sui
pantaloni di uno spaventoso viola, il tutto sottolineato da un camiciotto
sovrabbondante su cui spiccavano un ritratto di Hail Selassi e tre scritte
a grossi caratteri: IO UOMO RASTA, MORTE AL PAPA, FUOCO DISTRUZIONE
AMERICA.
Ma a conferirgli un aspetto stravagante e selvaggio erano soprattutto i
capelli che non si era n tagliati n pettinati da almeno cinque o sei anni a
quella parte: un ammasso reso pi intricato da un impasto di fango, olio e
chiss quali sostanze chimiche, con la conseguenza che i capelli gli ricadevano
in trecce compatte, lunghe poco meno di un metro, che gli arrivavano
in vita, simili a un groviglio di vipere. L'uomo si era trasformato in
una sorta di Medusa maschile il cui terrorizzante aspetto era sottolineato
da un barbone cespuglioso, altrettanto fitto e compatto dei capelli. Come
se non bastasse, aveva uno sguardo feroce, penetrante, e robusti denti
bianchissimi che splendevano tra le grosse labbra.
All'aeroporto di All Saints cav, da quello che era tutto il suo bagaglio,
una grande sacca informe, il passaporto su cui si leggeva: RAS-NEGUS
GRIMBLE. NATO NEL 1956 A COCKPIT TOWN, GIAMAICA. Al funzionario
addetto all'immigrazione bast un'occhiata al documento per correre nell'ufficio
da dove telefon al commissariato di polizia di Bristol Town:
Colonnello Wrentham,  appena sbarcato un rastafariano della
Giamaica. Documenti in ordine. Diretto in citt con l'autobus dell'aeroporto.
Gli altri passeggeri ebbero cura di prendere posto a una certa distanza
dal rastafariano di cui trovavano ripugnante l'aspetto e il puzzo, ma lui
sembrava non rendersi conto di averli spaventati, tant' che a un certo
punto, sporgendosi nel corridoio tra i sedili, guard fsso due donne di
mezza et provenienti da Miami e regal loro uno dei pi cordiali sorrisi
che le due avessero mai visto, tutto occhi lucenti e denti abbaglianti. Sorelle,
disse, io-uomo mai visto oceano come questo.
Bench le due riuscissero a stento a capire quello che diceva, si sentirono
incoraggiate dal suo tono amichevole e una di loro chiese: Che
cosa ha fatto ai suoi capelli? E lui, come se si fosse aspettato la domanda:
Dreadlocks Quel tipo di riccioli erano infatti noti alla Giamaica come
dreads, ma anche questa parola non significava niente per le donne, le
quali chiesero: Lei  un predicatore? E la risposta suon: Io-uomo essere
servo Jah, nome mio Negus, stesso Ras-Tafari, Re Etiope, Signore
onnipotente, Leone Giuda, Sovrano tutta Africa, Salvatore Mondo,
Morte al Papa.
E perch vorrebbe ammazzare il papa? chiese una delle due, quella
che aveva capito meglio. Il rastafariano, con tono quasi gentile: Lui-e-lui
Grande Babilonia, deve essere morire, tutti uomini liberi.
Ma perch vuole la distruzione dell'America, come sta scritto sul suo
camiciotto? L'uomo spieg allora con tono grave, confidenziale: America
Grande Babilonia, Grande Puttana di mondo, Bibbia dire cos.
Dalla sacca cav una Bibbia che apr con mano esperta ad Apocalisse 14,
8, leggendo con voce tonante, in modo da farsi udire da tutto l'autobus:
 caduta,  caduta Babilonia la grande, quella che ha abbeverato tutte le
genti con il vino del furore della sua fornicazione. Le parole sembrarono
inebriarlo, tant' che si alz e, mettendosi a camminare per l'autobus,
puntando l'indice contro i bianchi, prese a urlare con voce demoniaca:
Papa essere Babilonia, America essere Grande Babilonia, polizia, sceriffo,
giudice essere Babilonia la Puttana. Tutti essere distrutti Marcus
Garvey Grande Imperatore Hail Selassi. Africa domina tutto lo
mondo. Negus dice cos. Io-e-io perire.
Torn poi al suo posto e rivolgendosi alle due donne sussurr con un
sorriso tale da lasciarle affascinate quanto prima erano rimaste terrorizzate:
Sorelle, Imperatore Selassi, Re di Giuda, io-uomo salvare buona
gente.
Quando l'autobus giunse a Bristol Town, il conducente riusc a tener
chiuse le portiere in attesa che arrivasse il commissario di polizia dell'isola,
il nero colonnello Wrentham, il quale si piazz in modo che l'uomo
proclamatosi rastafariano dovesse passargli vicino.
Salve, fece con tono amichevole il funzionario. Qual buon vento la
porta ad All Saints?
Io-uomo andare qui, andare l, Jah manda.
Ha amici sull'isola?
Il nuovo venuto, scuotendo i capelli serpentiformi, sorrise come ad abbracciare
tutti gli abitanti dell'isola e rispose: Io-e-io che amare Jah, miei
amici.
Benone, comment Wrentham, ma non appena il rastafariano fu
scomparso, diretto alle baracche ammassate alla rinfusa sulla riva del
mare, si precipit nel suo ufficio dove fece parecchie telefonate, chiedendo
informazioni a Giamaica, invitando un maestro di scuola a recarsi
subito da lui e pregando di raggiungerlo anche il ministro della chiesa
d'Inghilterra.
Quando il maestro e il sacerdote arrivarono, e a loro si fu unito anche
il radiotelegrafista, il primo un nero, gli altri due inglesi
bianchi, Wrentham spieg il suo problema: che cosa significava
rastafariano? Come poteva
lui sbarazzarsi di uno appena arrivato?
Viene dalla Giamaica? chiese il maestro, e il colonnello spieg che
aveva un biglietto per Trinidad, come aveva saputo telefonando alla compagnia
aerea, e che il biglietto era aperto. Sicch, concluse, possiamo
averlo tra noi anche per molto tempo.
Chiese il sacerdote: Non c' modo di farlo andar via dall'isola? Ho saputo
che tipi del genere provocano sempre disordini. Il colonnello
scosse il capo: per il momento non aveva mezzi legali e chiese al maestro,
lui che aveva studiato all'universit, se poteva spiegargli che cosa fosse il
rastafarianismo.
Molto semplice, se mi  permesso di sintetizzare brevemente. Negli
anni venti un nero della Giamaica, Marcus Garvey, si present come una
sorta di Giovanni Battista parlando della rinascita della razza nera, del ritorno
dei neri in Africa e del prossimo trionfo dell'Africa su tutte le nazioni
bianche. Garvey and in America, si impadron illegalmente di una
nave e propose di rimandare in Africa tutti i neri. Fin in un penitenziario
per truffa, ma ha messo il fuoco nelle teste dei neri. Mio nonno credeva a
ogni sua parola, e tent di riportare effettivamente un gruppo di neri
nelle terre degli Yorub in Nigeria. Anche lui fin in carcere.
Che cosa c'entra Hail Selassi? Non era imperatore d'Abissinia?
chiese il commissario.
S, rispose l'uomo di chiesa, ma i giamaicani la chiamano con il suo
nome biblico, Etiopia. Per ragioni mai spiegate, a parte il fatto che la
Bibbia  piena di riferimenti all'Etiopia e che contiene un accenno al
Leone di Giuda, come era soprannominato l'imperatore. Comunque, i
neri della Giamaica si sono ficcati in testa che Hail Selassi sia stato l'ultima
incarnazione di Dio, e Jah  il nome che gli danno.
Hail Selassi sarebbe Dio? chiese il commissario perplesso.
Insomma, rispose il sacerdote dopo una lieve esitazione, ritengo che
coloro che non sanno leggere lo considerino Dio. Quelli un po'
pi evoluti pensano che sia come Ges o Maometto, ma comunque tutti credono
che sia una manifestazione di Jah destinata a portare i neri al dominio del
mondo.
Ma Selassi  morto! replic Wrentham. Perci come fanno costoro
a essere convinti che li salver?
Wrentham credeva che la sua fosse una domanda retorica, e invece
l'uomo di chiesa si sent in dovere di rispondere: I cristiani ritengono
che Ges, morto da un pezzo, far lo stesso per loro, e i musulmani sono
convinti che Maometto, morto oltre mille anni fa, li protegger. E lo
stesso pensano i rastafariani del loro negus.
Wrentham domand: Che cosa significa questa parola? Quel tale si
definisce Ras-Negus Grimble.
A rispondere fu il maestro: Significa re. Hail Selassi veniva spesso
chiamato semplicemente negus. L'uomo di chiesa complet le informazioni
dicendo: Il movimento rastafariano a certuni sembra assurdo, ad
altri comico, ma molti neri in queste isole lo ritengono terribilmente serio
per tutta una serie di ragioni. Il movimento predica che un giorno i
neri conquisteranno il mondo e ripareranno a tutte le ingiustizie fatte
alla loro razza. E insegna anche che il papa deve essere ucciso perch,
dicono, rappresenta il potere del mondo che li ha oppressi brutalmente
al tempo della schiavit e oggi li opprime in maniera pi sottile. Inoltre,
siccome gli Stati Uniti sono il centro del potere visibile in questa parte
del mondo, anche gli Stati Uniti vanno distrutti. Sono obiettivi difficilmente
raggiungibili, e i rasta non possono certo far molto per realizzarli,
ma se ne vanno in giro proclamando le loro parole d'ordine, lanciando
anatemi contro la Grande Babilonia, ed  per questo che finiscono nei
guai. Perch, oltre al papa e agli Stati Uniti, secondo loro anche la polizia
delle isole  Grande Babilonia, quella che dice la Bibbia, e deve essere
distrutta.
Come si spiega che finora sulla nostra isola ne sia arrivato uno solo?
Il radiotelegrafista, che fino a quel momento era rimasto ad ascoltare
in silenzio, all'improvviso se ne usc a dire: Comunque, bisogna aspettarsi
guai. Io sono in contatto con persone di altre isole e tutti mi dicono
che i rasta sono pericolosi.
Chiss, forse sarebbe meglio andarlo a prendere domani ed espellerlo
dall'isola, disse il colonnello perplesso.
Il maestro di scuola gli consigli prudenza: in fin dei conti il rastafariano
non aveva fatto nulla di male; l'uomo di chiesa propose di riunire il
consiglio legale dell'isola, nel frattempo proponendosi di tenere attentamente
d'occhio il nuovo arrivato e di chiedere altre informazioni sul suo
conto.
Rimasto solo nell'ufficio, Wrentham telefon al consulente legale del
primo ministro che si mise subito in allarme. Stia bene a
sentire, Wrentham, disse, l'ultima cosa che desideriamo su quest'isola sono disordini
di carattere religioso. Per l'amor di Dio non faccia un martire di quel rasta.
Lo tenga d'occhio, ma a distanza.
Quando giunse a casa, un piccolo edificio che i suoi antenati avevano
abitato per quasi un secolo, rest deluso constatando che sua figlia, Sally,
una ragazza di ventidue anni, non sarebbe rimasta a cena con lui. Il colonnello,
pur volendo un gran bene anche a suo figlio, nutriva una particolare
predilezione per Sally, a suo giudizio una ragazza di altissime qualit,
e si chiedeva chi avrebbe potuto sposarla.
Sally lavorava nell'ufficio del primo ministro, era ben pagata e l'interesse
che nutriva per le problematiche politiche e sociali la rendeva particolarmente
attraente agli occhi di molti giovani. I suoi ammiratori erano
numerosi: da un inglese bianco venuto ad All Saints per studiarne l'economia
a un giovane di pelle nerissima che forse era il migliore del
gruppo. Sebbene il colore della pelle avesse sempre minore importanza
ad All Saints, il commissario, nonostante il suo modernismo, era fiero del
fatto che Sally fosse di pelle assai pi chiara di lui o di suo padre.
Il sistema castale in vigore prima della seconda guerra mondiale,
quando i confini sociali erano netti - aristocrazia, buone famiglie della
contea, tutti gli altri bianchi, poi colorati di pelle chiara, colorati di pelle
pi scura e infine neri - se ne era andato in fumo con l'indipendenza.
Londra da un pezzo non inviava pi membri dell'aristocrazia a esercitare
la funzione di governatore generale, sicch la categoria sociale degli aristocratici
era scomparsa, e le famiglie che avevano parenti in Inghilterra
avevano un ruolo assai minore nella vita sociale. Le tre precedenti distinzioni
tra i bianchi erano scomparse, e restavano soltanto i bianchi in generale.
Il colonnello chiese notizie alla vecchia che gli faceva da governante da
quando gli era morta la moglie e la risposta fu: La signorina ha detto:
Riunione sull'agenda nera.
Il colonnello rise: da qualche mese Sally faceva parte di un gruppo di
giovani che dibattevano con calore un problema che riguardava gli abitanti
di tutte le isole dei Caraibi, eccettuata Cuba: in che modo il principio
della negritudine, l'essenza spirituale dell'essere neri, poteva modificare
la vita individuale e collettiva dei Caraibi?
Il commissario vedeva di buon occhio la partecipazione della figlia a
quelle discussioni, perch sia lui sia suo padre, Black Bart, avevano fermamente
creduto nel potere nero e nella sua attuazione. E quando, nel
1964, era subentrato l'autogoverno, Black Bart aveva deciso che l'ora era
suonata; e una sera d'aprile, mentre Yestablishment bianco era radunato al
Club, luogo esclusivissimo, a discutere dell'opportunit o meno di ammettere
colorati o neri alle alte cariche, Bart Wrentham, che all'epoca era
capo della polizia nell'isola, aveva fatto il suo ingresso nella sala di riunione
di quel circolo e aveva annunciato con tono rispettoso: Sono venuto
a chiedere la mia iscrizione. Mentre alcuni dei membri pi anziani
restarono senza fiato di fronte a tanta insolenza, altri avevano applaudito
e una decina dei pi giovani avevano invitato Bart al bar per una bevuta.
E la rivoluzione sociale, che tanti ad All Saints avevano temuto, aveva
avuto luogo senza disordini n violenze.
MENTRE WRENTHAM RIFLETTEVA su quegli eventi, cenando tutto solo,
Sally era impegnata in un'accesa discussione con gli altri componenti il
suo gruppo, una quindicina dei pi brillanti, giovani funzionari dell'isola,
tutti colorati o neri. Argomento della discussione, un libro sulla negritudine
di un nativo della Martinica, Frantz Fanon. Si intitolava I dannati
della terra: una grande opera, originariamente scritta in francese, che era
stata tradotta in inglese con un altro titolo. L'appello alla trasformazione
sociale che conteneva aveva trovato larga eco in tutte le isole abitate da
gente di pelle scura come All Saints.
Del gruppo faceva parte anche un bianco, Harry Keeler, che era stato
introdotto da Laura Shaughnessy che lavorava nell'ufficio del governatore
generale. Laura aveva portato con s Keeler perch questi era stato
un funzionario del governo inglese ad Algeri durante la rivolta antifrancese
ed era al corrente dei dati economici e sociali sui quali Fanon fondava
molte delle sue argomentazioni.
Keeler illustr brevemente le sue esperienze in Algeria e a Tunisi durante
le rivolte anticoloniali, e quindi si prepar a rispondere alle domande.
Uno dei presenti gli chiese come vedeva la negritudine e Keeler
rispose: La considero una potente forza unificatrice quando si tratta di
combattere per l'indipendenza, ma dubito che costituisca una guida valida
quando bisogna governare il territorio conquistato. Aggiunse che
Frantz Fanon, quindici anni prima, sarebbe stato una magnifica guida per
colorati e neri ad All Saints, ma quello di cui adesso avevano bisogno era
sapere come funzionavano la General Motors e la Mitsubishi: Quando,
nel 1962, le vostre isole caribiche hanno rifiutato la federazione, sono rimasto
molto male. Era la vostra buona occasione di creare un'unione vitale
tra tutte le isole grandi e piccole in cui si parla inglese, e ve la siete lasciata
sfuggire. Oggi il problema  trovare un'altra valida alternativa.
Le sue parole suonavano cos giudiziose e aperte, che Sally Wrentham
sent il bisogno di andarglisi a sedere accanto e di dirgli: Signor Keeler,
lei fa affermazioni molto sensate per un bianco che guarda dall'alto, ma
come possiamo metterla noi neri che dobbiamo guardare dal basso?
Keeler not che, sebbene la ragazza potesse essere considerata bianca
nella societ alla quale lui apparteneva, si autodefiniva nera: a suo giudizio
un buon segno.
A me sembra, rispose pesando attentamente le parole, come pensasse
di non avere il diritto di esprimere un'opinione decisa su qualcosa che riguardava
lui dal punto di vista intellettuale e lei da quello emozionale,
che non dovremmo guardare n dall'alto n dal basso, ma osservare la
realt al livello dei nostri occhi. La frase era stata cos efficace, ed
espressa con tanto vigore, che Sally rest meravigliata e Keeler si affrett
ad aggiungere: Ai vecchi tempi, qui ad All Saints gli uomini come me
stavano in alto, e voi neri stavate in basso. A quei tempi, la sua domanda
sarebbe stata pi che giustificata. Ma oggi mi sembra che su quest'isola
non ci sia n un su n un gi, ma solo occhi che guardano, tutti insieme,
orizzonti comuni.
Con le dita della mano destra costru un ponte immaginario tra i suoi
occhi e quelli di lei e, nel farlo, le sfior la guancia; e fu come se tra loro
due fosse scoccata una scintilla elettrica.
Proprio in quella l'uscio della sala di riunione si spalanc ed entrarono
due uomini. Il primo era di statura media, nerissimo e considerato, in
tutta l'isola, un ottimo contabile degno del massimo rispetto, ma quella
sera nessuno lo salut perch a rimorchio aveva il rastafariano della Giamaica,
il cui camiciotto ornato di frange proclamava: MORTE AL PAPA,
FUOCO DISTRUZIONE AMERICA.
Questo  il mio amico Ras-Negus Grimble, spieg il contabile, ed 
latore di messaggi per noi dalla Giamaica. L'astratta discussione da salotto
sulla negritudine cess perch l, in carne e ossa, era presente la concreta
epitome di un certo tipo di negritudine.
Con l'aria pi tranquilla del mondo, il nuovo venuto rivolse a tutti i
presenti uno dei suoi grandiosi sorrisi e disse: Io-rasta uomo venire per
aiutare. Scocc un'occhiata in giro e aggiunse: Io-uomo venire questa
io-terra aiutare io-e-io accadere cose.
Avvedutosi che nessuno capiva le sue parole, pass a un normale inglese
che parlava con un gradevolissimo accento giamaicano: Sono venuto
dalla Giamaica per aiutarvi a scoprire e realizzare qualsiasi cosa voi
crediate sia opportuno fare.
Chi ti ha mandato? chiese qualcuno, e Grimble, ricadendo nel linguaggio
rastafariano: Io-uomo avere visione. Cercare io-e-io appartenere
All Saints portare io-vino e io-alogo. Io-uomo venire.
Intendi dire dialogo? chiese un altro, e con un grande sorriso il rastafariano
rispose: Oh, s! Voglio dialogare.
Qual  il tuo messaggio? chiese una ragazza, e questa volta in inglese
il nuovo venuto spieg: Il rasta  una fede nella pace, nella tranquillit,
nell'amore verso tutti...
E il papa?
Senza cambiare ritmo n espressione, l'uomo concluse: A parte gli uomini
di cattiva volont.
Abbiamo sentito dire che in Giamaica voi avete provocato disordini,
avete commesso atti di violenza. E il rastafariano:  stata Babilonia a
farci del male, non noi a Babilonia.
Ma non affermate che Babilonia deve essere distrutta?
Con l'amore. Allo stesso modo con cui Gandhi ha distrutto la Grande
Babilonia che lo opprimeva.
A questo punto intervenne Sally: Perch dici tanto spesso io, che
cosa significa?
La risposta fu data con la voce tranquilla di un giovane uomo che sapeva
il fatto suo: Nel rasta ci serviamo del nostro linguaggio. Io  diritto,
alto e bello, forte, decente e pulito. Tu  curvo e contorto, perde la
strada,  brutto, non sa combinare niente. Sicch, il puro io  attribuito a
tutti gli esseri umani. Io-uomo significa me. E se a parlare fossi tu, ti chiameresti
io-donna.
E chi sarebbe io-e-io?
Voi, quanti siete qui, tutti quelli che non sono me.
Non capisco.
Ti spiego: quando un uomo rasta vuole dire tu, non si separa da te. Intende
dire che tu e lui siete insieme, tu, lui e ogni altro in questa stanza, e
tutti insieme formiamo un gruppo. Cos, bisogna dire io-e-io perch in
rasta tutte le persone sono uguali. Tu non puoi esistere senza una parte di
lui. L'uomo rasta non pu esistere senza tutti voi per aiutarlo a combattere
le sue battaglie contro le tenebre. E sempre io-e-io, il gruppo immortale.
Continu spiegando che loro, gli uomini rasta, conducevano vite semplici
e pure: Solo cibo naturale, come questa noce di cocco che mi porto
appesa alla spalla. Niente carne. Ogni indumento che indosso deve essere
tessuto a mano con fibre naturali. Lo stesso vale per le parole. Da
ogni parola che contenga elementi peccaminosi o sillabe negative noi
eliminiamo queste componenti e le sostituiamo con io, che  pulito e
puro.
Ma come pu una sillaba essere moralmente negativa?
Le parole che in inglese contengono la sillaba ded, come per esempio
dedicate(1), alludono alla morte. La vita se n' andata, e la parola deve diventare
io-dicare. Belle idee come divino o dividere i propri beni, contengono
in inglese die, che vuol dire morire. E devono essere depurate, diventare
io-vino e io-videre.
La conversazione tra voi deve essere piuttosto difficile, se ne usc
a dire un impiegato nero seduto vicino a Harry Keeler. Il rastafariano
ruot sulla seggiola, facendo sventolare le trecce ma, persuaso che ad aver
parlato fosse stato il bianco, l'unico nella stanza, assunse un tono pi predicatorio
di prima, quasi sacramentale: Hai fatto un'osservazione profonda,
amico mio. S, le conversazioni tra noi sono a volte lente e difficili.
Le idee vengono espresse solo in parte, e per il resto intuite. Ma noi non
parliamo tanto per parlare. Noi parliamo per mettere a nudo l'anima, e
parole del genere devono essere accuratamente scelte, accuratamente difese.
Sally, che capiva solo in parte quello che il rastafariano stava dicendo,
sussurr alla donna seduta accanto a lei:  come il latino della messa cattolica,
non occorre che uno capisca. Ogni religione ha il proprio linguaggio
mistico.
Per i componenti il gruppo, quell'introduzione, verbale e
visiva, al rastafarianismo fu una rivelazione. Ma non era
finita. Con innato senso
della teatralit, Grimble si era riservato per ultimo il colpo grosso: si
chin, e dalla sacca estrasse il suo liuto.
Era una scatola di legno chiusa, salvo un'apertura sulla quale erano
tese quattro corde con una sbarretta metallica che fungeva da ponticello.
A pizzicarle, mandavano un suono particolarmente gradevole e, a tamburellare
sulla scatola, ne usciva un'eco profonda.
Seduto a gambe accavallate, Grimble strimpell per qualche istante,
quindi attacc una delle pi splendide composizioni di Bob Marley, Slave
Driver (conducente di schiavi) che parlava di giorni in Africa e di notti
sulle navi negriere. Era una musica possente, e ancora pi forti erano le
immagini che evocava, e ben presto quei discendenti di schiavi cominciavano
a fargli coro: Slave driver, slave driver.
Bench fosse profondamente toccata dal ritmo acceso, Sally era una
giovane donna troppo razionale per lasciarsi sfuggire un fatto assai interessante
nell'esibizione dell'uomo - rasta; quel bel tipo aveva tre modi di
parlare ben precisi: il colorito linguaggio della strada
giamaicano, la glossolalia rastafariana e, in quelle canzoni
ormai universalmente note e ammirate,
una pronuncia inglese perfetta; passava da uno all'altro quasi automaticamente.
Finito Slave Driver il rasta attacc una delle pi provocatorie composizioni
di Marley, composta da un altro ma di cui Marley aveva fatto il proprio
cavallo di battaglia, Four Hundred Years, e ben presto ciascuno nella
stanza, compreso Harry Keeler che aveva sempre amato la musica di Marley,
divenne un povero schiavo costretto a lavorare in una piantagione di
zucchero.
La serata si concluse con una decina di giovani raccolti
attorno a Grimble a sentire altre canzoni, e a questo punto
Harry Keeler chiese a Sally se
poteva accompagnarla a casa e lei, che voleva liberarsi dalla
mistica rastafariana, rispose prontamente: Mi piacerebbe.
Strada facendo, lei comment che era stata una magnifica esperienza e
gli chiese che cosa ne pensasse. Non credo che un bianco sia qualificato
a formulare un giudizio, rispose Harry.
Ma tu conosci le isole e conosci i movimenti rivoluzionari,
Frantz Fanon e altri come lui.
Sono uomini forti e indispensabili. Se io fossi un giovane nero - senza
un'educazione universitaria voglio dire - penso che fratel
Grimble potrebbe esercitare su di me un'influenza molto intensa e forse costruttiva.
Fece una pausa e poi, riassumendo la serata: I neri sono davvero i dannati
della terra, come ha proclamato Fanon.
Sicch, tu credi che i rastafariani...
Andiamoci piano. Io sono un giovane funzionario che desidera che
la sua societ non vada a pezzi, e so anche che i rastafariani sono davvero
convinti che la polizia sia la Grande Babilonia. Poi, guardandola
fisso, ammon: Credo di poter predire che tuo padre, come commissario
di polizia, avr un bel po' di guai. Fagli capire che non possiamo permetterci
di soffiare sul fuoco del rastafarianismo. Ricordagli che qualche
anno fa i rasta per poco non hanno distrutto il turismo giamaicano. Ho
avuto sott'occhio cifre da cui risulta che la Giamaica ha perduto milioni
di dollari.
Dobbiamo dunque vendere le nostre anime alle navi da crociera americane?
Mi permetto di correggerti. Neppure una delle navi da crociera che
fanno scalo ad All Saints  di propriet americana. Sono inglesi, olandesi,
svedesi, francesi...
Ma portano qui il turista americano con i suoi dollari americani.
Mi permetto di correggerti ancora una volta. Con i dollari americani
della turista, infatti nelle crociere le donne sono la maggioranza.
Tu sei un tipo sveglio, Harry, comment Sally, e lui replic: Mi
sforzo di esserlo. Subito dopo dalla finestra di casa sua il commissario di
polizia Wrentham vide sua figlia dare il bacio della buonanotte al giovane
economista.
SOLAMENTE HARRY KEELER, che aveva fatto precedenti esperienze in
Africa, non aveva difficolt a lavorare agli ordini di superiori di pelle
nera, e gli riusciva facile adattarsi ai loro modi di fare, a volte un tantino
imprevedibili. Era anche fiero del contributo che dava ad All Saints. 
probabile che sia il paese nero meglio gestito di tutta la terra, Africa compresa,
era solito dire, ma poi diceva a se stesso:  davvero un paese,
questo? Un'isola abitata da centodiecimila esseri umani, la si pu definire
un paese, anche se  rappresentata alle Nazioni Unite? E il suo attuale benessere
 legato alle incerte sorti del turismo.
Sapeva benissimo che il turismo  capriccioso. Perch l'afflusso non
cessasse, bisognava che i ricchi americani fossero trattati bene.
Era proprio quello il pericolo che aveva annusato la sera in cui aveva
incontrato il primo rastafariano dell'isola: si poteva forse dimenticare
quel che era accaduto in Giamaica, dove quei forsennati con le loro
trecce e la loro animosit avevano cominciato a molestare donne bianche
e anziani miliardari? Il turismo era stato spazzato via per anni, con
enormi perdite e un cambiamento di governo.
Nonostante queste apprensioni, viveva in uno stato di euforia che gli
era ignoto da anni: Sally Wrentham si rivelava vivacissima intellettualmente
oltre che assai attraente e, continuando il suo corteggiamento pi
o meno esplicito, Harry si diceva: sarei felicissimo di farmi qui una nuova
vita e aiutare quest'isola a diventare autosufficiente; se facessi questa
scelta, che cosa potrebbe esserci di meglio dell'avere per moglie una
donna come Sally?
Cos, un sabato mattina, indoss il suo migliore abito bianco, si rec in
auto a casa di Sally e la invit ad accompagnarlo a una partita di cricket a
York, al termine della strada montana. Sally rispose: Posso preparare
uno spuntino? Sarebbe meraviglioso, disse Harry; poi, insieme, partirono
sulla Volkswagen.
La partita di cricket era attesissima perch in campo c'erano il Bristol
Town e The Rest che aveva sempre perduto ma quell'anno sembrava
avere qualche probabilit di vittoria. Se il cricket era stato una mania nei
primi anni trenta, quando gli undici giocatori di Lord Wrentham avevano
visitato i Caraibi, ormai era diventata una vera e propria ossessione,
e quando Keeler e Sally entrarono nella cittadina alle nove e tre quarti,
s'avvidero che era giunto un autobus carico di turisti da Bristol Town, sei
altri erano arrivati dall'estremit settentrionale dell'isola e altri tre dall'aeroporto.
Sulle isole inglesi dei Caraibi, nulla era pi importante del
cricket. Trinidad, Giamaica e Barbados potevano non essere d'accordo
sulle questioni economiche, sulle tariffe dei trasporti aerei, sulla gestione
delle loro universit, sulle tasse da mettere sulla benzina, ma quando si
trattava di creare una squadra delle Indie occidentali per un campionato
in Inghilterra, in India, nel Pakistan o in Australia, le divergenze cessavano
di colpo e i fondi per il viaggio saltavano fuori come per miracolo.
La partita si concluse con una vittoria con largo margine del Rest, e
Harry e Sally, che se l'erano goduta un mondo, furono gli ultimi di Bristol
Town a lasciare York; quando verso sera l'oscurit piomb come un
sipario teatrale, si fermarono in uno degli spiazzi scavati nel fianco della
montagna per permettere agli autobus di superarsi e si baciarono con ardore.
Quando arrivarono a casa, Sally propose: Resta a cena. Trovarono
che la governante aveva aspettato loro due e il commissario, preparando
uno stufato fatto con legumi cresciuti sull'isola, patate portate per
nave dall'Irlanda e manzo giunto in aereo da Miami. Dopo cena, il colonnello
disse: Ho da fare al commissariato, e lasci soli i due giovani innamorati,
andandosene tutto soddisfatto: aveva cresciuto una splendida figlia
che era corteggiata da un uomo degno di lei.
MA IL CORTEGGIAMENTO, CHE AGLI occhi di tutti sembrava cos perfetto,
non and del tutto liscio: due settimane dopo la partita di cricket,
Laura Shaughnessy, che lavorava nell'ufficio del governatore generale,
propose a Sally: Domani prendiamoci una vacanza. Il rastafariano vuole
vedere la parte settentrionale dell'isola e io gli ho promesso di portarcelo
con la mia auto.
Per Sally, quella che era cominciata come un'escursione senza importanza,
divenne una giornata di enorme significato, in cui dovette rivedere
tutti i suoi valori. Si tratt infatti di una cosa ben diversa dalla pacifica
corsa in macchina con l'inglese Keeler per assistere alla partita di cricket
a York: quello era stato, in sostanza, un ritorno in Inghilterra con una sosta
per il t e osservazioni di tono quasi fanatico sui minuscoli eventi della
partita.
Quel giorno fu invece una dura, quasi brutale incursione nella realt di
una nuova repubblica nera dove a predominare era il retaggio africano.
Laura, parecchio pi scura di Sally, era al volante della sua piccola auto
con Ras-Negus Grimble seduto accanto a lei sul sedile anteriore e Sally
sul posteriore. Subito il rastafariano assunse il comando, come se fosse un
re e loro due le sue concubine. Quel che voleva vedere era la conformazione
dei terreni, la potenzialit agricola, se le messi erano gi alte e come
erano disposte le piccole fattorie che punteggiavano quella parte poco
abitata dell'isola. Due volte ordin perentoriamente a Laura: Fermati!
Voglio visitare quella fattoria. Sally, sentendolo parlare di raccolti con
tanta evidente competenza, si disse: Scommetto che era cos che i suoi
antenati ispezionavano i loro campi in Africa.
Erano giunti a pochi chilometri da Tudor, e Sally stava accompagnando
il rastafariano a visitare una terza fattoria i cui campi si estendevano
a una certa distanza dalla strada, quando rest sbalordita sentendosi
chiedere: Si potrebbe far crescere della buona ganja sui tuoi campi?
Ganja? chiese lei. S, marijuana, spieg Grimble.
Non credo che nessuno ci abbia mai provato, rispose Sally.
Ho portato degli ottimi semi, vuoi provare a coltivarli?
Ma come vuoi che riesca a vendere della marijuana, supponendo che
la faccia crescere?
Gli americani della Grande Babilonia sono affamati di ganja. Ottimo
prezzo.
Qui ad All Saints non credo che ne cresca molta. Non se ne fa grande
uso.
Tutto questo deve cambiare. Ricordati quello che ti ho detto.
Il grande dio Hail Selassi lo afferma. La ganja  l'erba
sacra dei rastafariani. Quella che spalanca tutte le porte.
A Tudor, l'arrivo di Grimble suscit grande curiosit e Sally not che
il rastafariano si muoveva con estrema sicurezza tra la gente; evitava perlopi
le persone di pelle meno scura come lei; il suo messaggio era destinato
ai contadini neri, ai bottegai neri, alla donna che lavava i panni, ed
era sempre lo stesso: Il popolo nero deve sollevarsi in tutti i Caraibi. Dio
 tornato sulla terra e in Etiopia, a riconquistare il mondo per noi.
Quando poi gli ascoltatori chiedevano che cosa significassero i messaggi
stampati sul suo camiciotto, Grimble indicava l'immagine di Hail
Selassi e rispondeva: Grande governante. Lui conquistata tutta Africa.
Il suo Leone, afferm, era quello di cui si parla nella Bibbia: Leone di
Giuda. Venuto dare noi totale potere. Spieg anche che il papa di Roma
doveva essere annientato perch era lo spirito di Babilonia, ma la Grande
Babilonia era l'America che doveva essere del pari distrutta. Terribili punizioni
sarebbero ben presto toccate anche alla regina Elisabetta II: Lei
figlia regina Elisabetta I, che manda suo capitano, John Hawkins, in
Africa per portar qui come schiavi vostre madri e vostri padri.
Se l'America era la Grande Babilonia oltre mare, chi era la Grande
Babilonia l ad All Saints? chiedeva Grimble, e la sua risposta suonava:
La polizia, poi concludeva: Grande Babilonia deve essere distrutta.
Bibbia dice cos. Apocalisse.
Sally not che si asteneva dall'invocare un'aperta rivoluzione o dall'invitare
gli ascoltatori a prendersela con la polizia, ma era quello in fin dei
conti il suo messaggio, e gli ascoltatori lo capivano. Quando per l'attenzione
toccava il culmine, eccolo ridiventare quel gentile messaggero che
Sally aveva visto all'opera la prima sera alla riunione, e dai suoi occhi, dal
suo volto sereno incorniciato da una barba come quella del Cristo, irradiava
amore per tutti, un dolce invito a unirsi alla sua crociata per riscattare
i neri di tutta la terra.
Alcuni abitanti di Tudor invitarono Ras-Negus e le sue due compagne
a pranzare con loro, e tutti notarono che il rastafariano accettava solo
certi cibi e che, prima di inghiottirli, li metteva nel guscio della sua noce
di cocco. Notando la curiosit dei commensali, spieg: Niente cibo in
scatola. Niente carne. Solo cibo come Jah lo manda, fresco dal campo e
dall'albero. E niente piatti o cucchiai di metallo. Solo le dita che Jah ha
dato.
Mangiando, trov modo di esporre ai commensali, nei termini pi
semplici, i principi del movimento rasta, e avendogli un tale chiesto: 
vero che voi considerate la ganja la vostra erba sacra? la sua risposta
suon:  l'erba che Jah ha mandato sulla terra per tenere allegri i neri.
Tu fumi ganja come Hail Selassi, e hai una visione del cielo. Lasci
quindi a bocca aperta i commensali con la sua descrizione di come sarebbe
stata la vita quando Hail Selassi, settantaduesima incarnazione di
Dio Padre, sarebbe tornato per mettersi alla testa dei
centoquarantaquattromila destinati alla salvezza.
Finito il pranzo, ripartirono alla volta di Cap Galant, e Ras-Negus,
adesso seduto accanto a Sally sul sedile posteriore, riattacc a esporre con
tranquillo fervore i principi del movimento rasta: tutte le donne erano
imperatrici, i bambini erano una delle benedizioni del mondo, uomini e
donne buoni mangiavano soltanto cibi naturali e non veleni in scatola
portati sull'isola da navi da carico mandate dalla Grande Babilonia di
Miami. Quando Sally gli chiese a che cosa intendesse riferirsi parlando
dei centoquarantaquattromila destinati alla salvezza, Ras-Negus tir fuori
la Bibbia, la sfogli e da Apocalisse 14 lesse: Poi guardai, ed ecco l'Agnello
ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone
che recavano scritti sulla fronte il suo nome e il nome del padre suo...
Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l'Agnello.
Poi, chiusa la Bibbia, disse a Sally: Tu e io dobbiamo vivere le nostre
esistenze in modo da essere tra i centoquarantaquattromila.
Vuoi dire che di tutta la terra si salveranno soltanto quelli?
Gruppo per gruppo, spieg Ras-Negus. Su quest'isola, forse soltanto
centoquarantaquattromila saranno i salvati.
E in America, che ha un'enorme popolazione?
Nessuno. Quella  Babilonia.
Un'altra predica Ras-Negus la tenne ai numerosi gruppi che a Cap Galant
si erano raccolti per il picnic, e Sally rest meravigliata della maniera
con cui sapeva farsi ascoltare dai neri. Era come se trasmettesse loro un
preciso senso dell'Africa, e Sally pens: questo rastafariano non  mai
stato nel continente nero, eppure da lui emanano l'odore dei grandi
fiumi, i suoni della giungla profonda, persino il chiacchierio di migliaia di
uccelli. Buon Dio, quest'uomo ha fatto di se stesso l'Africa!
Sally non riusciva a capire se quelli che lo ascoltavano si convertivano
alle sue idee o meno, ma poi accadde qualcosa che comprov che
Grimble considerava la sua visita ad All Saints alla stregua di un viaggio missionario.
Raccolse attorno a s il pubblico con un'esecuzione sul suo strumento
musicale di fabbricazione artigianale, intonando con voce perfetta
una delle pi belle canzoni di Bob Marley, One love, poi studi ben bene
le facce degli spettatori e, dando prova di uno straordinario intuito psicologico,
identific una mezza dozzina di giovani che sembravano pi
pronti ad accettare quello che intendeva fare. Con Sally e Laura al seguito,
guid il gruppetto a una zona isolata del promontorio e quindi
cav dalla sacca un pugno di foglie di ottima ganja cresciuta tra le colline
della Giamaica.
Sally non aveva mai visto la celebre erba, illegale ad All Saints, e rest
sorpresa constatando quanto aromatica fosse allo stato naturale, ma rimase
ancora pi sbalordita vedendo come Ras-Negus la fumava. Da
quello che aveva letto s'aspettava che preparasse qualcosa di simile a una
sigaretta. Ma Grimble non lo fece. Con un pezzo di giornale form una
sorta di grossa cornucopia, sottile come un sigaro a un'estremit e che si
allargava all'altra fino a raggiungere il diametro di una decina di centimetri.
Inal a fondo, chiuse gli occhi, il volto soffuso di partecipe benevolenza,
e pass la canna all'uomo che gli stava accanto. La cornucopia
conteneva una dose enorme di ganja, quanto bastava per una decina di fumatori.
Fu la volta di Laura che fungeva da autista. Sembrava che fosse
stata introdotta gi in precedenza all'erba da Ras-Negus, perch prese
senza esitazioni la cornucopia, aspir a fondo e la pass a Sally.
Qui insorgeva un problema. Sally, figlia del commissario di polizia, sapeva
benissimo che il possesso di marijuana ad All Saints, e tanto pi il
suo consumo, era illegale, ma le esperienze della giornata avevano suscitato
in lei un tale interesse per il movimento rasta quale autentica religione
nera, che si sentiva disposta a partecipare a tutti i suoi rituali, e
quindi non respinse la canna.
Devi aspirare a fondo, le disse Ras-Negus, e Sally sent il fumo diffonderlesi
nei polmoni e le parve che le giungesse fino al cuore e al cervello.
Otto profonde aspirazioni la misero in uno stato di piacevole euforia
e una volta ancora avvert preciso il senso dell'Africa.
Era ormai quasi sera quando ripresero la via del ritorno, e Ras-Negus
continu i suoi insegnamenti. Torn in ballo l'Apocalisse: E uno degli
anziani mi disse: Non piangere; ecco il Leone della trib di Giuda, la Radice
di Davide ha prevalso. L'uomo rasta afferm che questo comprovava
che Hail Selassi, discendente per via diretta di re David, ben presto
avrebbe conquistato l'Africa. Ma  morto, protest Sally. Grimble
ribatt pronto: Non il suo spirito. Non sono morti i suoi seguaci, come
te e me. L'Africa sar nostra.
A riprova della sua asserzione, apr la Bibbia al salmo 68: Verranno i
grandi dall'Egitto, l'Etiopia tender le mani a Dio. Regni della terra, cantate
a Dio... Parole che chiaramente significavano, sostenne, che la
Grande Babilonia, l'America, ben presto sarebbe caduta sotto il dominio
dell'Etiopia.
Dalla sacca cav poi una fotografia di Hail Selassi in groppa a un cavallo
bianco, il che lo riport subito all'Apocalisse 20, 11: Vidi poi un
grande trono bianco e colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza
erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di s.
Sally, che si sentiva la mente un tantino annebbiata, non riusciva a cogliere
il nesso tra un cavallo bianco e un trono bianco, ma evidentemente
doveva esserci perch l'idea ispir Grimble il quale, posando la testa sullo
schienale del sedile, recit lunghi passi della Bibbia, nessuno dei quali direttamente
legato al movimento rasta ma tutti capaci di produrre uno
stato di dolce ipnosi; Sally, sotto l'effetto della magia delle parole e di
quell'erba cos seducente, si rese conto che Ras-Negus le stava frugando
sotto la gonna e poi faceva qualcosa con i propri pantaloni, ma le sue parole
erano cos persuasive, la sua presenza cos imperiosa, che non ebbe la
forza di resistere - finch si risvegli di fronte all'orribile constatazione
che quell'uomo spaventoso con i riccioli da Medusa voleva congiungersi
con lei proprio l, sull'angusto sedile posteriore dell'auto in corsa. Non
grid, tent di respingerlo. Ma l'uomo era troppo robusto, la obblig a
infilargli la mano nei pantaloni e Sally dovette procurargli una parziale
soddisfazione.
Sally ne era spaventata, ma non provava repulsione: l'intero essere di
Grimble - il suo atteggiamento, le sue parole dall'effetto narcotico, il suo
appassionato impegno - erano il riflesso di un mondo che Sally non aveva
mai conosciuto prima, e la selvaggia vitalit dell'uomo conferiva sostanza
concreta a quella bella parola di cui lei e i suoi amici avevano discusso
cos garbatamente: negritudine. Quando Laura ferm l'auto davanti alla
casa del commissario Wrentham, Sally ne balz fuori e corse dentro,
come a cercare protezione perch l, nelle persone del suo efficiente padre
e del suo sano fratello, l'Africa nera e l'Inghilterra bianca si incontravano
in una decente e concorde armonia.
SALLY ERA RIMASTA COS SCOSSA dall'esperienza con il rastafariano e la
sua ganja, che il giorno dopo, a mezzogiorno, si rec al piccolo, lindo rettorato
annesso all'edificio della chiesa d'Inghilterra e domand di parlare
con il canonico Tarleton.
A scuola, in Inghilterra, il reverendo Essex Tarleton era stato uno studente
mediocre n pi brillante si era rivelato all'universit; e quando,
nel 1939, era entrato in marina come cappellano, si era sentito certo e
soddisfatto di aver trovato la sua nicchia. Dopo la guerra, era stato assegnato
a una piccola chiesa di Barbados; ma quando la comunit era cresciuta
si era imposta la necessit di avere un uomo pi giovane e pi energico,
e il reverendo Tarleton era stato trasferito sulla meno popolosa isola
di All Saints; qui era deciso a concludere il suo ministero, da benevolo
uomo bianco pieno di buone intenzioni, intento all'opera consistente nell'aiutare
una congregazione nera a darsi accettabili norme di vita.
Che cosa la porta nella mia modesta dimora? chiese a Sally entrando.
Le offr un bicchiere di sherry che lei accett, e poi la ragazza gli spieg
che era rimasta colpita e sbalestrata dalle parole dell'uomo rasta, e il sacerdote:
Eh, s, so che quel tale della Giamaica sta facendo un sacco di
chiacchiere in giro.
Lo ha fatto anche con me, e sono parole assai convincenti.
Su, da brava, Sally! Lei  troppo sensibile per prendere sul serio
quelle sciocchezze. Continu dicendole che non ci si poteva servire della
Bibbia per comprovare le idee pi balzane, e che chi ne abusava a quel
modo faceva altrettanto male al mondo del rum della Giamaica e del gin
olandese. Ricorrendo a Daniele e all'Apocalisse, prosegu, si poteva provare
tutto quel che si voleva.
Sicch, chiese Sally, le cose che i rastafariani dicono sono prive di
senso? Tutte stupidaggini?
L'ha detto lei, non io, replic pronto il sacerdote e volle dargliene
subito una prova. Le fece aprire la Bibbia e leggere il Levitico 14, 8 e 9.
Colui che  purificato, si laver le vesti, si rader tutti i peli, si laver nell'acqua
e sar mondo... Il settimo giorno si rader tutti i peli, il capo, la
barba, le ciglia, insomma tutti i peli; si laver le vesti e si bagner il corpo
nell'acqua e sar mondo. Quindi il reverendo Tarleton comment: Non
le sembra che il suo rasta potrebbe trarre profitto da queste esortazioni,
soprattutto per quanto riguarda la necessit di lavare se stesso e le sue vesti?
Un ministro della mia et ha visto decine di sette sorgere e cadere, e
quelle che si fondano su passi scelti di Daniele e dell'Apocalisse sono le
pi perniciose. Ma il loro errore  comprensibile. Uomini e donne sono
in preda all'incertezza quando si trovano di fronte agli insegnamenti duri,
precisi, dei cattolici romani o dei battisti americani. La gente non 
pronta a imporre a se stessa l'autodisciplina in obbedienza a verit distillate
nel corso di venti secoli. Cos preferiscono costruirsi una propria religione
apocalittica, tutta fuoco e inferno e carri dorati e
centoquarantaquattromila salvati, e questo e quello, e ritengo
che, a lungo andare, non
facciano poi grande danno. Ma, a breve scadenza, buon Dio, se possono
essere distruttivi!
Al momento di congedarla, sull'uscio, aggiunse con tono amabile:
Sally, lei e io usando forbici e colla potremmo costruire una splendida
religione nuova, ma ci serviremmo, ne sono certo, soltanto delle parti nobili,
il Deuteronomio, i Salmi, il Vangelo di Luca, le Lettere di San
Paolo. Ma, com' ovvio, una religione del genere  stata gi messa a
punto per noi. Si chiama cristianesimo.
NELLE SETTIMANE CHE SEGUIRONO alla gita nella parte settentrionale
dell'isola, Ras-Negus divenne oggetto di gravi sospetti a Bristol Town, soprattutto
quando una donna bianca piuttosto grassa, giunta da New York
a bordo di una nave da crociera scandinava, fu aggredita per la strada da
un nero grande e grosso che le url con voce minacciosa: Tornatene a
casa, grassa troia bianca! Noi non vogliamo grassi maiali come voi sulla
nostra isola.
Harry Keeler pass subito all'azione. Si precipit a bordo della nave da
crociera e present le sue scuse al capitano, al responsabile della crociera
e a tutti gli ufficiali che riusc a trovare: Sono cose che non succedono
qui ad All Saints.  stata solo una vergognosa aberrazione che non sar
tollerata. Lor signori possono assicurarne i passeggeri.
Il mattino dopo, alle sette, Keeler era nell'ufficio del commissario di
polizia Thomas Wrentham. Ha fatto arrestare l'uomo che ha aggredito
quella turista? gli chiese.
Certamente.
Qualcuno l'ha interrogato?
S, io stesso.
Risultati?
Suppongo che lei voglia sapere se  stato in qualche modo influenzato
dal rasta.
Proprio cos.
Se dobbiamo credergli, e io sono propenso a farlo, non ha mai visto
quello straniero.
Aveva forse fumato marijuana?
Sa benissimo che la ganja non  un grave problema su quest'isola.
Ma lo sar se il rasta continuer a predicare le sue dottrine.
Pu darsi, ma nel caso specifico non credo che la marijuana c'entri.
Ma allora, perch aggredire una donna bianca e gridarle in faccia
quelle cose?
Wrentham si appoggi allo schienale della seggiola e rimase pensieroso
per qualche istante, poi disse: C' qualcosa nell'aria. Voci che arrivano
da altre isole, la radio che parla di terrorismo, qualche articolo su
questa o quella rivista...
Oppure la visita di un rasta, concluse Keeler, e il commissario dovette
ammetterlo: Oggi, su un'isola come questa, pu capitare senz'altro.
Poi tir fuori un rapporto che aveva ricevuto dalla Giamaica e lo
porse a Keeler.
Da esso risultava che il nonno di Ras-Negus Grimble era un marinaio
inglese che nel 1887, all'et di circa trentanove anni, aveva disertato dalla
sua nave a Kingston; si era sposato con una nera e aveva avuto tre figli;
un nipote aveva a sua volta sposato una nera e aveva messo al mondo Hastings
Grimble, noto come Ras-Negus. Da giovane, costui si era lasciato
incantare dal celebre cantante reggae giamaicano Bob Marley e dal suo
gruppo, The Wailers. A pi riprese aveva sostituito Marley durante gli
spettacoli. Si sospettava che fosse lui a fornire al gruppo di Marley la marijuana
e che fosse stato la mente direttiva di un cospicuo traffico di ganja
della Giamaica diretta al mercato statunitense. Si sapeva di piccoli aerei
atterrati nelle alte vallate presso il suo villaggio natale, Cockpit Town, ma
la polizia non era mai riuscita a pescare con le mani nel sacco n i piloti
n Grimble, che si sospettava fornisse loro la merce. Si credeva anche che
Grimble avesse lasciato la Giamaica per una semplicissima ragione: la polizia
era sulle sue tracce, e poteva darsi che intendesse spostare le sue attivit
ad All Saints, organizzandovi un traffico di marijuana. Predicava
per anche lo scontro razziale e la polizia della Giamaica riteneva che
fosse stato il promotore di alcuni degli spiacevoli incidenti avvenuti anni
prima e che erano costati tanto cari al turismo locale.
Letto il documento, Keeler chiese: Che cosa dovremmo fare?
Non  facile espellerlo, rispose il commissario. Adesso ci sono precisi
regolamenti. Un giudice dovrebbe formulare una sentenza, e se il giudice
 un nero, difficile che lo faccia nei confronti di un altro nero. Ricorderebbe
troppo gli antichi tempi, quando a comandare erano i bianchi.
Passarono tre mesi durante i quali n il colonnello n Harry Keeler riuscirono
a elaborare una tattica per risolvere il difficile problema della presenza
di Ras-Negus sull'isola. Nel frattempo, la faccenda aveva
assunto altri aspetti drammatici e questa volta a essere
chiamati in causa furono il
canonico Tarleton e sua moglie. Un gioved mattina, verso la fine di
marzo, erano intenti, al rettorato, a confortare una giovane donna che,
dopo essere stata cattolica, aveva aderito alla loro chiesa. Si trattava di
Laura Shaughnessy che, stando alla signora Tarleton, era sempre stata
troppo corriva con i suoi corteggiatori. E il risultato, eccolo: era incinta,
non aveva nessuna intenzione di sposare l'uomo coinvolto nella faccenda
e non sapeva a che santo votarsi. Era arrivata al rettorato in cerca di consigli.
La signora Tarleton la rassicur: Per prima cosa, ricordati che Dio
ha sempre voluto che tu avessi dei figli, forse non a questo modo, ma comunque
sei di fronte a una cosa santa, una delle pi belle del mondo, in
cui devi trovare gioia e piena realizzazione.
Ma...
Tutto il resto viene dopo, Laura, credimi. Dio in questo momento ti
sorride, e rivelandoti fertile arrechi gioia a Dio. Essex, che ne diresti di
una breve preghiera?
Giungendo le mani con la moglie e Laura, il canonico preg che Dio
benedicesse il nascituro e ne facesse una persona degna. Poi lui e sua moglie
esposero a Laura le diverse possibilit: avere il bambino l ad All
Saints, e aspettare che lo scandalo si calmasse, ma questo le avrebbe reso
difficile trovare un marito sul posto; in casi del genere, le ragazze quasi
sempre dovevano accontentarsi di sposare un colorato. Oppure, come altre
volte si era fatto, poteva andarsene subito da All Saints e trovarsi un
lavoro qualsiasi a Trinidad, a Barbados o in Giamaica; nato il bambino,
doveva farlo adottare, e un paio d'anni dopo tornare ad All Saints, sposarsi
e sistemarsi.
C'erano anche altre possibilit, ma la migliore, insistette il canonico,
era di sposare il giovanotto responsabile e creare una famiglia cristiana.
Laura rispose prontamente: Impossibile.
Perch? chiesero i Tarleton e lei, con aria tetra: Perch lui non vorrebbe
sposarmi, e io non vorrei sposare lui.
Chi ? Gli parler io.
Il rasta.
Oh, buon Dio! esclam il reverendo Tarleton che solo il giorno
prima aveva ricevuto dalla chiesa della Giamaica un rapporto
su Ras-Negus Grimble, dal quale risultava che aveva messo incinte parecchie
donne, affermando che Dio ordinava di procreare il maggior numero possibile
di figli.
Mostr il rapporto a Laura la quale lo lesse attentamente; poi lo restitu
al canonico e chiese con la voce pi tranquilla del mondo: Lei, da
uomo di Dio, dove potrebbe mandarmi per fare un aborto?
Nessuno dei due Tarleton arretr di fronte alla responsabilit implicita
in quella terribile domanda. Il sacerdote prese la mano di Laura e le
disse: Sarebbe meglio, figliola cara, se tu tenessi il bambino. Ma due
volte, durante il mio ministero, sono stato costretto a dare un altro consiglio.
Una volta, nel caso di una ragazza messa incinta da suo padre, e
un'altra quando una ragazzina di quattordici anni  stata resa gravida da
suo fratello idiota. Oggi, a farlo con te  stato il diavolo, e devi recarti all'indirizzo
che adesso ti dar.  a Port of Spain, nell'isola di Trinidad. E
adesso, preghiamo.
LA PRESENZA DEL RASTA costituiva un problema anche per un'altra persona,
Lincoln Wrentham, che aveva otto anni pi di sua sorella Sally ed
era il proprietario del bar Waterloo. Durante il primo mese della permanenza
di Grimble sull'isola, Lincoln era stato solo vagamente consapevole
della sua presenza. Ma dopo l'incidente con la turista americana si
convinse che la predicazione di Grimble poteva esserne stata la causa e,
da uomo per il quale il buon andamento degli affari dipendeva dal continuo
afflusso di turisti americani, se ne preoccup al punto da ritenere opportuno
consultarsi con Harry Keeler, il quale gli spieg che era una questione
che riguardava pi il padre di Lincoln, il commissario, che non lui.
E il commissario rassicur il figlio, dicendogli che, se il rasta avesse provocato
agitazioni e disordini, sarebbe stato subito espulso dall'isola.
Ma qualche giorno dopo, nel suo bar, ud per caso due clienti parlare
del rasta, e uno dei due disse: Penso che esca con Sally, quella che lavora
nell'ufficio del primo ministro. Lincoln corse preoccupato dal padre, il
quale replic che Sally non era certo una ragazza che poteva perdersi con
uno come il rasta. No, no, Sally frequenta il giovane Harry Keeler, e io
ne sono molto contento.
In realt, Sally era fortemente attratta da Ras-Negus; non per come la
sua amica Laura, che era andata a letto con lui. In Grimble vedeva piuttosto
un uomo che metteva alla prova la profondit e il significato della sua
visione del futuro dei neri, soprattutto quelli dei Caraibi.
Si incontrava con lui dopo il lavoro. A volte parlavano fino a mezzanotte,
e altre volte lei chiudeva gli occhi e lo ascoltava eseguire qualcuno
dei reggae di Bob Marley. Lui tentava sempre di fare l'amore con lei, ma
la precedente esperienza che le era toccata sul sedile posteriore dell'auto
di Laura aveva messo fine, per lei, a ogni possibilit di coinvolgimento
sessuale con il rasta. Ad attrarla, a persuaderla a tornare a discutere con
lui, erano i singolari punti di vista di Grimble sulla vita in generale, la sua
persuasione che i neri dovessero godere di piena autonomia e la sua certezza
che il dominio della razza bianca fosse ormai al tramonto.
Sally era stata cresciuta senza pregiudizi razziali o sociali, e aveva assistito,
nell'ambito della sua stessa famiglia, all'affrancamento e all'ascesa
sociale di neri e colorati. Ma che cosa potessero fare della loro libert, era
tutt'altra questione: una piccola isola come All Saints, su cui vivevano
solo centodiecimila esseri umani, meno degli abitanti di una piccola citt
statunitense o inglese, non poteva sussistere a lungo a meno di non aderire
a una federazione con otto o nove altre isole di dimensioni simili.
Ma, essendo la cosa alquanto improbabile, quali fonti di sussistenza aveva
All Saints all'infuori del turismo?
Erano questioni di importanza fondamentale. Sarebbe stato logico che
ne discutesse con Harry Keeler, e se non lo faceva era per un ottimo motivo:
ne aveva gi parlato con lui, e tutto quello che Harry diceva appariva
fortemente impregnato di esperienza imperiale inglese. In altre parole,
Sally ne ricavava soltanto il modo di pensare tpico dell'uomo
bianco. D'altronde non poteva affrontare seriamente l'argomento neppure
con suo padre e suo fratello, perch avevano fatto proprie le norme
dell'uomo bianco.
In quel momento, a Sally sarebbe occorsa una lunga chiacchierata con
Marcus Garvey, il filosofo nero della Giamaica, che per era morto da un
pezzo, o con Frantz Fanon, lo scrittore martinicano, purtroppo deceduto
anche lui: al loro posto non le restava che il rasta, il cui selvaggio vitalismo
corrispondeva a un livello intellettuale molto pi basso. Dubitava
che potesse essere l'antesignano di un movimento religioso degno di tal
nome, ma pensava che fosse davvero in grado di promuovere un'azione
politica e sentiva il bisogno di saperne di pi circa le sue idee. Perci, se
in ufficio e durante le solite occasioni sociali incoraggiava Harry Keeler
che la interessava al punto da indurla a prendere seriamente in considerazione
l'idea del matrimonio, la sera tardi, o quando Harry era occupato
con questioni amministrative, andava a cercare il rasta per discutere a
lungo con lui. Respingendone senza difficolt i tentativi di coinvolgerla
sessualmente, e spiegandogli senza mezzi termini quali fossero i suoi interessi,
constatava che Grimble aveva una chiara percezione dei problemi
dell'isola, accettabilissima finch non riguardasse religione o sesso.
Un mattino and a cercare Laura per andare con lei a invitare
Ras-Negus, voleva portarlo nella parte meridionale dell'isola, che il rasta non
aveva ancora visto, ma con sua sorpresa seppe che l'amica si era recata all'improvviso
in Giamaica, o forse a Barbados, per visitare dei parenti.
And da sola alla casetta dove Grimble viveva con la famiglia di una delle
sue amiche, e seppe, con sorpresa, che il rasta non sapeva guidare l'automobile.
Per spiegare quella mancanza, l'uomo torn al linguaggio di
strada della Giamaica, e Sally si disse: la cosa lo tocca profondamente. Eccolo
tornato all'infanzia.
Quel tempo, molto tempo, me no avere niente. Madre lei lavora sempre,
no guadagna niente. Me mai imparato guidare auto.
Poco importa, gli disse Sally, guider io. Si avviarono verso la
nuova strada che congiungeva York all'aeroporto, dove lei per la prima
volta aveva dovuto respingere le proposte del rasta.
Gli chiese che cosa ne sarebbe stato, a suo giudizio, dei Caraibi: Secondo
te, Grimble, come vivremo qui noi neri?
Lui protest, con tono quasi petulante: Me no piacere Grimble, mio
nome Ras-Negus.
Lei gli chiese scusa un po' ironica, e Ras-Negus le spieg che, in tempi
antichi, folle di neri di tutte le isole andavano a lavorare nelle piantagioni
di zucchero di Cuba. Avevano contribuito a costruire il canale di Panama,
si erano trasferiti nelle giungle dell'America centrale dove abbattevano
tronchi da cui venivano tratti materie coloranti e mogano per costruzioni.
Moltissimi non tornavano ai luoghi d'origine. In seguito, altri
come loro erano andati a New York, a Londra, lavorando duro e mandando
molto denaro a casa. Ma neppure questi erano mai tornati. Sull'isola
c', per ora, una situazione d'equilibrio, concluse Ras-Negus tornando
al normale inglese. Bambini nascono, gli adulti se ne vanno, c'
spazio per tutti. Ma ormai le cose stanno cambiando. A Londra e in America
i neri sono ormai troppi. Chiusa anche l'immigrazione verso Trinidad,
l'unica soluzione  tornare in Africa, come afferma Marcus Garvey.
Tutti, a Giamaica, devono prendere su e partire.
Ma hai idea di quante navi occorrerebbero per trasferirne tutti gli abitanti
in Africa?
Energia atomica, energia nucleare, si pu fare senz'altro. E a Sally
sembr un'idea decisamente infantile.
Si fermarono a mangiare qualcosa in una locanda, e Sally rest sorpresa
notando che Ras-Negus ordinava non soltanto un sandwich con la carne
ma anche una ciotola di chili, e non contento ancora divorava un piatto
di patate fritte e una grossa fetta di torta al cioccolato, il tutto accompagnato
da un bicchierone di latte. Sulla strada del ritorno gli chiese che
cosa, a suo giudizio, ne sarebbe stato dei Caraibi in generale e la sua risposta
suon: La popolazione aumenta, e a molti non resta che partire
per Trinidad o forse per il Venezuela, la Colombia, Cuba, e magari per
gli Stati Uniti come tanti neri di Haiti.
Sally fece notare che quei paesi non avrebbero accettato facilmente
un'invasione di immigrati e gli chiese quali altre prospettive ci fossero.
Che cosa ne pensava, per esempio, Bob Marley?
Marley non  un politico, rispose Grimble, parlando sempre in perfetto
inglese. Lui  la pura voce rasta di Tah.
E allora?
Le nostre isole sono troppo belle perch vadano alla malora! rispose
Grimble, e poi: Mai sentito parlare del comunismo?
Non molto, a parte il fatto che a Cuba il sistema non sembra funzionare
molto bene. Perch me lo chiedi?
Sto pensando che forse nelle nostre isole abbiamo bisogno di qualcosa
di diverso. Lo zucchero e il tabacco, che un tempo ci davano da vivere,
oggi servono a ben poco. Come la bauxite alla Giamaica. Quando ero un
ragazzo, tutti gli uomini del mio villaggio volevano andare a lavorare
nelle miniere di bauxite, e arrivavano grandi navi che caricavano la nostra
bauxite e la portavano alle fabbriche di alluminio di Philadelphia. Tutto
questo  ormai finito. Finita anche l'epoca delle navi che venivano a caricare
le nostre banane per portarle a Liverpool e a Marsiglia. Ai vecchi
tempi, tutti lavoravano, tutti erano felici. Ma adesso  finita.
Se il comunismo cubano non  la risposta, e temo che non lo sia perch
le altre isole sono troppo piccole e troppo disunite per lavorare tutte
insieme, quali altre prospettive ci restano? Potremmo forse metterci a
produrre automobili e acciaio?
I neri possono imparare ogni cosa, rispose Grimble e Sally rest ancora
una volta stupita dal suo ingenuo semplicismo. Le isole non avevano
una tradizione industriale, i tecnici stavano altrove.
Pensi che potremmo servire da succursale di grandi aziende dell'Inghilterra
e degli Stati Uniti?
Quelle sono Babilonie e devono essere distrutte.
Sally si adir: Grimble! Per amore del cielo, smettila con queste stupidaggini!
Fai lavorare il cervello. Credi che potremmo attrarre grandi
aziende? Che potremmo imparare a produrre tessuti o a montare macchinari?
La Giamaica aveva la bauxite e adesso non ha pi niente, fu la sua testarda
risposta.
Ci resta pur sempre la gente, persone intelligenti possono imparare a
far di tutto.
Ma Ras-Negus replic che le donne che lui conosceva non amavano lavorare
in spazi chiusi: Amano stare all'aria aperta. Poi continu:
Donne nere e fiere non si metterebbero mai al servizio di bianchi americani.
Sally gli fece osservare che si poteva sviluppare l'industria turistica, costruire
nuovi alberghi, attirare folle di turisti con le tasche piene di dollari,
sterline e altra valuta pregiata, ma la replica di Ras-Negus fu netta e
dura: Neri fieri non si metteranno mai al servizio di quei grassi maiali.
Allora Sally esplose: Maledizione! Sono le stesse parole che quel pazzo
ha urlato in faccia a quella grassa turista ebrea. Tu sei venuto su quest'isola
solo per piantare grane e dovresti vergognartene. Non voglio avere
pi niente a che fare con te. Urlando, continu: Se lo dicessi a mio padre,
ti farebbe arrestare. Apr la portiera e scese dall'auto.
Grimble la segu sul promontorio, dove un po' alla volta Sally si calm,
ma smise di fare domande perch si era resa conto che non portavano a
niente.
Tuttavia, Grimble continu a parlare, mescolando la glossolalia rasta,
antiche parole africane e un bizzarro inglese, ma lei comprese appieno il
messaggio, che in sintesi era: La gente dei Caraibi  diversa. Il fatto di
essere vissuti un tempo in Africa li ha resi cos fin dall'inizio. I terribili
anni nelle piantagioni di zucchero hanno aumentato il divario tra loro e i
bianchi. Noi pensiamo in maniera diversa, diverse sono le nostre attivit
lavorative, diverso il nostro modo di vivere, e dobbiamo organizzare le
nostre esistenze in modo diverso. L'uomo bianco non ha nulla da insegnarci.
Noi dobbiamo costruire qua un modo di vivere accettabile, trovare
il denaro per acquistare le loro radio, i televisori, e le automobili Toyota.
Tutte cose che vengono dal Giappone, non dall'uomo bianco.
Ras-Negus, sempre restio ad ammettere che la realt entrasse a viva
forza nei suoi sogni, non se ne diede per inteso: Noi dobbiamo condurre
una vita semplice, solo gente nera che lavora con altra gente nera, e unire
tutte le isole, anche Cuba e la Martinica; allora potremo dire al resto del
mondo: Questo  il nostro piccolo mondo. Noi lo gestiamo alla nostra
maniera, e voi statevene alla larga.
Allora Sally gli pose la terribile domanda che non aveva risposta:
Dove troveremo il denaro per comprare?
Ma questa volta lui la risposta l'aveva, e Sally rest a bocca aperta perch
le venne data con tanta forza poetica, da persuaderla che Grimble ci
credeva proprio: Quando vivevamo liberi in Africa, vivevamo, non 
vero? Quando siamo arrivati qui a bordo di quelle spaventose navi negriere,
moltissimi di noi sono sopravvissuti, non  vero? Quando i nostri
padri sgobbavano come bestie dall'alba al tramonto, nelle piantagioni di
zucchero, siamo riusciti a rimanere esseri umani, non  vero? Sally, io ho
la stessa volont di vivere dei nostri antenati neri, e penso che anche tu
l'abbia.
Poi venne quel momento che Sally non avrebbe mai dimenticato, indipendentemente
da quello che ne sarebbe stato di Ras-Negus e dei suoi
confusi sogni. Qualcuno, venuto per fare un picnic, aveva lasciato un
pezzo di legno troppo lungo per essere messo sul fuoco, e Ras-Negus lo
vide.
Lo prese, assunse la posizione di un battitore di cricket, e dopo aver
accennato il lancio di una palla inesistente, prese a parlare della vera
passione delle Indie occidentali: Ho assistito alla mia prima partita di
cricket a Kingston. Avevo nove anni, e quando ho visto i giocatori con le
loro divise bianche, la folla colorata, ne sono rimasto affascinato. Sai che
cosa le nostre isole sanno fare meglio? Il cricket. Nel 1975, quando avevo
diciannove anni, le Indie occidentali hanno riportato il trionfo su tutti i
paesi del mondo.
E Ras-Negus improvvis una danza agli di del cricket, sferrando colpi
a palle immaginarie e agitando al vento le trecce.
Passavano intanto altre automobili, e fu uno dei guidatori, fermatosi
ad assistere allo strano spettacolo, che riconobbe Sally Wrentham seduta
su un masso a guardare la danza di Ras-Negus, e corse a Bristol Town a
informarne il fratello.
ERA ORMAI TARDI QUANDO SALLY, lasciato Ras-Negus alla baracca dove
abitava, torn a casa. Mentre parcheggiava l'auto, vide venirle incontro
una giovane donna che lavorava nel suo stesso ufficio e viveva in quella
strada. Fu da lei che seppe che Laura era andata a Trinidad, non a Barbados
n a Giamaica.
Perch avrebbe dovuto raccontare una bugia? chiese Sally.
Per andare ad abortire.
Oh, buon Dio, e chi sarebbe il padre?
Il tuo rasta: e guarda che tuo fratello sa che ti vedi con lui.
Sally rest senza fiato. In un baleno le passarono per la mente parole e
immagini: povera Laura... che orribile esperienza... dovremmo fare una
colletta per aiutarla... Lincoln e pap sarebbero furiosi se lo sapessero...
povera Laura, possibile che non si renda conto che Ras-Negus  il patetico
surrogato di un vero uomo...
Ti senti bene? chiese l'altra sollecita. Sally rispose: Credo che mi
convenga fare due passi. Devo riflettere.
Camminando, si disse che lei non si era mai lasciata coinvolgere. Almeno,
non del tutto. Dopo un primo sbandamento, aveva visto le cose
con maggiore chiarezza. Ma se questo  vero, si chiese, perch oggi sono
andata a cercarlo, perch mi piace tanto parlare con lui? Perch ha un
messaggio vitale... Pu darsi che non sia adatto a me, ma pu interessare
moltissimo ad altri. Finalmente giunse al punto fondamentale della sua
analisi: Ras-Negus sa che cosa  una persona di pelle nera. Ragiona da
nero e ha una sua visione, da accettare o da rifiutare in blocco.
Conclusioni facili e che le parvero sospette. Certo, una giovane donna
capace di pensare con lucidit, doveva essere giudiziosa, giusta con gli altri
e consapevole dei grandi problemi sociali e razziali; ma due altri pensieri
sorgevano dal profondo: se era interessata a Harry Keeler, come era
almeno in apparenza, perch frequentava cos assiduamente il rasta?
Forse che i suoi rapporti con l'uomo bianco erano cos deboli o sostanzialmente
errati che la comparsa in scena del primo nero davvero vitale,
al di l dell'aspetto esteriore, bastava a metterli in forse? Ed ecco l'altra
domanda: se sospettava che Ras-Negus avesse per primo introdotto la
frase grosso maiale bianco nell'isola, trasmettendola nottetempo ai suoi
ascoltatori e simpatizzanti nei villaggi, dove aveva messo radici nel cervello
dell'uomo che aveva aggredito la turista di New York, non aveva
forse lei, Sally, il dovere di riferirlo al padre che era responsabile della sicurezza
dell'isola o a Harry Keeler, cui spettava il compito di difendere il
denaro portato dai turisti?
Mordendosi il labbro inferiore, continu a camminare, decisa a compiere
un esame approfondito del suo comportamento, ma quando, girato
un angolo, vide casa sua - e l dentro chiss che cosa l'aspettava - rallent
il passo, respir a fondo e si disse: Forza, torna a casa. Te la sei cercata,
e adesso la tua casa  in fiamme.
Quando apr l'uscio, nessuno la sgrid, nessuno le chiese dove era
stata. Nel soggiorno c'erano quattro uomini dall'aria seria e decisa: suo
padre e suo fratello; Harry, il gentiluomo che era il suo corteggiatore ufficiale;
e il canonico Tarleton, il suo sacerdote. Si alzarono al suo ingresso e
suo padre disse: Sally, eravamo molto preoccupati per te.
Sono andata in auto fino all'aeroporto con il rasta.
Lo sappiamo. Una persona che ti ha vista a Pointe Sud  andata al
caff di Lincoln e gliel'ha detto.
 stata semplicemente una passeggiata. Avevamo alcune cose da discutere.
Se ce lo avessi detto, se ne usc a dire Lincoln, avremmo potuto avvertirti.
Di che cosa?
Sia il canonico Tarleton sia pap hanno ricevuto informazioni dalla
Giamaica sul conto del tuo rasta.
Non  il mio rasta.
Dio sia ringraziato, esclam Lincoln e fece cenno al padre di dare a
Sally il rapporto che aveva ricevuto dalla polizia della Giamaica, in cui si
riferivano le imprese, vere o presunte, di Ras-Negus. Quando Sally fin di
leggere il documento, si sent profondamente scossa. A prenderle una per
una, le accuse mosse a Ras-Negus sembravano tutte credibili, perch
molti particolari a lei noti sembravano confermarle; ma fino a quel momento
non si era mai presa la briga di collegare tra loro quelle impressioni.
Lo aveva fatto, per lei, la polizia della Giamaica, e il risultato era
tutt'altro che rassicurante.
Vedendola turbata, gli uomini cominciarono a bombardarla di domande:
Lo hai mai visto con della ganja? S, a Cap Galant. Ti risulta
che abbia parlato a persone di All Saints della ganja? S, a un contadino
a sud di Tudor. Lincoln allora disse:  proprio l che secondo noi si
trova la pista d'atterraggio clandestina. Altra domanda: Lo hai mai sentito
parlare della polizia come della Grande Babilonia? S, molte volte.
Lo hai udito dire che questa particolare Grande Babilonia deve essere
distrutta? S, molte volte.
Seguirono altre domande di tono pi intimo, come quella di suo fratello:
Tra te e lui ci sono stati rapporti personali?
Sally si irrigid. Non aveva intenzione di sottoporsi a interrogatori di
tipo morale, e l'atmosfera si sarebbe fatta tesa se in quel momento il telefono
non avesse squillato. Era per suo padre il quale, dopo qualche breve
grugnito di approvazione, mise gi la cornetta e, rivolto al figlio, disse:
Hanno trovato la pista d'atterraggio. Dalle parti di Tudor. Prima di
precipitarsi fuori, portando con s Lincoln, rivolto al sacerdote aggiunse:
Tarleton, forse sarebbe meglio che lei le mostrasse l'altra lettera. Sally
lesse quel rapporto sul comportamento morale inviato dal ministro anglicano
della Giamaica, poi, in silenzio, lo restitu a Tarleton.
Notizie preoccupanti che spiegavano la gravidanza di Laura e il suo desiderio di recarsi
a Trinidad per abortire. Su Sally ebbero un effetto traumatico, le diedero
un senso di nausea.
Dopo aver guardato attentamente i due uomini bianchi, il sacerdote e
Harry, che evidentemente volevano solo il suo bene, si decise a dire:
Parliamoci chiaro. Non ho avuto rapporti amorosi con il rasta, in nessun
modo. Lui ci ha provato un paio di volte e io l'ho respinto perch faceva
il buffone. Ma, come ho gi detto, lo trovo intellettualmente stimolante.
Pu darsi che rappresenti il futuro.
Dio non voglia, fece Tarleton e Sally, ormai tranquilla e rilassata, si
appoggi allo schienale della poltrona su cui si era seduta e disse, con
tono quasi allegro: Infine, per quanto riguarda il problema che sotto
sotto vi assilla, no, non sono incinta e non potrei esserlo in nessun
modo.
L'interrogatorio sarebbe forse continuato se a interromperli non fosse
stato ancora una volta il telefono. And a rispondere Keeler. Era Lincoln.
Siamo nella parte nord dell'isola. Abbiamo trovato la pista d'atterraggio
da cui partivano i carichi di ganja. Abbiamo catturato un piccoloaeroplano; i piloti e l'uomo che montava la guardia alla pista hanno accusato
il rasta e adesso andiamo ad arrestare quel mascalzone. Vieni subito!
Afferrando Sally per il polso, Keeler disse: Avr bisogno del tuo aiuto
per trovarlo! Non capendo ancora, Sally domand: Ma chi? Il tuo rasta.
Insieme corsero a prendere tre poliziotti che li aiutassero nella ricerca.
Ma, sebbene Sally conoscesse il posto, restarono a mani vuote.
Come moltissimi abili contrabbandieri di marijuana, i cervelli che organizzano
il traffico e reclutano la manovalanza, Grimble faceva del suo
meglio per non essere mai personalmente coinvolto nelle operazioni.
Nessun poliziotto doveva vederlo su una pista d'atterraggio segreta o anche
solo vicino a un aereo, e aveva imparato a non dormire mai tre notti
di seguito in uno stesso posto, cos quando Sally guid Keeler e i poliziotti
alla baracca in cui la sera prima aveva accompagnato Ras-Negus,
non trovarono nessuno: Grimble si era volatilizzato.
Sally si ricord di un'altra casa dove era andata a prenderlo, ma chi vi
abitava assicur che non lo vedeva da due settimane. Alla fine, un ragazzino
disse ai poliziotti: Cercate l'uomo dai lunghi capelli? Pu darsi che
sia con Betsy Rose.
Costei era una donna delle isole Vergini, appartenenti alla Gran Bretagna,
venuta a fare la domestica ad All Saints, finita nei guai con la sua padrona
perch il marito di costei amava dormire con Betsy la quale era
stata scacciata e aveva finito per mettersi con un marinaio che non si
preoccupava troppo degli uomini che venivano a trovarla. Fatta irruzione
nella casa, i poliziotti trovarono lei e il rasta a letto.
Ras-Negus fu strappato a viva forza da sotto le lenzuola. In piedi,
nudo, sembrava che fosse tutto pelo, con le lunghe trecce spioventi che
gli arrivavano in vita.
Uno spettacolo disgustoso, si disse Sally. Se quella era l'anima intima
nella negritudine... Ma mentre lo guardava infilarsi i calzoni, con Keeler
che lo teneva saldamente per un braccio, prov un sentimento di piet:
gran parlatore, ottimo cantante, ma finisce per essere catturato dalle autorit
bianche. Non molto diverso dall'Africa di quattrocento anni prima, e
le parole delle canzoni di Bob Marley le riecheggiarono nella mente.
RAS-NEGUS ERA STATO RINCHIUSO in una baracca dalle parti di Anse de
Soir, e il problema adesso era che cosa fare di lui. Keeler proponeva di
imbarcarlo sul primo aereo per qualsiasi destinazione: non aveva forse un
biglietto gi pagato? Ma un sergente intervenne a dire: Ce l'aveva. Ma
l'ha venduto il primo giorno della sua permanenza sull'isola. Adesso non
ha un soldo in tasca.
Dovremmo comprargli un biglietto, ne vale la pena, disse il primo
ministro. Potete garantirmi che non ha nessun osso rotto? Che non ha
ferite visibili?
Neanche una, garant un poliziotto, e gli abiti, neppure stazzonati.
Niente.
Mi fido di voi, ma all'aeroporto voglio che ci siano testimoni disposti
a giurare di fronte a un tribunale, qualora presenti denuncia contro di
noi, che ha lasciato l'isola senza il minimo segno. Sar anche meglio se
avremo delle fotografie. Portateci Tarleton e sua moglie. Gli uomini di
chiesa sono testimoni credibili.
Keeler and con Sally a prendere il canonico e sua moglie, e questa
comment: Contenti, eh, di aver catturato quel mascalzone? Fu Sally a
rispondere: S, era ora che venisse espulso, ma poi, obbedendo a un impulso
quasi irresistibile, riprese: Eppure, mi ha fatto male vederlo in manette.
E uno spirito libero, non so se mi spiego.
Ne parli come se ne fossi innamorata, replic la signora Tarleton con
quella incantevole franchezza che spesso hanno le mogli degli uomini di
chiesa inglesi e Sally rise: Non ne sono innamorata e non lo sono mai
stata. Aveva cose interessanti da dire e credo che tutti avremmo fatto meglio
a starlo ad ascoltare. Questo  tutto.
Spieg che Ras-Negus, indipendentemente dal suo comportamento
con le donne, parlava da autentico uomo nero, con tutte le carenze culturali
e la limitata conoscenza della storia che questo implicava.
Ma che cosa diceva, in sostanza? chiese la signora Tarleton e Sally rispose:
Parlava delle frustrazioni degli ex schiavi... Anch'io lo sono e lo
sono tutti i funzionari di quest'isola. Intendo riferirmi al nostro retaggio
africano che a volte sento molto profondamente e del quale le
brave persone come voi non parlano mai. Voi non fate altro che
parlare d'Inghilterra,
Inghilterra... Ma che cos' l'Inghilterra per noi? Ras-Negus pronuncia
quella mistica parola che tutti noi cerchiamo di definire e di afferrare:
negritudine'. Mi ha insegnato molto di pi sulla negritudine in
dieci minuti di quanto lei, canonico, e lei, signora Tarleton e tu, Harry,
riuscireste a fare in dieci anni, perch lui sa e voi non potrete mai sapere,
per quanti sforzi di comprensione facciate.
Quando giunsero all'aeroporto, Sally vide qualcosa che la fece ridere.
Suo padre e suo fratello avevano portato il rasta nella saletta delle partenze
travestito in modo da mascherare la sua appartenenza alla setta di
Selassi. Le lunghe trecce gli erano state raccolte in cima alla testa e nascoste
sotto un turbante che lo faceva sembrare un sikh. La barba era
stata infilata nel collare di un poncho, coprendo il camiciotto rastafariano
che proclamava la necessit di ammazzare il papa, e invece dei sandali
aveva ai piedi un paio di enormi scarpe da tennis bianche da quattro
soldi. Pi che altro, sembrava un cane bastardo dal lungo pelo uscito da
una tempesta, e Sally pens: Hai generato otto figli in Giamaica, e probabilmente
due o pi qui, e guarda in che stato sei adesso.
Ma quando ud le scroscianti risate dei Tarleton e di Keeler, e si rese
conto che Ras-Negus se ne sarebbe andato da All Saints accompagnato
dagli sberleffi dei bianchi, non pot pi reggere. Decisa a compiere un gesto
sconcertante per i suoi amici bianchi e insieme a persuadere Grimble
che lei, Sally, restava fedele alla causa della negritudine, si precipit verso
il rasta, lo strinse tra le braccia e lo baci. Grazie per quello che hai condiviso
con me, sussurr. Poi stette a guardarlo prendere la sacca di tela,
infilarsi il liuto sotto il braccio e seguire, come un bambino obbediente, il
poliziotto che, dopo avergli tolto le manette, lo scortava all'aereo in attesa.

Note.
1. Dedicare. Ma ded ha lo stesso suono di dead, morto. [N.J.T.]

 Capitolo 15.
Gemelle.

IL DOTTOR STEVE CALDERN DI MIAMI? Il presidente dell'associazione
Vittoria con Reagan nel 1984? Qui  la Casa Bianca. Le passo il presidente.
Chi ? chiese Kate, notando l'espressione sbalordita di suo Marito e
il nervosismo che lo induceva a tamburellare con le dita. Non sar la
banca che respinge la nostra richiesta di un prestito per i lavori d'ampliamento
della clinica?
Non riusciresti a imbroccarla in cent'anni, rispose il dottor Caldern,
mettendo una mano sulla cornetta. Poi la scost leggermente, e tutte e
due, marito e moglie, udirono la voce rauca che conoscevano cos bene
attraverso la televisione e la radio: Steve Caldern? Non intendo ricorrere
al vecchio trucco dell'uomo politico e dire che mi ricordo di lei perfettamente.
Ma so che lei l'ultima volta ha fatto un ottimo lavoro per il
partito. Spero che vorr dare lo stesso aiuto a Bush in novembre.
George Bush si trasciner dietro tutta la Florida. Noi cubani sappiamo
chi ci ha dato una mano quando ne avevamo bisogno.
Dottor Caldern, qualcuno di noi vorrebbe avere un incontro con lei,
domani, nel mio ufficio, alle quattordici.
Ci sar senz'altro, rispose Steve senza esitazioni. Poi ascolt l'ammonimento
del presidente: Non ne parli a nessuno.  una cosa della massima
importanza.
Benissimo, signore. Non ne parler con nessuno.
E allora? chiese Kate non appena Steve ebbe riattaccato. Di che
cosa si tratta?
Mi hai sentito, non devo parlarne con nessuno... ma sua moglie
obiett: Io non sono semplicemente nessuno.
Come al solito, aveva perfettamente ragione. Sebbene Steve fosse sui
cinquantacinque, era innamoratissimo di Kate come lo era stato
trent'anni prima quando in piena notte avevano percorso trenta chilometri su
un'auto con i fari spenti per raggiungere, a ovest dell'Avana, la piccola
imbarcazione con cui erano fuggiti dalla Cuba di Castro. Lei gli era stata
di grande sostegno, assicurandogli: Da qualche parte troverai bene un
lavoro, Estfano. Il mondo intero ha bisogno di medici. All'ultimo momento,
quando lui era stato attanagliato dalla paura, era stata lei che gli
aveva impedito di cedere: Bisogna prendere questa imbarcazione! Affollata
o no, questa imbarcazione! N il coraggio le era venuto meno durante
i primi, terribili anni a Miami, quando Estfano, divenuto Steve,
non riusciva a fare accettare come validi i suoi documenti di medico. Per
gli infermieri d'ambo i sessi le cose erano pi facili, e Kate, infermiera diplomata,
aveva persuaso il direttore dell'ospedale dove lavorava ad assumere
come sorvegliante suo marito nel suo stesso reparto. Siccome guadagnava
pi di lui, era stata lei a pagare i corsi che Steve aveva dovuto seguire
per poter esercitare negli Stati Uniti.
Quando Steve aveva aperto l'ambulatorio in quella che sarebbe divenuta
Calle Ocho, quasi nel centro di Miami, era stato il denaro di lei che
aveva permesso di pagare l'affitto, e per i primi tre anni Caterina, divenuta
Kate, gli aveva fatto da assistente in modo che potessero mettere da
parte abbastanza denaro da permettere a Steve di avere una sua clinica
con quattro soci di minoranza, e poi diventare il funzionario di una delle
prime banche cubane, e infine il presidente.
Suo marito non era stato certo un elemento passivo: entrambi erano la
prova vivente di quello che una coppia di colti cubani poteva realizzare
in un nuovo mondo. Lui era un ottimo medico, dai modi e dall'aspetto
rassicuranti; alto, piuttosto magro, con qualche capello grigio alle tempie
e un sorriso accattivante; gli ottimi risultati delle sue cure avevano per effetto
che i pazienti parlavano di lui con gli amici, e ben presto Steve si era
trovato ad avere in cura anche anglosassoni, al punto che certi giorni il
suo ambulatorio ne era pieno.
I Caldern erano da molti, e giustamente, indicati come un vivente
esempio della relativa rapidit con cui i cubani dell'ondata immigratoria
del 1959 sapevano inserirsi nella vita della Florida, arrivando in certi casi
ai vertici. Il dottor Steve, com'era generalmente noto, era divenuto un
elemento di spicco nella vita sociale, economica e politica di Miami; e siccome
i cubani erano decisamente repubblicani, persuasi che John F. Kennedy
e Jimmy Carter li avessero piantati in asso in momenti difficili e che
i democratici in genere fossero troppo teneri con il comunismo, se non
addirittura criptocomunisti, i Caldern erano naturalmente divenuti
membri del partito repubblicano, entrambi con importanti incarichi:
Kate era presidentessa dell'Associazione donne per una forte repubblica,
e Steve era presidente dell'associazione Vittoria con Reagan.
Sicch, quando il marito aveva messo gi la cornetta, Kate si era aspettata
che le riferisse quello che gli aveva detto il presidente, ma lui aveva
replicato: Mi hai sentito, non devo parlarne con nessuno. Lei allora
aveva detto: Dimmi solo una parola: Cuba? Steve aveva risposto: Dal
momento che non lo so, posso solo avanzare un'ipotesi. S, probabilmente
si tratta di Cuba.
Lei si era messa in allarme: Steve, per nessuna ragione al mondo devi
avere a che fare con la questione cubana. E una patata bollente. E Steve
di rimando: Lo so.
Lo sapeva perch una serie di casi recenti gli aveva ricordato quanto
bollente fosse, e in primo luogo le sgradevoli visite di quel
pazzo di Mximo Quiroz.
Si trattava di eventi che rispecchiavano lo stato di tensione
in cui viveva la comunit cubana di Miami. Quando un ufficiale
superiore dell'esercito
castrista aveva disertato, raggiungendo Kay West a bordo di un
piccolo aeroplano, con gravissimo pericolo per la propria incolumit, il
governo americano era stato ben lieto di avere in mano un uomo in grado
di fornire preziose informazioni, ma gli esperti avevano subito informato
Washington: Fatelo andare subito via dalla Florida! La sua vita  in pericolo!
Quei fanatici diranno: Se  rimasto con Castro tanto a lungo, deve
avere avuto parte nella faccenda della Baia dei Porci. Bisogna far fuori
quel figlio di puttana!
Il generale cubano era stato subito portato via dalla Florida, e quattro
giorni dopo l'FBI era venuta a sapere che, se avesse osato mettere piede a
Miami, il gruppo di Quiroz era deciso ad assassinarlo.
Mximo Quiroz rappresentava un grosso problema per i Caldern. Nel
1898, quando Cuba si era resa indipendente dalla Spagna, i bisnonni di
Steve e di Quiroz, rampolli della stessa famiglia, avevano stretto un legame
d'amicizia che era continuato anche nelle generazioni successive,
sicch quando Steve e Mximo nel 1959 erano fuggiti da Cuba, l'avevano
fatto entrambi quali amanti della libert, giovani amici di grande intelligenza
e ben decisi a combinare qualcosa di buono. Ma a Miami le loro
esistenze si erano bruscamente separate: mentre Steve e sua moglie seguivano
la strada della totale integrazione nell'lite locale, Mximo era diventato
il leader turbolento di quei cubani che proclamavano: Al diavolo
l'America e i modi di vivere americani, noi vogliamo tornare in una
Cuba libera. Mximo era stato uno dei primi a offrirsi volontario per
l'invasione della Baia dei Porci e l'ultimo a battere in ritirata dopo il clamoroso
fiasco. Ne era tornato invelenito, ben deciso a non darsi pace finch
Cuba non fosse stata liberata e Castro morto. L'FBI aveva tutte le ragioni
per tenerlo attentamente d'occhio perch nei circoli cubani si diceva
che, se ci si poteva aspettare che un profugo cubano a Miami si imbarcasse
su un canotto di gomma, raggiungesse a remi l'Avana e tentasse
di assassinare Castro, non poteva essere che Mximo Quiroz.
Impossibile, per i Caldern, dimenticare l'episodio accaduto quando
un artista cubano, in esilio a Miami, era stato invitato a presentare le sue
opere all'Avana a una collettiva di pittori di tutti i paesi ispanofoni dell'emisfero
occidentale: il povero diavolo aveva avuto la sfortuna di vincere
il secondo premio, e nel corso della cerimonia della premiazione era stato
fotografato con Castro che gli aveva messo una mano sulla spalla.
Quando la foto era apparsa sui giornali di Miami, qualcuno aveva dato
fuoco allo studio del pittore, e i pompieri accorsi a spegnere l'incendio
avevano trovato, appeso a un muro vicino, un cartello che diceva: NON
FRATERNIZZARE CON I TIRANNI.
I Caldern, perfettamente consapevoli della situazione, avevano fatta
propria una semplice regola: totale opposizione a Castro, ma che marcisse
pure sulla sua isola. Quanto a Mximo Quiroz, sebbene fossero suoi lontani
parenti, se ne tenevano ben bene alla larga.
IL GIORNO DOPO, in una caldissima mattina di settembre, Kate accompagn
in auto Steve all'affollatissimo aeroporto di Miami, dove lui si imbarc
su un aereo diretto a Washington; una frettolosa colazione e via
alla Casa Bianca dove gli agenti di custodia perquisirono accuratamente
lui e la cartella che aveva con s. Il presidente non prese parte alla riunione,
ma dedic parecchi minuti a salutare i partecipanti, e a Caldern
disse: S! Adesso mi ricordo. Lei ha presieduto quel grande banchetto a
Miami e spero di contare ancora sulla sua collaborazione. La saluter alla
fine della riunione.
Alla discussione erano presenti solo sei persone, due funzionari statali,
due appartenenti al Consiglio nazionale di sicurezza, un giovane membro
dello staff presidenziale, consulente in materia politica, e Steve. Il medico
aveva visto giusto: l'argomento era Cuba. Stando a persistenti voci provenienti
da paesi latinoamericani amici, Castro si aspettava di ricevere qualche
segnale dagli Stati Uniti, come prestiti e un allentamento delle misure
economiche pi restrittive. Non si trattava di nessuna iniziativa spettacolare,
precisarono gli uomini del Consiglio nazionale di sicurezza: semplicemente,
Steve Caldern aveva un cugino, Roberto Caldern Amadr,
uno dei consiglieri di Castro, del quale era oltretutto cognato.
Steve precis subito che non vedeva il cugino dal 1959, da quando lui
e Kate avevano lasciato Cuba. Era vero, gli chiesero gli uomini del Servizio
di sicurezza, che sua moglie, Caterina, era gemella della moglie di Roberto,
Plcida? Ed era vero che si erano sposati lo stesso giorno?
Ed  qui che le vostre mogli entrano in gioco, prosegu uno dei due
funzionari. Sentimento. Vecchi legami d'affetto tra gemelle. Potrebbe
esserci qualcosa di pi naturale? Lei, dottor Caldern, non dovrebbe far
niente, assolutamente niente.
A parte il fatto che avrebbe buoni motivi per recarsi in visita all'Avana,
aggiunse il secondo uomo del Servizio di sicurezza. In quell'occasione,
dovrebbe semplicemente far sapere al suo influente cugino che,
quando ha collaborato alla campagna elettorale di Reagan nel 1984 eccetera,
eccetera... e che fosse giunto il momento di cambiare atteggiamento
nei confronti di Cuba eccetera, eccetera... insomma, potrebbe essere
adesso.
Ma che cosa dovrei dirgli esattamente? chiese Steve, e il funzionario:
Niente di preciso, perch lei non sa niente di preciso. Si tenga sulle generali,
dica soltanto che, da conversazioni che ha avuto a Washington
con uomini di Reagan ha avuto la precisa impressione che, semmai c'
stato un momento favorevole eccetera, eccetera...
A questo punto intervenne il giovane funzionario dell'ufficio presidenziale:
Lei deve capire, dottor Caldern, che non c' nessun cambiamento
di politica o di atteggiamento da parte della Casa Bianca. Noi continuiamo
a vedere in Fidel Castro una minaccia comunista e il suo coinvolgimento
in Nicaragua ci d molto fastidio. Se dovesse incontrarlo, dovrebbe
farglielo capire molto chiaramente. Steve ne concluse che il giovane
funzionario era contrario alla riunione e alle proposte che ne potevano
uscire.
Si sent in dovere di avvertire: Ovviamente, siete consapevoli che per
un cubano di Miami aver a che fare con Castro o con Cuba  pericoloso,
vero? A Miami c' gente dal sangue caldo.
Pericoloso, certo, ma non fatale, replic uno dei due uomini della sicurezza.
E poi, non c' ragione che qualcuno a Miami sappia che lei si
reca a Cuba.
Le paure di Steve non furono affatto mitigate da quell'assicurazione,
perch l'uomo che la faceva non conosceva Miami. Quando, alla fine
della riunione, il presidente riapparve e chiese: Allora, tutto a posto?
Steve si sent obbligato a rispondere: Sono pronto. Gli ultimi dieci minuti
furono dedicati a stabilire i tempi e i modi del viaggio e a ricordargli
che la sua missione aveva limiti assai precisi: Lei deve prendere contatto
con suo cugino, e nient'altro. Se suo cugino  in grado di procurarle un
incontro con Castro, non si lasci sfuggire l'occasione, ma non si mostri
troppo interessato.
I VOLI AEREI DA WASHINGTON alla Florida, di solito, seguono una rotta
che passa sopra la Virginia e all'altezza di Willington, nel North Carolina,
l'aereo inizia a sorvolare l'Atlantico puntando diritto su Miami: uno
splendido panorama, di cui il dottor Caldern non si cur affatto perch
era immerso in tutt'altri pensieri. Nutriva grande simpatia per i neri nativi
di Miami, ma assai meno per gli anglosassoni che protestavano per
quella che chiamavano l'invasione cubana. Costoro avevano fatto ben
poco per la loro citt quando ne avevano il monopolio, e i nove decimi
delle buone iniziative che negli ultimi decenni avevano trasformato
Miami in una metropoli erano dovute a cubani come lui. Steve nutriva
profondo disprezzo per quei cittadini anglofoni che si erano trasferiti a
Palm Beach per sottrarsi al contatto dei cubani - panico ispanico, lo
chiamavano - e la realt era che quegli anglosassoni che tagliavano la
corda temevano di non essere all'altezza della citt spagnola che Miami
era destinata a diventare; a loro poi non andava neppure a genio che fosse
ormai una citt cattolica, e oltretutto repubblicana.
D'altra parte, Steve non poteva rimproverare agli anglosassoni di avercela
con quei gangster che erano arrivati nel 1980, quando Castro aveva
svuotato le galere cubane e aveva spedito al nord circa centoventicinquemila
delinquenti. Guard, senza volerlo, il grigio oceano sottostante, rievocando
la seconda ondata di immigrati cubani, i trafficanti di droga, gli
artisti della rapina a mano armata, i ladri di automobili, i truffatori e i
molti analfabeti.
Sia pure a malincuore, dovette porsi la domanda che da qualche tempo
gli frullava nella mente: la vera ragione del nostro disprezzo per i boat
people della seconda ondata sta forse nel fatto che sono perlopi neri, e
noi non vogliamo che gli Stati Uniti scoprano che moltissimi cubani di
questa generazione sono di pelle scura, non bianchi come quelli arrivati
con il primo gruppo? Era un problema tormentoso, quello della discriminazione
razziale che aveva lacerato Cuba negli ultimi quattro secoli. Coloro
che gestivano gli alberghi frequentati dai turisti, ai buoni, vecchi
tempi, erano bianchi o quasi; e bianchi erano anche coloro che governavano
l'isola, i diplomatici che sapevano attirarsi tante simpatie a Parigi e
a Washington, i miliardari padroni di piantagioni da zucchero. Ma le
masse, coloro che abitavano in campagna, tra i monti, coloro che facevano
materialmente il lavoro e che minacciavano di diventare la maggioranza,
erano neri, discendenti degli schiavi che i baroni dello zucchero
avevano importato dall'Africa. Steve fece una smorfia: non mi sono mai
piaciuti i neri di Cuba, e non mi piace averli tra i piedi. Sono dei poco di
buono. Non c'era da meravigliarsi, concluse, se i cittadini americani avevano
cominciato ad aver paura di tutti i cubani.
L'AEREO AVEVA ADESSO RAGGIUNTO un punto nella Florida a nord di
Palm Beach, e fu in quegli ultimi istanti di volo che il dottor Steve si mise
a riflettere su quello che il futuro poteva riservargli: un incontro con Fidel
Castro. Sapeva benissimo che, finch la sua generazione fosse vissuta
nella Florida meridionale, l'odio per quell'uomo malvagio non sarebbe
mai cessato. Veterani della Baia dei Porci come Mximo Quiroz avrebbero
continuato a soffiare sul fuoco del risentimento. Ma sapeva anche
che c'era una realt pi grande: il resto degli Stati Uniti desiderava che
Castro restasse nel suo brodo, si voleva tenerlo in stato di isolamento e,
una volta che si fosse tolto dai piedi, continuare l'opera di riconciliazione
con Cuba.
Poi un pensiero sardonico gli disegn un sorriso sul volto: se Castro
dovesse scomparire domani, mi chiedo se Mximo e i suoi tagliagole tornerebbero
a Cuba. Stanno troppo bene, qui a Miami, e non hanno nessuna
intenzione di rinunciare ai privilegi. Credo che forse il due per cento
tornerebbe, ma forse il due per cento  troppo poco: c' pur sempre
quella cosa che si chiama nostalgia.
Quando fu a casa, per, il problema con cui si trovava alle prese assunse
una colorazione affatto diversa: la moglie gli corse incontro e lo inform
che parecchie persone, che non avevano voluto dire il loro nome,
avevano telefonato per parlare con lui, e proprio in quel momento il telefono
torn a squillare e, quando Steve rispose, una voce che non riconobbe
ringhi: Non osare andare a Cuba. Evidentemente, qualcuno di
coloro che avevano partecipato quel pomeriggio all'incontro di Washington
aveva avvertito qualcun altro a Miami che si intendeva prendere contatto
con Castro e che potevano derivarne concessioni al dittatore.
Il telefono squill ancora una volta, e una voce diversa dalla prima, ma
del pari irriconoscibile, disse con tono minaccioso: Caldern, questo 
un avvertimento. Non vada a Cuba. Steve era spaventato, e ne aveva ben
donde: nel 1978 uno dei migliori medici della sua clinica, Fermun Sanchez,
aveva organizzato un gruppo di settantacinque esuli che si erano recati
in volo all'Avana per incontrarsi con Castro e discutere la possibilit
di normalizzare i rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti. La notizia dell'incontro
si era diffusa nella comunit cubana e, poco dopo il ritorno del comitato,
due suoi membri erano stati uccisi, un altro aveva perduto le gambe
in seguito a un attentato dinamitardo, altri attentati avevano subito le imprese
commerciali di sei di loro, e tutti erano stati minacciati con feroci e
anonime telefonate: Traditore, morirai!
Con l'andare del tempo, la tensione era scemata ma Steve sapeva di essere
lui stesso oggetto di sospetti perch aveva assunto Sanchez, e aveva
subito forti pressioni perch lo licenziasse, ma aveva rifiutato, e un po'
alla volta le acque si erano calmate.
SE MAI C'ERANO DUE CITT che si completavano a vicenda, erano Miami
e l'Avana, distanti non pi di duecento chilometri. Ma la rivoluzione di
Castro aveva avuto per conseguenza la rottura dei legami, con grave detrimento
sia per Miami sia per l'Avana. Nell'estate del 1988, essendo
proibiti i viaggi regolari tra le due citt, un cittadino statunitense poteva
recarsi a Cuba solo ricorrendo a tre espedienti: recarsi in volo al Messico,
procurarsi un visto e imbarcarsi su un aereo diretto all'Avana; le stesse
possibilit offriva Montreal, in Canada; infine, in circostanze particolari
perlopi segrete, ci si poteva recare a mezzanotte all'aeroporto di Miami
muniti di un permesso del ministero del tesoro USA, perch ogni notte a
quell'ora partiva un volo charter carico dei passeggeri e delle merci di cui
ognuna delle due nazioni permetteva lo scambio; ed erano voli di cui si
parlava ben poco, perch sia gli Stati Uniti sia Cuba ne riconoscevano la
necessit.
Per il volo del dottor Caldern e di sua moglie all'Avana, il Dipartimento
di stato aveva deciso che il segreto sarebbe stato meglio custodito
facendo ricorso alla rotta canadese. Ma, prima che i Caldern potessero
mettere in opera il piano - un presunto viaggio di lavoro nel Canada -
Steve ricevette, alla direzione della sua banca, la visita di un uomo che
avrebbe preferito non vedere, anche se il suo arrivo non era del tutto inaspettato:
un cubano vicino ai cinquanta, di altezza media e dall'aria molto
decisa, un ciuffo di neri capelli sulla fronte, lo sguardo penetrante e
sprezzante. Era Mximo Quiroz.
Il dottor Caldern tent di mostrarsi cordiale: Allora, Mximo, vecchio
amico, novit?
Brutte notizie. La Russia invia a Cuba tonnellate di armi che non vengono
neppure tolte dalle casse e sono spedite direttamente in Nicaragua.
E qual buon vento ti porta? chiese Steve. Quiroz attacc una lunga
esposizione dei rapporti tra i Caldern e il ramo Quiroz della famiglia.
Non dimenticare, disse in spagnolo, perch si era rifiutato di imparare
bene l'inglese, aspettandosi da un momento all'altro di tornare a Cuba,
che il cognome del tuo bisnonno era Caldern y Quiroz e che sua madre
era sorella della mia bisnonna. Siamo parenti, non scordartelo, e non sarebbe
bene da parte tua ostacolare i miei piani.
Che cosa avresti intenzione di fare? chiese Steve.
Riprendere Cuba e, se fosse impossibile qualora i russi non lo permettessero
neppure una volta scomparso Castro, fare di Miami un porto di sicurezza
per noi cubani.
Ma per fare questo tu e tanti altri dovete per forza prendervela con gli
anglosassoni?
S! rispose Quiroz in tono deciso. Non dimenticher mai come ci
hanno insultato quando siamo venuti qui nel 1959. I loro giorni sono
contati.
Mximo, replic il dottor Caldern, sei libero di lottare per una
Cuba libera dal dominio russo, ma non per questo devi rendere la Florida
inabitabile per coloro che rimarranno qui per il resto della loro vita. E
per questo ti pregherei di non riaprire il problema del bilinguismo. Spero
che tu ti renda conto che una campagna del genere renderebbe gli anglosassoni...
Voglio che mangino anche loro la merda che tu e io abbiamo dovuto
inghiottire quando siamo arrivati in questa citt. Non dimenticarti che
hai fatto l'inserviente in un ospedale prima di ridiventare un medico, anche
se adesso ti rifiuti di ammetterlo!
Non so proprio perch io ti stia ad ascoltare, Mximo, replic spazientito
Steve. E Quiroz di rimando: Lo sai benissimo, mi stai ad
ascoltare perch sai che sono un vero patriota cubano, un eroe, un uomo che
vi riporter tutti a Cuba.
Steve doveva ammettere che Quiroz era davvero un eroe: era stato tra i
primi a sbarcare alla Baia dei Porci, l'ultimo a battere in ritirata, ed era
opinione diffusa nella comunit cubana che Mximo avesse un unico proposito:
tornare a Cuba e farla finita con Castro. Sapeva che Mximo era venuto
per qualche motivo specifico, e infatti a questo punto Quiroz disse:
Mi hanno riferito che vai a Cuba per incontrarti con Castro.
Il primo impulso di Steve sarebbe stato di chiedergli: Chi te l'ha
detto? Ma prefer rispondere sinceramente: Non ho nessun programma
di incontri con Castro.
E allora, perch vai a Cuba?
E chi ha detto che ho intenzione di farlo?
Noi lo sappiamo. Anche noi abbiamo amici altolocati che sognano la
libert per Cuba.
Se ci andassi, replic Steve, porterei mia moglie con me, e lo scopo
del nostro viaggio sarebbe di vedere il nostro comune cugino, Roberto
Caldern. Certamente ti ricordi che sua moglie e la mia sono sorelle gemelle.
Questo lo sapevo. Ma non  una ragione sufficiente perch un uomo
come te rimetta piede a Cuba. La tua famiglia  nota per essere stata sempre
filoamericana, e a Cuba sarebbero pazzi se ti lasciassero entrare.
I tempi cambiano, Mximo.
No, se c' di mezzo Castro. Permettimi di darti un avvertimento,
Estfano: non andare a rendere visita a quel delinquente all'Avana. Anzi,
non andare affatto a Cuba. Non fare concessioni a quell'assassino.
Non ho intenzione...
Ma hai gi il biglietto per Toronto, e so benissimo che cosa succede a
Toronto: te la svigni a Cuba per quella via.
Visto che la sai tanto lunga, dovresti anche sapere che vado a Toronto
per un congresso medico.
Quiroz si avvi all'uscio e sulla soglia si volt a grugnire: Estfano, se
vai a Cuba e tenti di incontrarti con Castro, correrai gravi pericoli. Ti ho
avvertito. Non farlo.
A TORONTO, STEVE E KATE parteciparono al congresso medico effettivamente
in programma, e lui prese la parola tre volte, in modo da far notare
la sua presenza. Tre giorni dopo, sbarcavano all'Avana.
Sull'autobus che li portava dall'aeroporto in citt, Kate comment: La
citt  certamente pi pulita di quanto non fosse un tempo. Steve a sua
volta continu: Molte meno uniformi che al tempo di Batista.
Era una Cuba nuova, e almeno in apparenza una Cuba, sotto certi
punti di vista, migliore, ma Steve era riluttante ad ammetterlo. Quando
furono in citt, rest colpito da due cose che toccavano in lui una corda
sensibile, quella del proprietario di parecchi edifici, tutti molto ben tenuti,
a Miami: il deterioramento di intere file di case che cadevano letteralmente
a pezzi, e l'impossibilit, per i proprietari, di far tagliare l'erba e
pulire i marciapiedi davanti alle loro abitazioni o ai loro negozi. Questa
citt  un immondezzaio, comment. Per tutti quanti sono vestiti in
maniera decente, replic Kate, e hanno un'aria rilassata, non sembra
che vivano sotto una dittatura.
Ma Steve l'ammon: Aspetta finch non vedi che cosa c' dietro quei
sorrisi.
Kate not anche che non c'erano mendicanti e Steve fu compiaciuto
del grande mazzo di fiori che trovarono ad attenderli nella stanza del loro
albergo.
Fu un momento emozionante quello dell'incontro tra le gemelle, perch
dal 1959 si erano riviste solo in fotografia; e sia loro sia i rispettivi
mariti rimasero sbalorditi dalla perfetta somiglianza che c'era sempre tra
loro, anche se Plcida, con i capelli rossi, i denti splendenti, la figura ancora
snella, il buon umore che non perdeva mai, sembrava la moglie cubana
ideale, e Kate invece la tipica ispanofona di Miami integrata nello
stile di vita americano.
Anche i mariti erano l'incarnazione dei rispettivi paesi: Roberto, un
importante funzionario cubano di cinquantadue anni, vestito alla moda
spagnola, ed Estfano, un cubano sradicato che aveva fatto fortuna negli
Stati Uniti.
Il vecchio zuccherificio della famiglia Caldern a ovest della citt da
un pezzo aveva cessato di funzionare e, dopo la rivoluzione del 1959, i
vasti terreni circostanti erano stati espropriati e parcellizzati. Ma a Roberto,
ardente sostenitore del regime, era stato permesso di conservare
quattro casette attorno a un cortile ad arcate che sembrava il chiostro di
un monastero. Le stanzette erano state arredate e ornate da Plcida alla
vecchia maniera cubana; Steve e sua moglie restarono ammirati. Bravi!
comment il medico, di queste vecchie bicocche avete fatto un palazzo.
Furono ben lieti di sapere che in due delle casette che formavano il complesso
sette membri della famiglia dei Caldern cubani avevano trovato
permanente alloggio. I mariti lavoravano agli ordini di Roberto nell'ufficio
governativo, le donne aiutavano Plcida nelle attivit benefiche cui si
dedicava.
Ai vecchi tempi, i Caldern erano stati tutti ferventi cattolici, e Caterina
disse alla sorella che le dispiaceva notare che si era allontanata dai
vecchi principi. Oggi a Cuba il cattolicesimo non  molto ben visto perch
la chiesa qui da noi si  comportata sempre piuttosto male, replic
Plcida. Ti ricordi di quell'orrendo padre Oquende che non faceva che
leccare i piedi ai ricchi? Be', lui e la sua genia sono scomparsi e non li
rimpiangiamo di sicuro.
Steve chiese al cugino quale fosse, secondo lui, il futuro di Cuba. Una
continua dipendenza dalla Russia?
Un momento, voi due norteamericanos. Voi statunitensi a Portorico
mantenete una stia di porci caribici e lasciate che la disgraziata Haiti marcisca
nelle sue ferite...
Mentre invece la Russia vi manda armi, vero?  forse una situazione
migliore?
Ah, tu non vedi il problema, Estfano. Ti sfugge completamente. I
russi ci mandano armi, e noi lo apprezziamo, ma soprattutto l'URSS ci invia
petrolio e, cosa pi importante ancora, compra il nostro zucchero a
un prezzo superiore di quello corrente sui mercati mondiali, ed  quanto
basta per mantenerci in uno stato di relativo benessere.
Steve aveva per altre domande: Che cosa ne dici dei cubani in Angola?
Combattono per difendere la libert degli ex schiavi del Portogallo.
Allora, che cosa ci stanno a fare i vostri mercenari nel Nicaragua?
Come si spiega la carenza di merci sotto il comunismo?
Non vedrai certo cubani morti di fame, qui da noi, mentre, a quanto
si legge, il venticinque per cento degli americani sono sottoalimentati
perch da voi i generi alimentari costano troppo.
Che cosa mi dici allora dell'enorme numero di prigionieri politici che
Castro tiene in carcere?
Gli Stati Uniti e il Sudafrica sono nazioni apparentemente civili, che
invece mettono a morte persone per delitti di poco conto.
Continuarono cos per un pezzo, e quando i Caldern di Miami furono
nella loro stanza Estfano comment: Insomma, mi sembra proprio che
abbia abboccato all'amo e che riusciremo a incontrarci con Castro. A
convincerlo era soprattutto un'affermazione del cugino: Cuba  libera e
non avr mai niente a che fare con gli Stati Uniti. Noi qui stiamo costruendo
un nuovo mondo con nuove speranze e tu, Estfano, daresti
completezza alla tua vita se venissi qui a darci una mano.
Percorrendo le strade dell'Avana i Caldern di Miami si resero conto,
nei giorni successivi, che l'antica allegria della citt era scomparsa, certo,
ma con essa erano spariti anche i mendicanti e gli storpi che un tempo imploravano
la carit, e non c'erano pi i molti americani che arrivavano all'Avana
quando era nota in tutto il mondo come un bordello per turisti.
Caterina chiese alla sorella che cosa ne fosse delle ragazze ospiti nelle
molte case a luci rosse, e Plcida rispose: Lavorano nelle fabbriche o guidano
vecchi trattori.
A Caterina sembrava che non ci fosse l'elemento poetico dell'epoca coloniale:
la citt le sembrava triste e grigia. Calle Galiano, una delle pi
lussuose vie dell'America latina, che non aveva uguali neanche a Citt del
Messico e a Buenos Aires, era diventata cos tetra che Caterina si commosse
fino alle lacrime e disse: Andiamocene, Plcida. Questo vuoto mi
stringe il cuore. Era anche evidente che l'Avana moderna aveva ben
poco da offrire ai suoi cittadini in fatto di beni di consumo. Quasi tutto
era tesserato, le vetrine erano spoglie e quando correva voce che da Sanchez
ci sono scarpe, le donne accorrevano al negozio solo per trovarsi in
fondo a una lunghissima coda. Spieg Plcida: Quando alla fine arriviamo
al negozio, constatiamo che c' solo un tipo di scarpe, e soltanto
quattro misure. Allora che cosa fate? chiese Caterina, e la sorella rispose:
Prendiamo quello che  rimasto, e se le scarpe sono troppo grandi
o troppo piccole le scambiamo con i vicini che forse ne hanno altre della
nostra misura. Poi disse che da sei mesi a quella parte non si trovava
carta igienica n dentifricio; e da due anni, niente prodotti di bellezza.
Ma tu sei ben truccata, fece osservare Caterina.
Ci mettiamo d'accordo con amici che ci portano i prodotti di bellezza
di contrabbando quando vengono a trovarci dal Messico. E noi ne facciamo
tesoro.
Ma in bagno avete della carta igienica. Come si spiega? Plcida forn
la stessa spiegazione: Messico. Contrabbando.
Nella loro stanza da letto Caterina disse a Steve: Non sarebbe meraviglioso,
allora, se Plcida e Roberto ci raggiungessero a Miami? Cominci
allora a escogitare piani: come trovar loro una casa in affitto, un lavoro
per Roberto, attivit per i loro figli. Potremmo finanziarli noi finch
Roberto non trovi qualcosa, ed  cos intelligente che non gli ci vorr
molto. In una normale famiglia americana, che una moglie proponga al
marito di assumersi oneri finanziari per la famiglia di lei, manderebbe il
marito fuori dai gangheri, ma Estfano, cresciuto alla spagnola, accett
l'idea quasi come inevitabile, perch gli sembrava importantissimo tenere
unita una famiglia o riunirla quando i suoi membri fossero dispersi. Sicch
rispose senza esitazione: Potremmo mantenerli per un paio di anni.
Ma sarebbe pi facile, per loro, se Roberto parlasse l'inglese.
Nella stanza da letto dei Caldern cubani, in quello stesso momento
Plcida stava dicendo al marito: Roberto, mi sembra che Estfano abbia
una grande nostalgia di Cuba. Sono certa che gli piacerebbe tornare e trascorrere
qui gli ultimi anni con la sua famiglia. E Caterina ne sarebbe felice.
Roberto le chiese che cosa potevano offrire a Estfano e lei rispose:
Non avrebbe difficolt a inserirsi nel nostro sistema sanitario. Ha la sua
vecchia laurea cubana, oltre a quella americana, e la sua esperienza sarebbe
benvenuta.
Ma credi che rinuncerebbe alla bella vita di Miami?
Senz'altro, e anche Caterina, lo so per certo. Lei sente molto la mia
mancanza e anche quella del resto della famiglia.
L'OPERA DI PERSUASIONE COMINCI con un trucco, escogitato da
Plcida per rammentare ai Caldern di Miami il loro ricco retaggio cubano: i
norteamericanos furono portati alla piantagione di caff chiamata Molino
de Flores. I Caldern di Miami avevano visitato il luogo un paio di volte
prima della rivoluzione, ma avevano dimenticato la maestosit e la pregnanza
di quel posto tanto celebre nella storia cubana, e rimasero a bocca
aperta di fronte alle imponenti rovine dell'edificio principale, che aveva
avuto giorni gloriosi verso la met del secolo precedente, quando celebri
viaggiatori di tutto il mondo venivano a visitare il Molino de Flores.
Il secondo luogo familiare, al quale Plcida li condusse, conservava
memorie ancora pi felici: era la zona che all'inizio del secolo serviva da
buen retiro rurale alle ricche famiglie che non potevano sopportare il calore
e l'afa dell'Avana. Era detto El Cerro, cio la collina, e vi sorgevano
alcune delle pi splendide case estive che ci fossero nei Caraibi. Da ogni
parte arrivavano visitatori per ammirare quella che un poeta aveva definito
la foresta di alberi marmorei che proteggono i nascondigli dei
grandi, perch di fronte alle case si levavano file di bellissimi pilastri
marmorei. Roberto ferm l'auto e spieg: Gi prima della rivoluzione
del 1959 i proprietari si erano resi conto di non essere in grado di mantenere
queste case e, siccome nessun altro aveva abbastanza denaro per
comprarle, le hanno lasciate andare in rovina. Dove un tempo viveva una
famiglia altolocata, ora si sono concentrati diciotto o venti gruppi familiari,
che purtroppo non pagano l'affitto e lasciano che tutto vada alla malora.
FORSE FU PERCH ROBERTO CALDERN da ventinove anni a quella parte
viveva sotto una dittatura, ma comunque fu lui il primo a scoprire che
ovunque lui e il cognato andassero erano seguiti, a notevole distanza, da
almeno un'automobile, a volte da due. Evidentemente li tenevano d'occhio
e la cosa divenne a tal punto irritante che un mattino Roberto controll
la sua automobile, una vettura di fabbricazione russa, per vedere se
ci fossero microspie a bordo. Poi chiese: Estfano, sei qui per caso in
missione segreta, o qualcosa del genere?
No, perch me lo chiedi? Suo cugino rispose: Perch la prima automobile
appartiene alla rappresentanza provvisoria americana e quella che
segue se non mi sbaglio  della nostra polizia.
Al ritorno furono seguiti solo dall'auto della polizia, e l'esperienza si
ripet nei giorni successivi, finch Steve non ne pot pi e chiese: Di' un
po', Roberto, quali sono i diritti civili su quest'isola? Roberto si affrett
a rispondere con apparente convinzione: Esattamente gli stessi degli
Stati Uniti. Abbiamo tribunali e ottimi avvocati, abbiamo
giornali e dibattiti pubblici. Questo  un paese libero.
Estfano sent che, a questo punto, non poteva non rivelare i suoi sentimenti
nei confronti di Cuba e dei dirigenti comunisti: Qualsiasi cosa tu
dica, Roberto, sappi che per me Castro rimarr sempre un mostro e la sua
rivoluzione un'offesa all'umanit. Ma considero gente come voi due rappresentanti
tipici dell'isola, e bisogna pensare al futuro di Cuba, per cui
ritengo che sarebbe opportuno promuovere una qualche forma di riavvicinamento.
Aspetto con ansia il giorno in cui potr arrivare liberamente
in volo all'Avana e tu potrai venire altrettanto liberamente con me negli
Stati Uniti.
Vuoi dire... per emigrarci? chiese Roberto, con tale accento di rifiuto
che il cugino, rendendosi conto che non era il momento adatto per intavolare
un problema cos delicato, si affrett a negare: Oh, no! Intendo
viaggiare liberamente avanti e indietro. Ritengo inoltre che se voi cubani
vedeste i benefici della democrazia di cui godono i cubani di Miami, cambiereste
politica su quest'isola. Roberto e sua moglie risero, e Plcida se
ne usc a dire: Noi pensiamo invece che tutti i Caraibi al pi presto seguiranno
la nostra strada, dandosi un forte governo socialista. Siamo sicuri
che Portorico e San Domingo si uniranno a noi, imitati con ogni probabilit
da gran parte delle altre isole. La Giamaica ci si  gi provata
qualche anno fa.
Era troppo per Estfano: Nessuna nazione degna di tal nome sceglierebbe
di allinearsi con Castro, viste le condizioni di vita su quest'isola.
Che cosa vuoi dire?
Proprio quello che ho detto. Una dittatura che fornisce pochissimi
servizi al popolo. Negozi vuoti. Manca la carta igienica, manca il dentifricio.
Non ci sono abiti neanche per i bambini e le bambine, non ci sono
automobili decenti. Tutto  tesserato. Non si possono rifare le facciate
delle case perch manca la vernice. Non si costruiscono nuovi edifici in
sostituzione di quelli in rovina di El Cerro. E per i giovani, c' solo la libert
di andare in Angola e farsi ammazzare nella giungla.
Per tutta risposta, Plcida mise sotto gli occhi di Estfano un articolo
apparso su Granma, l'organo ufficiale del regime: Riporta le esperienze
di un cubano a Miami, soprattutto i suoi problemi di salute. Attacchi di
asma, e ascolta che cosa fanno i medici come te, Estfano, per la gente del
tuo paese. Quindi lesse un orripilante resoconto, convalidato da fotocopie
di parcelle: settemilaottocento dollari per un ricovero di due giorni in
un ospedale, per un disturbo di pochissimo conto. Estfano come medico,
e Caterina come infermiera, dovettero ammettere che probabilmente
il resoconto rispondeva al vero.
Tutti e quattro i Caldern si erano resi conto che le loro discussioni
stavano scivolando su un terreno minato, e Roberto, sempre abile diplomatico,
prefer passare a un argomento che gli stava molto a cuore: come
faceva il loro cugino Quiroz a cavarsela a Miami? Estfano gli spieg che
nella citt americana circolava un'enorme quantit di denaro cubano,
frutto in parte di lavoro, in parte del traffico di cocaina. La gente che
odiava Castro, ed era - precis - il novantanove per cento dei cubani di
Miami, dava modo al cugino Mximo di vivere senza problemi.
Concludendo la conversazione Estfano disse: Sanno che lavora per loro
creando difficolt a Castro.
Mximo intende tentare un'altra invasione simile a quella della Baia
dei Porci?
S, un domani, se il governo americano lo permettesse.
FINO A QUEL MOMENTO - l'inizio della seconda settimana trascorsa dai
Caldern di Miami a Cuba - la visita era stata null'altro che un'amabile
riunione di famiglia. Ma Estfano non vedeva l'ora di sondare Roberto
circa un eventuale incontro con Castro, e finalmente si decise a dirgli, con
tono volutamente casuale: Dato che sono qui, mi piacerebbe incontrare
Castro. Il cugino rispose: Vedr quello che posso fare. Castro  sempre
disposto a ricevere visitatori.
Poi, un marted sera accadde: un alto funzionario dell'ufficio di Castro
venne a informare Roberto che, se poteva portare suo cugino nel palazzo
presidenziale alle ventitr, Fidel sarebbe stato ben lieto di scambiare con
lui quattro chiacchiere sulla situazione dei cubani in Florida; Estfano allora
disse, badando bene di non metterci troppo calore: Sar onorato di
incontrarlo.
Alle dieci e un quarto arriv un'automobile con autista scortata da
un'altra della polizia, ed Estfano rassicur il cugino: Non preoccuparti.
Gli dir esattamente quello che ho detto a te. Sono contrario alla sua politica,
ma aspetto con ansia il giorno in cui tra i nostri paesi ci saranno liberi
scambi.
Risult evidente, non appena i cugini furono ammessi nella grande e
bella sala d'aspetto, che il ruolo di Roberto consisteva nel presentare il
cugino e andarsene, in attesa che il colloquio finisse. Entrambi rimasero
nella sala per circa due ore, quando finalmente l'uscio dell'alloggio di Castro
si spalanc ed entr un uomo alto e grosso, barbuto, con indosso
un'uniforme militare stazzonata. Avanz verso i cugini porgendo una
mano a Estfano e una a Roberto ed esclamando: Do il benvenuto ai degni
figli del nostro grande patriota Baltazar Caldern y Quiroz! Poi
prese cordialmente per mano Estfano e lo condusse nel suo alloggio.
Con un calcio chiuse l'uscio, indic una poltrona all'ospite americano e
si lasci cadere in un'altra. Era pieno di instancabile energia, con una
mente agile che saltava da un argomento all'altro. In mano teneva un sigaro
spento. Spieg che i medici gli avevano detto: Fidel, se continui a
fumare morirai con dieci anni di anticipo. Cos aveva smesso. Ma i produttori
di sigari gli avevano ricordato: Fidel, tu e il tuo sigaro siete la migliore
pubblicit dei sigari cubani dalla cui esportazione ci proviene la valuta
estera. Continua a fumare, per piacere. Cacciandosi il grosso sigaro
nell'angolo della bocca, Castro concluse: Facendo cos, do ascolto all'uno
e all'altro consiglio.
Con notevole sorpresa di Estfano, Castro parlava bene l'inglese, e il
medico gli rispondeva nella stessa lingua. Quando finalmente si pass agli
argomenti seri, Estfano ebbe un'altra sorpresa: Castro conosceva a
fondo la situazione americana. Si rendeva per conto che il dittatore ne
parlava per creare un'atmosfera di cordialit, sicch era perfettamente
preparato quando Castro spar una serie di domande sull'atteggiamento
dei cubani di Miami, sulle condizioni di vita ad Haiti, a San Domingo e a
Portorico. Era particolarmente interessato a due problemi che espose al
medico senza mezzi termini: Se Manly vince le prossime elezioni in
Giamaica, questo significher la rinascita dell'antiamericanismo sull'isola?
Poi chiese: Che cosa si dice a Miami dei disordini razziali a Trinidad,
dove si  creata una situazione simile a quella che si ha attualmente
alle isole Fiji?
Volle anche sapere come i cubani di Miami avessero reagito all'invasione
statunitense di Grenada e non parve sorpreso della risposta di
Estfano: Tra la nostra gente non ho sentito neppure un commento negativo,
ma al contrario molti plausi. Parve tuttavia seccato quando il medico
gli disse: Moltissimi di noi erano convinti che infiltrati comunisti
cubani stessero per assumere il controllo a Grenada.
Mierda! comment Castro. Si appoggi allo schienale, chiam un cameriere
perch portasse altro da bere e chiese: E adesso, dottor
Caldern... Estfano allora si rese conto che Castro stava abbordando un altro
argomento, perch quando lo faceva invariabilmente si serviva del titolo
dottore. Mi spieghi con esattezza, perch so che lei  informato in merito,
che significato ha negli Stati Uniti la parola ispanico. Segu un'altra
lunga discussione, con Estfano che passava in rassegna varie esperienze
da lui fatte con gli ispanofoni residenti negli Stati Uniti, raccontandogli
anche che aveva contribuito alla rielezione di Reagan, e che per
questo lo avevano mandato a fare propaganda a New York, in California
e nel Texas.
Castro volle sapere com'era andata, ed Estfano gli spieg che a New
York c'erano solo portoricani, poco propensi a prestare ascolto a un cubano
di Miami. In California, aggiunse, i messicani a stento sapevano chi
era a comandare a Cuba e non si curavano affatto dei relativi problemi
perch avevano le loro gatte da pelare con il Messico. Messicani anche in
Texas, rimasti indietro di due generazioni rispetto ai californiani. Poi non
manc di aggiungere: Chiunque pensi che possiamo raccogliere assieme
tutta questa gente, per formare una compatta minoranza ispanofona da
guidare a nostro piacimento, non ha la testa sulle spalle. Poi, guardando
fisso Castro, continu: Non provi a imboccare quella strada. Non funzionerebbe.
Sono tutti ferventi cattolici?
S.
E tutti repubblicani?
Non ne sono certo per quanto riguarda i californiani e i texani, ma
probabilmente lo sono anche loro. Tocc poi un tasto delicato: Tenga
presente una cosa, senor presidente. I cubani che avete spedito a Miami
con la prima ondata di emigranti erano tutti persone colte, bene educate,
che si sono facilmente inserite nella vita americana. Nessuno di loro era
un contadino analfabeta.
Le tre del mattino erano passate da un pezzo, ed Estfano continuava a
ricordare a se stesso che doveva resistere alle blandizie di quell'uomo eccezionale.
 l'uomo che si  impossessato del mio paese, che ha ucciso
molti miei amici, che ne tiene tanti altri rinchiusi in spaventose carceri;
colui che ha fatto del suo meglio per mettere in difficolt gli Stati Uniti e
sostenere il loro nemico, l'Unione Sovietica. Non nutriva certo affetto e
neppure molto rispetto per Castro, ma avvertiva l'immenso potere del
suo carisma e, a un certo punto, quando il dittatore afferm, con tono assai
persuasivo, che lui non nutriva nessuna animosit verso gli Stati Uniti,
Caldern pens: Adesso so come si sente un uccello quando un cobra lo
ipnotizza.
Quindi, dopo una lunga tirata contro la politica statunitense nell'America
centrale, Castro chiese: Dottor Caldern, come mai lei, figlio di patrioti,
ha sentito il bisogno di abbandonare Cuba? Dopo un'altra franca
discussione, alle quattro meno un quarto chiese: A quali condizioni ritornerebbe
in patria? Estfano non esit a rispondere: Il fatto che me
ne sono andato comprova che non ero per niente entusiasta della sua conquista
del potere, ma lei probabilmente sa, dai resoconti dei suoi consoli,
che non sono mai stato un fanatico anticastrista. Sono convinto che, essendo
quest'isola tanto vicina agli Stati Uniti, sarebbe opportuno promuovere
una riconciliazione, possibilmente prima della fine del secolo.
Qualcun altro nel suo paese la pensa cos?
S, alcuni dei miei amici pi sensibili di Washington, quelli con cui ho
lavorato durante le campagne elettorali di Reagan.
Castro, resosi conto che era quello il vero motivo per cui Caldern era
stato mandato a Cuba, alz gli occhi al soffitto e giocherell con il sigaro.
Sicch, lei  venuto qui a parlare in nome di qualcuno,
dottor Caldern, chiese.
Mia moglie ha voluto venire per vedere la sua sorella gemella. Una
riunione di famiglia, per cos dire.
Roberto Caldern  per noi un uomo prezioso, che conosce a fondo il
suo mestiere. Una pausa, poi aggiunse: Sa, dottore, ho sentito parlare
della clinica che dirige a Miami e se volesse venire qui da noi e fondarne
una come si deve sarebbe il benvenuto e noi le metteremmo a disposizione
l'edificio.
Sono onorato della sua offerta.
Castro volle ancora sapere quanti cubani della Florida sarebbero tornati
se le restrizioni fossero state abolite, e Caldern non esit
a rispondere: Non pi del due per cento della prima ondata
immigratoria, e
qualcuno di pi della seconda ondata, uomini desiderosi di riprendere la
loro esistenza di criminali. Ma evidentemente quelli non li vorreste.
E i bambini nati in Florida?
Neppure uno su diecimila tornerebbe. Hanno buone scuole, stanno
tra la loro gente, i negozi sono pieni di ottimi prodotti. Irresistibile, per i
giovani.
Lei per non mi ha ancora risposto. A quali condizioni lei e sua moglie
tornereste?
Estfano pes bene le parole per non offendere il dittatore e alla fine
disse: Quando uno si frattura un osso, in un primo momento pu sembrare
che la frattura sia irreparabile. Ma si immobilizza e si ingessa l'arto,
e sei settimane dopo, miracolo! L'osso  robusto come prima, perch i
due tronconi si sono saldati. Lo stesso accade con gli emigrati. Durante i
sei primi mesi lontani dalla patria, nostalgia e desolazione; ma poi la guarigione
comincia e ben presto il legame con la nuova terra diventa fortissimo.
Nel suo caso, troppo forte per essere nuovamente spezzato?
S.
Castro mise un braccio attorno alle spalle di Estfano accompagnandolo
all'uscio. Dica all'uomo che l'ha mandata che, semmai rapporti
amichevoli saranno ristabiliti con gli Stati Uniti, sarei felice di avere in lei
il primo ambasciatore statunitense all'Avana.
QUANDO I CALDERN DI MIAMI presero congedo dai Caldern di Cuba,
era ormai evidente che n l'una n l'altra coppia si sarebbe mai mossa, ma
sia gli uni sia gli altri erano sinceramente convinti che rivolgendo i rispettivi
inviti lo facevano esclusivamente nell'interesse dei loro cari. Estfano
e Caterina erano certi che i Caldern cubani sarebbero stati felici a
Miami, e Roberto e sua moglie altrettanto sicuri che un cubano che nutrisse
rispetto per se stesso avrebbe trovato la felicit solo rientrando in
patria a lavorare per la rivoluzione.
Quando l'aereo atterr, quasi segretamente, su una pista appartata del
Miami International Airport, un'assistente del dottor Caldern, pallida in
volto, lo accolse con una triste notizia: Il nuovo edificio della sua clinica,
quello che era quasi finito... L'hanno fatto saltare con la dinamite la notte
scorsa... Non ne resta pi niente.
Nell'intenso traffico di Calle Ocho un'automobile sospetta si mise a
tallonarli e si affianc loro a un semaforo: quattro pallottole furono sparate
contro i Caldern. I sicari mancarono il medico, ma colpirono sua
moglie tre volte, e prima che l'auto arrivasse all'ospedale pi vicino Caterina
era morta.

 Capitolo 16.
Il mare d'oro.

IN UNA SPLENDIDA MATTINA di gennaio del 1989, la vita di
Thrse Vaval giunse a una svolta. Quel giorno le fu conferita la laurea in antropologia
sociale ad Harvard; da Wellesley giunse la conferma che poteva lavorare
in quell'istituzione, e suo padre, Hyacinthe Vaval, ricevette la notizia
che a lui e alla sua famiglia era stata concessa la residenza permanente negli
Stati Uniti, dove erano entrati sette anni prima dopo una temporanea
sosta nel Canada; infine Dennis Krey, professore di scrittura creativa a
Yale, aveva finalmente trovato il coraggio di informare i suoi genitori che
abitavano a Concord, nel New Hampshire, che lui e Tessa, come era nota
Thrse ai suoi compagni di scuola, stavano per sposarsi. Come se non
bastasse, la compagnia di navigazione Swedish Lines le aveva telefonato
proponendole di tenere un seminario su una delle loro navi da crociera,
la Galante, che il 30 gennaio sarebbe salpata da Cap-Haltien, ad Haiti.
Centotrentasette studenti si erano iscritti al corso della durata di quattordici
giorni, intitolato Crociera e cultura in Paradiso.
Tutto dunque andava a gonfie vele, ma a rendere felice Tessa era soprattutto
la notizia riguardante suo padre che era stato uno degli uomini
pi in vista di Haiti, discendente di quel generale Vaval che aveva avuto
un ruolo decisivo quando, verso la fine del Settecento, aveva validamente
aiutato Toussaint L'Ouverture a conquistare l'indipendenza di Haiti. Da
allora i Vaval, una generazione dopo l'altra, erano stati difensori della libert
haitiana, non di rado con grande rischio personale, e alcuni di essi
erano stati messi pubblicamente a morte, ma il loro coraggio non era mai
venuto meno. Quando Papa Doc Duvalier, autoproclamatosi presidente a
vita di Haiti, aveva scatenato i suoi squadroni della morte, i
Tontons Macoutes, contro i direttori di giornali e scrittori
negli anni Settanta, terrorizzandoli
e torturandone molti a morte, Tessa ricordava che suo padre
era rincasato dicendo: Non c' pi nessuna speranza. La notte scorsa
hanno ammazzato il direttore Gambrelle. Bisogna che ci imbarchiamo
sulla prossima nave e ce la filiamo.
Avevano lasciato Port-au-Prince in tre diversi gruppi per sfuggire all'attenzione
dei letali Macoutes, e si erano ritrovati al porto di Saint-Marc
per quella che a Thrse, che aveva allora nove anni, era sembrata una
folle impresa; l si erano imbarcati su un battello che faceva acqua da
tutte le parti e nel cuore della notte avevano fatto rotta per l'Atlantico.
Erano giorni che Tessa avrebbe preferito dimenticare, ma sapeva che doveva
invece ricordarli perch quelle e altre esperienze simili avevano lasciato
un'impronta indelebile nell'animo degli haitiani. Il suo fidanzato
Dennis Krey aveva dovuto insistere a lungo perch lei gli parlasse di quel
viaggio, conclusosi con un naufragio: dopo undici giorni trascorsi sulle
scialuppe di salvataggio, erano stati raccolti da una nave canadese che li
aveva portati a Qubec, dove tutti parlavano francese e c'erano cibo e
speranza.
Si chiedeva se Dennis avesse raccontato quelle vicende ai suoi, e non
sarebbe stata cosa da poco. I Krey erano tradizionali dttadini del New
England e Tessa era, com' ovvio, una nera. Appartenente,  vero, a
quella categoria di splendide giovani donne haitiane con la pelle chiara e
il portamento aggraziatissimo, che si sarebbero sentite perfettamente a
loro agio in un caff sui boulevard parigini; era alta, sottile, il sorriso
aperto e cordiale. Se nelle fredde terre del Canada i giovanotti le facevano
una corte serrata, giunta a Boston era diventata una delle figure pi
popolari di Radcliffe. Non la sorprendeva che Krey volesse sposarla,
come tre o quattro altri giovanotti bianchi avrebbero voluto fare in precedenza,
perch, nell'ambiente del New England, Tessa faceva veramente
colpo, cos flessuosa, con quel bellissimo viso e i denti candidi, abbaglianti.
Ma quando i genitori di Dennis avevano deciso di venire ad assistere
alla cerimonia della consegna della laurea e partecipare al party di fidanzamento
del loro figlio, Tessa aveva previsto un'atmosfera pesante. I
Krey non dovevano certo essere entusiasti all'idea che il loro figlio sposasse
una haitiana, ma non si aspettava i molti modi con cui i Krey, marito
e moglie, manifestarono la loro disapprovazione. Il giudice Adolphus
Krey, un uomo alto, austero, tra i sessanta e i settanta, la squadrava come
se stesse pensando: Nonostante il terribile errore che Dennis sta facendo,
non dobbiamo ripudiarlo perch in fin dei conti  nostro figlio.
Quanto alla signora Krey, allorch Dennis le spieg che il padre di
Tessa, Hyacinthe Vaval, si sarebbe imito a loro per il pranzo, parve compiaciuta
sentendo il figlio precisare:  stato convocato a Washington dal
presidente Bush. La nuova amministrazione pensa che possa essere
l'uomo giusto per assumere la carica di presidente ad Haiti, se mai la pace
tornasse in quella disgraziata isola.
Presidente? chiese la signora Krey.
Tessa gett subito fuoco sull'entusiasmo: Sarebbe pazzo ad accettare.
Probabilmente lo ammazzerebbero come il suo bisnonno che ha tentato
di governare Haiti nel secolo scorso.
La signora Krey, che interpret l'uscita come un'insolenza, irradi disapprovazione
da tutti i pori e avvert la futura nuora: Sai, a Concord le
giovani mogli che vengono da fuori devono guadagnarsi il loro posto
nella societ. Tessa replic: Ma non vivremo a Concord. Dennis comincer
una nuova carriera al Trinity di Hartford e io far lo stesso a Wellesley.
Ma le estati le passerete a Concord, spero.
Forse in un secondo momento. Prima, per, soprattutto in Europa,
per proseguire i nostri studi. Mentre Dennis esponeva i loro progetti per
i prossimi anni, il giudice Krey disse con tono severo: Noi riteniamo che
sarebbe pi prudente se i nostri amici a Concord vedessero tua moglie...
in modo da abituarsi a lei.
Tessa non pot fare a meno di replicare, posando una mano sull'avambraccio
del giudice: Il nostro matrimonio pu apparire scandaloso a
Concord, ma Dennis e io vivremo in comunit che da lungo tempo sono
abituate a coppie miste come la nostra. Ritengo che noi rappresentiamo
l'onda del futuro, anche se non a tutti pu piacere.
Il giudice Krey ritir tutto rigido il braccio e ribatt: Cambridge non
 tutto il mondo, grazie al cielo! Poi si avvi alla sala dove si teneva il
pranzo di fidanzamento, che sarebbe dovuto essere un'occasione festosa,
ma fu invece dominato da una penosa atmosfera di imbarazzo e tensione.
Quando il giudice e la moglie partirono per tornare alla sicurezza di Concord,
non lasciarono dubbi: in quella cittadina del New England cos
a modo, Tessa doveva attendersi una gelida accoglienza.
Era una fortuna che il viaggio della Galante, la nave da crociera su cui
doveva imbarcarsi Tessa, partisse da Cap-Haitien dove i passeggeri sarebbero
giunti da tre diversi aeroporti: Tessa avrebbe avuto tutto il tempo di
fare una scappata a Port-au-Prince due settimane prima dell'imbarco per
vedere quali cambiamenti vi fossero avvenuti da quando, in quella buia
notte del 1973, la famiglia Vaval era fuggita verso il Canada. Dennis non
fu affatto contento di quell'idea, ma lei insistette: Per un haitiano, sapere
che cosa accade ad Haiti  di vitale importanza. Comunque, non temere,
ci sposeremo come previsto alla fine di giugno.
Tessa la sapeva lunga sui due Duvalier che avevano fatto uccidere tante
brave persone, e ricordava che suo padre aveva definito i loro orrendi
Tontons Macoutes i nazisti del nuovo mondo, forse peggiori di quelli tedeschi,
perch ammazzano e storpiano i loro stessi concittadini, non gi
quelli di una cosiddetta razza aliena. Molte volte Hyacinthe Vaval aveva
ripetuto in famiglia: Se lo schiavo Vavak non avesse avuto il coraggio di
fuggire da St. John, oggi nessuno di noi sarebbe vivo, e se noi non avessimo
tagliato la corda da Haiti a suo tempo, saremmo tutti morti.
Sicch, Tessa vedeva in Haiti non solo una romantica nazione insulare
che da bambina aveva amato per i suoi colori, la musica e la gente cordiale
e allegra, ma anche un terribile carcere dal quale soltanto i pi fortunati
erano riusciti a evadere, e considerava invece il Canada uno dei
paesi pi accoglienti della terra; negli Stati Uniti vedeva il grande benefattore
da cui aveva avuto, poco meno che gratis, il diploma liceale prima
e poi la laurea, ed era pertanto nello stato d'animo adatto a giudicare
senza paraocchi la sua terra natale.
Quello che Tessa vide la sgoment: la rivoluzione del 1986, che aveva
rovesciato Baby Doc Duvalier e i ladri e assassini che lo circondavano,
non aveva aperto la strada a nuovi leader capaci e onesti come suo padre,
e il disorientamento e la confusione regnavano sovrani.
Quando parlava con giovani, e spiegava chi era, trovava speranza ed
entusiasmo: Oh, Thrse, tuo padre dovrebbe proprio tornare e diventare
il nostro presidente. Abbiamo bisogno della sua guida e del suo coraggio.
Non c'era invece traccia di speranza nelle parole sussurrate da persone
pi anziane e pi sagge: Se pu restare negli Stati Uniti, Thrse, raccomanda
a tuo padre di non tornare ad Haiti. Nessuno pu redimere questo
paese.
I poveri sull'isola vivevano ancora come animali, in alloggi miserabili,
con scarso cibo, vestiti di stracci. Nelle case generalmente mancava l'elettricit;
l'acqua era erogata da pompe a mano, e la dimora che un tempo
aveva assicurato confortevoli agi ai Vaval adesso ospitava cinque diverse
famiglie che campavano come conigli in una stia sovraffollata.
Tutt'attorno, povert e disperazione a caratterizzare un paese che un tempo era
stato uno dei pi ricchi del mondo.
Poi, inevitabilmente, Tessa pose a se stessa la domanda che aveva dentro
prima ancora di cominciare il viaggio nei Caraibi: Haiti era stata una
repubblica indipendente, governata solo da neri fin dal 1804, e se era riuscita
a fare cos poco per la sua gente, che conclusione si poteva trarre
circa la capacit dei neri di governarsi?
Che cosa c' di sbagliato nel mio paese? si chiese Tessa.
Eppure, le cose sarebbero potute andare in tutt'altro modo. Se, per
esempio, nel 1920 ci fossero stati tre giovani come lei a frequentare un
buon collegio di gesuiti nel New England, imparando a pensare e ad
agire, e altri tre iscritti a un college liberal di New York, si sarebbero formati
tutt'altra mentalit e poi, tornati ad Haiti, avrebbero potuto mettere
il loro talento al servizio del paese, persuadendo per esempio gli Stati
Uniti e il Canada a investire milioni di dollari nell'economia dell'isola; la
Francia non avrebbe mancato di dare a sua volta aiuto, non fosse che per
orgoglio nazionale, dal momento che gli isolani parlavano il francese, e la
Russia non si sarebbe lasciata sfuggire l'occasione di dimostrare di essere
in grado di far meglio di altri paesi.
Nei giorni che seguirono la sua triste visita alla vecchia casa di famiglia,
incontr a Port-au-Prince parecchi personaggi che si rammentavano di
suo padre e che erano ben contenti di apprendere che Tessa avrebbe insegnato
a Wellesley. Non disse loro del suo prossimo matrimonio con un
bianco del New Hampshire: i suoi concittadini si sarebbero resi conto che
ci sarebbero stati conflitti e difficolt. Le dissero che la situazione politica
era tale da persuaderli che la strada seguita negli ultimi duecento anni
ben difficilmente sarebbe stata abbandonata: Un piccolo dittatore dietro
l'altro, un generale con un po' pi di trecce e meno cervello del suo predecessore.
Tessa and a fare un giro per i monti dove il suo antenato, il generale
Vaval, aveva cos abilmente tenuto testa agli invasori napoleonici. Monti
e valli erano nudi, ogni albero era stato abbattuto per farne carbone da legna,
e sui pendii spogli e polverosi non cresceva pi nulla; le piogge torrenziali
asportavano fino all'ultima traccia di humus. Tessa esclam: Ma
state creando un deserto! I suoi accompagnatori le risposero: Ti sbagli,
il deserto  gi stato creato, e le piogge e i venti tipici dell'isola rendono il
disastro ormai irrimediabile.
TESSA AVEVA CON S L'INDIRIZZO di uno zio che era rimasto sull'isola;
un autobus spaventosamente affollato la port ben pi a nord di Saint-
Marc, la cittadina portuale dove il battaglione polacco di Napoleone
aveva massacrato i superstiti di un reggimento di neri; se Tessa era rimasta
sgomenta dalle condizioni di vita nei villaggi a nord della capitale, rimase
senza parole quando vide come campavano i suoi parenti. Mancavano
tutti i servizi di una vera citt, e persino quegli svaghi che rendono
sopportabile anche un'esistenza di povert: al pari di tanti altri haitiani, i
suoi zii abitavano in una baracca con il pavimento di terra battuta, due
letti senza materasso, due sedie malandate, una tavola tarlata, alle pareti
qualche chiodo per appendere gli indumenti. Quei discendenti di generali
e presidenti che avevano servito cos bene Haiti, erano adesso ridotti
suppergi al livello del loro antenato Vavak quando, due secoli e mezzo
prima, era stato schiavo nell'isola danese di St. John.
Di fronte a tanta miseria, obbedendo a un improvviso impulso apr la
borsa e obblig i parenti ad accettare il denaro che aveva messo da parte
per l'acquisto di libri. Quelli vollero sapere come mai avesse tanti soldi, e
Tessa spieg che in Canada tutti avevano un lavoro e che lei, dopo aver
lavorato per due anni con i Peace Corps in vari paesi africani, non ne
aveva mai visto uno altrettanto povero di Haiti.
Suo zio rest tanto commosso, che da un malandato scaffale prese un
grosso libro stampato in Francia, un bel volume a colori. Ciascuno di noi
ha dovuto comprarne sei copie, e costano molto care, spieg. Tessa lo
sfogli e vide una fotografia di Papa Doc, con la didascalia che diceva:
L'amato capo della nazione presenta la vera immagine di Haiti: la dignit,
l'orgoglio, la saggezza del pensatore, la forza del conquistatore.
Ma a darle la nausea fu un'altra fotografia: quindici bei giovanotti neri, in
impeccabili uniformi azzurre, e sotto l'insultante didascalia: Gli amati
Tontons Macoutes che volontariamente si assumono il compito di difendere
la libert di cui godiamo.
Tessa espresse la sua indignazione. Lo zio chiese: Che cosa possiamo
fare? Tessa aveva un unico suggerimento da dare: Salite su un battello,
un qualsiasi battello, come ha fatto tuo fratello, e andatevene via.
Troppo tardi, rispose lo zio. Tessa scoppi in lacrime perch sapeva
che il vecchio aveva ragione. Troppo tardi, per quella famiglia.
Per gli haitiani pi giovani c'era ancora qualche prospettiva, ed essi
erano prontissimi a cogliere l'occasione. Un giorno, in una baia vide un
battello cos piccolo che le sembr adatto a un lago, non certo alla navigazione
oceanica; ma quando ripass di l al tramonto, vide una quarantina
di negri salire su quel fragile scafo e far rotta verso il mare aperto; allora
Tessa preg in cuor suo: Mio Dio, fa' che incontrino una nave canadese
che li tragga in salvo! In quel momento cess di essere un'intellettuale
 la page di Cambridge, che a colazione beveva acqua minerale Perrier
e ascoltava Vivaldi, e torn a essere una nera di Haiti, disposta a lottare
con le unghie e con i denti per la propria sopravvivenza.
Giunse per caso in un villaggio ancora pi piccolo, Du Mort, isolato
tra i monti, e l si sent dire che una zombie morta da undici anni era tornata
in vita.
La parola zombie la irrit: sia a Qubec sia a Boston amici animati
dalle migliori intenzioni del mondo, quando sapevano che era originaria
di Haiti l'avevano assalita con mille domande sugli zombie quasi fossero
la principale caratteristica della sua patria.
A costoro rispondeva in tutta sincerit: Durante tutta la mia infanzia
ho udito raccontare storie sugli zombie, e ne ero terrorizzata. Uno zombie,
ci dicevano, era una persona morta riportata in vita e in seguito usata
per sempre come schiavo. A chi le chiedeva se era a conoscenza di casi
concreti, comprovati, era sempre tentata di rispondere: Macch. Voialtri
avete mai visto uno dei giganti o degli elfi di cui si racconta nelle vostre
fiabe? Ma rinunciava a farlo perch un suo zio, Ren, pi tardi ucciso dai
Tontons Macoutes, da bambino aveva visto uno zombie, morto da molti
giorni, che, riportato in vita, serviva come schiavo di una ricca famiglia.
Ma, come sempre, erano miracoli che accadevano in un altro villaggio
pi lontano.
Du Mort consisteva di una trentina di baracche con il pavimento di
terra battuta, raccolte attorno a una piazza, un lato della quale era un vivace
mercato con banchetti di venditori di carne e pesce, legumi, frutta,
merletti e recipienti di argilla. Accanto alla pompa dell'acqua era accoccolata
una giovane nera, non doveva avere pi di ventisette o ventotto
anni, piuttosto bella e dall'espressione serena - a parte il fatto che pareva
priva di vita: occhi che sembravano non riconoscere le cose attorno a lei,
non rispondeva alle domande, e se qualcuno le si avvicinava si ritraeva
terrorizzata. Se si poteva definire un essere umano morto vivente, era il
caso di quella poveretta.
Thrse, incuriosita e impietosita, chiese chi fosse la giovane donna e si
sent rispondere: Si chiama Lalique Hbert. La lapide della sua tomba 
alla periferia del villaggio, laggi.
Tessa fu accompagnata da alcuni abitanti al primitivo cimitero dove su
una lapide cadente di cemento, si riusciva ancora a leggere: LALIQUE HBERT,
1961-1978.
Tessa chiese se fosse proprio la tomba della ragazza che aveva visto
sulla piazza, e uno dei suoi accompagnatori esclam: Ma certo, conosco
sua sorella. Un altro afferm: Io conosco i suoi genitori. Tessa chiese
se qualcuno di loro avesse partecipato ai funerali di Lalique e le fu indicato
un uomo sulla cinquantina che aveva aiutato a portare la cassa.
Tessa domand: Avete visto il cadavere? Risposero in coro: Tutti lo
abbiamo visto. Un gruppo di donne si fece avanti a confermare che avevano
visto la ragazza Lalique Hbert nella cassa da morto, in casa sua, e
poi avevano dato una mano per portarla alla tomba. Eravate proprio sicuri
che fosse morta? S. Il medico ha firmato il certificato.
Un rapido esame del registro della chiesa rivel a Tessa che nel giugno
1978 la diciassettenne Lalique Hbert, figlia di Jules e di Marie Hbert,
parrocchiani, era stata seppellita dopo che il suo decesso era stato confermato
da un certo dottor Malrie due giorni prima. Questi per era morto
tre anni prima.
Tessa torn sulla piazza dove Lalique era sempre accovacciata accanto
alla fontana. Salve, Lalique. Nessuna risposta. Lalique, guardami...
Voglio aiutarti. La ragazza non alz neppure gli occhi. Allora Tessa ebbe
un'idea geniale: Lalique, ti ricordi di quand'eri morta, nella bara?
Lentissimamente, la poveretta lev il bel volto placido, nero come l'ebano,
a guardare chi la interrogava, e dapprima gli occhi le si riempirono
di terrore, ma come s'avvide che la donna accanto a lei era assai pi giovane
e priva della brutalit di quella che era stata a lungo la sua padrona,
il terrore se ne and e Lalique rispose: Molto tempo in tomba, uomini
venire, io alzata. Poi ripiomb nell'atteggiamento abulico di prima.
Tessa cerc qualcuno a cui chiedere informazioni; s'avvicinarono due
donne alle quali domand: Che cosa intendete fare con questa disgraziata?
Quelle risposero: Niente;  morta,  risuscitata e adesso vive.
Le spiegarono che forse era tornata per vendicarsi, e che forse qualcuno
del villaggio se la sarebbe vista brutta. Aggiunsero che non si sapeva
mai dove andasse. Gli zombie vagano qua e l. Non hanno bisogno
di mangiare, non dormono e non pensano. Signorina, non sono come te e
me.
Siccome la zombie continuava a ignorarla, a Tessa non rest che tornare
al suo tass e ripartire, ma quando fu nei pressi del villaggio natale ripens
ai tristi giorni che aveva trascorso a Qubec al suo arrivo in quella
citt fredda e apparentemente ostile, e ordin al tassista di tornare a Du
Mort. Lalique non si era mossa dalla pompa e Tessa corse da lei, la prese
per le mani, la tir in piedi e la condusse verso il tass: Andiamo a casa,
Lalique! Durante tutto il tragitto abbracci la giovane donna spaventata
e le cant una ninnananna per calmarla. E per la prima volta in molti
anni, Lalique Hbert, la zombie comprovatamente tale, si strinse a un altro
essere umano e si addorment.
TESSA IL MATTINO DOPO, di buon'ora, fu chiamata al posto telefonico
pubblico, e una voce di uomo chiese con tono di evidente interesse: Lei
 la giovane donna di Harvard?  vero che  andata al villaggio di Du
Mort e ha portato a casa sua una donna nota come una zombie? L'uomo
spieg di essere il dottor Briant di Saint-Marc, studioso specialista del fenomeno
degli zombie. Lavoro per il governo e devo vedere subito la sua
Lalique.
Poco dopo, il dottor Briant arriv: era un medico di pelle scura sulla
cinquantina, laureatosi a Washington; chiese a Tessa perch avesse sentito
la necessit di portar via Lalique dal suo villaggio e se la zombie fosse
in grado di comunicare con altre persone.
No. Penso che sia semplicemente imbecille.
Non lo credo, replic Briant. Lo dicono di tutti questi disgraziati.
Tessa lo port da Lalique che, per la prima volta da molti anni, dormiva
in un letto, e il dottore chiese alla zombie con tono gentile e rassicurante:
Lalique, sono tuo amico. Ti piacerebbe un po' di sale? Per un istante, la
zombie parve rianimarsi, e quando il medico cav di tasca un barattolo di
sale e se ne vers un po' sul palmo, Lalique si chin sulla mano e lecc il
sale come un cane. Il medico spieg che una orribile costumanza popolare
voleva che, se gli zombie venivano privati del sale, restavano ipnotizzati.
Ne offr dell'altro a Lalique che inghiott avidamente la preziosa sostanza
che per tanto tempo le era stata negata.
Chi era a tenerla prigioniera? chiese Tessa.
Non riusciremo mai a saperlo. Non sapremo mai chi l'abbia messa in
queste condizioni e seppellita viva. Chiese a Tessa se ne avesse vista la
tomba, e disse che dovevano andarci immediatamente, fotografandola, e
fotografando anche il becchino, posto che si riuscisse a trovarlo, e altri testimoni.
Le due donne presero posto sulla vecchia auto scassata del dottor
Briant e con lui tornarono a Du Mort. L il medico, che era armato di
macchina fotografica, ordin che gli portassero il becchino e il registro
della chiesa per poterlo fotografare alla luce del sole. Voglio che tutti
coloro che hanno conosciuto questa giovane donna undici anni fa si radunino.
Signorina Vaval, lei ne scriva i nomi, per piacere.
Di l a un'ora, il dottor Briant disponeva di istantanee di ogni testimone
e di un racconto visivo e orale della zombificazione avvenuta nel
1978 della diciassettenne Lalique Hbert. Risult che questa era la seconda
di tre figlie: una ragazza decisa che voleva andarsene da Du Mort
per trasferirsi a Port-au-Prince e impiegarvisi come segretaria. Aveva ingelosito
la sorella maggiore e fatto arrabbiare la madre nel corso di una
lite per un giovanotto e, secondo una delle vecchie presenti, a ucciderla
erano state proprio la madre e la sorella.
Il dottor Briant non si mostr sorpreso: Suppongo che abbiano pagato,
per ammazzarla, un voodoo bocor. Due donne lo confermarono:
Proprio cos. Non era uno di questo villaggio, ma la sua magia era potente.
Il becchino, sopraggiunto nel frattempo, era un vecchio che ricordava
molto bene di aver seppellito la bella ragazza; e avrebbe voluto aggiungere
ben altro, perch il ritorno di uno zombie nella comunit dov'era
stato ucciso e sepolto era un evento sensazionale, ma il dottor Briant tagli
corto: Sicch, per questa ragazza lei ha scavato una fossa assai poco
profonda, diciamo una cinquantina di centimetri?
S, come fa a saperlo?
Mi dica, ha mai prima scavato fosse cos poco profonde?
Una volta, per un uomo che non piaceva a nessuno.
Che cosa  successo?
 diventato anche lui uno zombie.
Il dottor Briant si rivolse a Lalique che stava immobile, inespressiva,
accanto alla sua tomba, e le disse: E la tua, Lalique. Riesci a leggere il
tuo nome mentre io ti indico le lettere? Tessa volse il viso di Lalique
verso la tomba, ma la ragazza oppose resistenza. Poi, con uno scatto cos
improvviso da lasciare sbalorditi il dottor Briant e Tessa, strinse questa in
un appassionato abbraccio e grid con voce alta e lamentosa: Lalique,
Lalique!
Il viaggio di ritorno le due donne lo fecero sul sedile posteriore e,
come il giorno prima, la tremante zombie richiamata dalla morte si aggrapp
a Tessa e si addorment di colpo.
IL DOTTOR BRIANT RIMASE altri due giorni in casa dei Vaval, cercando di
riportare la zombie alla realt, ma le sue parole rassicuranti avevano assai
minore effetto del sale. Durante quei due giorni, rifer a Tessa tutto
quello che sapeva sugli zombie di Haiti: Sono una realt. La sua Lalique
 stata uccisa. Per meglio dire, era clinicamente morta;  stata seppellita,
e la seconda notte  stata tolta dalla tomba e riportata in vita. Poi la madre
e la sorella l'hanno venduta, ne sono certo, a qualcuno che l'ha tenuta
in stato di zombie, servendosene come di una schiava. In qualche modo 
fuggita e guidata all'istinto  tornata nel suo villaggio natio. E se lei non
l'avesse portata con s, a quest'ora sarebbe morta. Uccisa una seconda
volta, e questa sul serio.
Continu dicendo che era tutto vero e verificabile, che quello era il
quarto caso incontrovertibile che gli capitava e che mai prima aveva
avuto fotografie cos belle. Thrse gli chiese come si spiegava una cosa
simile e lui le propose di fare una passeggiata per una strada di campagna.
Ci che ho da dirle sembrer pi plausibile con gli alberi e con gli antichi
campi attorno a noi.
Ad Haiti c'erano sempre stati, raccont, i negromanti o sacerdoti o santoni
indigeni, quelli che gli scienziati chiamano sciamani e gli
haitiani bocor. Esistevano in molte societ primitive, ma pareva che ad Haiti fossero
dotati di speciali poteri. Da vecchi esperti che avevano praticato l'arte in
Africa, conoscevano l'uso di segreti e potenti veleni e droghe che, combinati
nella giusta misura, erano in grado di provocare, negli esseri umani
presi di mira, uno stato di sospensione delle funzioni vitali. Tessa gli
chiese di quali sostanze si trattasse e il medico rispose: So che usano la
polvere ottenuta dal corpo seccato di una rana della famiglia
dei bufonidi. E i nostri bocor fanno ricorso anche a quel
pesce che si chiama diodonte.
Forse lei ne ha sentito parlare: in Giappone lo chiamano fugu.
Mi risulta poi, ma non ho mai potuto verificarlo, mentre ho
fatto esaminare
le altre sostanze, che i bocor si servono anche di un cocomero dall'effetto
letale, di un peperoncino che viene dall'Orinoco e di un particolare serpente
che vive nelle giungle dell'Amazzonia. Continu dicendo che il
bocor sapeva somministrare il giusto quantitativo per mettere la sua vittima
in uno stato di morte apparente. Il presunto cadavere veniva poi
seppellito secondo tutte le regole, e due giorni dopo, nottetempo, il bocor
lo tirava fuori dalla tomba, non gli dava pi sale, e aveva a sua disposizione
uno zombie. Dal portafoglio cav le fotografie di tre zombie viventi
che erano stati dichiarati morti, sepolti e riesumati. I tre vivevano
con lui a Saint-Marc, e il governo pagava le spese del loro mantenimento.
Anche Lalique doveva andare con lui: il governo lo esigeva.
Tessa gli chiese come si diventava bocor, e il medico: Come un vescovo
nella chiesa cattolica, che pu affermarsi erede diretto di Ges Cristo,
il bocor  un discendente, anch'egli in linea diretta, di qualche medico
indigeno africano.  molto abile nel preparare le sue pozioni: troppa
polvere magica, e l'individuo preso di mira muore. Troppo poca e l'individuo
non entra nello stato voluto, si sveglia troppo presto o muore soffocato
nella tomba.
Quel pomeriggio, la giovane donna apatica, che per diciassette anni era
stata una ragazza normale, per due giorni un cadavere e per undici anni
una zombie, e che adesso sarebbe forse tornata alla normalit, part con il
medico, il quale salendo sull'auto con Lalique disse: Il sale far miracoli,
ma occorreranno anche vitamine e contatti con altre persone. Una vita
umana che rinasce.
Quindi part, lasciando una Tessa Vaval in preda a mille interrogativi.
Haiti era un'isola impossibile da comprendere standone lontano, e certamente
non da parte di studenti di Harvard. Si rendeva conto che anche
una ragazza nata sull'isola perdeva la propria capacit di capirla per via
intuitiva se si trasferiva in un paese straniero. Buon Dio, concluse, di
quest'isola io non so niente. Ho mentito con me stessa e con altri su
Haiti, e la mia ignoranza mi spaventa. Si chiese se non sarebbe stato meglio
per lei venire a vivere nella sua terra natia, tentando di migliorarne le
condizioni, indagando i misteri locali e forse, in futuro, scrivere di Haiti e
di come le generazioni dei suoi antenati l'avevano vissuta.
L'idea fin per ossessionarla al punto che and a cercare il dottor
Briant e i tre zombie che vivevano con lui, e gli disse che provava la terribile
tentazione di rinunciare a tutto, all'incarico a Wellesley, al matrimonio
con il fidanzato bianco. La mia vita  qui, nella Haiti dei miei padri.
Poi, tremante, domand: Potrei trovare qui un impiego, per lavorare
con lei attorno a questo e altri problemi?
Aveva la fortuna di essere incappata nell'uomo che, ad Haiti, era forse
pi di ogni altro qualificato a esporle la situazione in cui sarebbe venuta a
trovarsi. Circa alla sua et, disse il dottor Briant, mi sono trovato di
fronte agli stessi dilemmi. Avevo studiato e mi ero laureato negli Stati
Uniti, e ho rinunciato alla carriera in America perch mi sentivo calamitato
da Haiti. Avrei voluto salvare il mondo e la mia intenzione era di
aprire un modesto ambulatorio a Port-au-Prince. Ma Duvalier da quell'orecchio
non ci sentiva. I suoi scagnozzi controllavano l'attivit dei sanitari
a ogni livello, e non volevano che si diffondessero nuove idee. Io per sapevo
che Haiti aveva bisogno di quel che potevo offrire e cos ho preso
questa fatale decisione. Una pausa, una risatina amara. Quindi chiese:
Dottoressa Vaval, non credo che lei sia mai stata interrogata dai Tontons
Macoutes, vero? Non le  mai capitato che le devastassero l'ambulatorio,
immagino, e lei non  stata lasciata in un angolo, coperta di sangue, mentre
le schede del suo archivio venivano fatte a pezzi e gettate?
Ma come fa a sopravvivere? chiese Tessa, che si era resa conto che il
dottor Briant era un uomo eccezionale.
Tiro avanti alla meno peggio. Ho il mio ambulatorio, per piccolo che
sia. Scrivo articoli, e il New England Medical Journal sta per pubblicarne
uno sulle malattie tropicali. Continuo a prendere appunti sugli zombie, e
forse tra vent'anni, quando i Tontons non se ne cureranno pi, pubblicher
le mie osservazioni, probabilmente in Germania. Con la tranquillit
di un cinquantenne che ormai si era visto sfuggire la vita, concluse:
Per cui, signorina professoressa dei Caraibi, la prego, se ne vada a Cap-
Haltien e si imbarchi sulla sua nave... Poi la voce gli si spezz e, guardandola
fissa, le grid in faccia: E se ne vada fuori dai piedi da Haiti!
I CENTOTRENTASETTE STUDENTI DI COLLEGE che si erano iscritti al seminario
Crociera e cultura in Paradiso, diretto dalla dottoressa Vaval,
si erano radunati due settimane prima all'universit di Miami, ricevendovi
le prime istruzioni da tre giovani e capaci assistenti che li avevano
messi al corrente della situazione nei Caraibi e mostrato loro mappe della
zona.
Quando si trov tra loro - due terzi bianchi, un terzo neri, con rappresentanti
di sei nazioni - Tessa prov quella sensazione rassicurante che i
buoni insegnanti avevano ogni settembre quando per la prima volta incontravano
i giovani ai quali avrebbero impartito i loro insegnamenti durante
l'anno successivo: sembravano cos intelligenti! Cos ansiosi di sapere.
Questo giovanotto avrebbe potuto diventare editorialista di un
grande quotidiano, quella ragazza un medico in un grande centro sanitario,
quell'altro un chirurgo a Chicago; Thrse promise a se stessa: se in
loro trover buon combustibile, io accender la fiamma.
Tessa aveva fatto arrivare alcuni fuoristrada con cui recarsi all'interno
dell'isola per visitare quella incredibile fortezza montana costruita da uno
dei generali neri di Toussaint L'Ouverture con i quali aveva spesso combattuto
il suo antenato Csar Vaval: Henri Christophe, un uomo pieno di
ardore, privo di istruzione e che non aveva al suo servizio nessun architetto,
all'inizio dell'Ottocento aveva creato un vero e proprio capolavoro.
La fece sorridere la constatazione che per anni i contadini del luogo
erano riusciti a impedire a tutti i successivi governi di aprire una strada
che arrivasse alla cima: chi voleva vedere la magica fortezza di Christophe
doveva mettersi in groppa a un asino, apprestandosi a quella ardua salita
che i loro antenati avevano affrontato fin dal 1820. Tessa disse ai suoi allievi
che si trattava con ogni probabilit del pi imponente edificio eretto
da un nero senza aiuto di bianchi. Poi si allontan dagli studenti e rimase
sola al parapetto, a contemplare da lass il mistero verde di quell'angolo
ancora intatto di Haiti; avvert un profondo sentimento di identificazione
con quella terra, e le parve di sentire ancora le voci degli haitiani che
aveva incontrato durante la sua visita e che la chiamavano con il suo vero
nome, Thrse.
Tornata dai suoi studenti, disse, vincendo un lieve imbarazzo: Voi mi
chiamate dottoressa Tessa, ma il mio vero nome  Thrse... pi musicale
e femminile, non vi sembra? I suoi studenti allora approvarono calorosamente
quel suo nuovo battesimo.
QUANDO LA RINATA THRSE torn a Cap-Haitien assistette a un'altra,
straziante tragedia: era giunto un guardiacoste della marina statunitense a
bordo del quale si trovavano trentadue dei circa quaranta fuggiaschi che
Thrse aveva visto partire da Saint-Marc. I marinai americani li stavano
consegnando alle autorit locali. Come Thrse aveva previsto,
il malandato battello aveva percorso solo poche miglia verso nord quando aveva
cominciato ad affondare; Thrse and tra i superstiti, a sentirli raccontare
la loro triste vicenda. Dicevano che erano troppi a bordo dell'imbarcazione,
che questa non sarebbe mai dovuta salpare dal porto di Saint-
Marc e che tutti sarebbero periti se gli americani non li avessero salvati.
Ma Thrse si chiese se la parola salvati fosse appropriata, perch
quei poveri diavoli erano tornati al luogo da cui avevano tentato di fuggire
e, cosa ben peggiore, i loro nomi erano sugli elenchi dei fuggiaschi
da Haiti, compilati dalla polizia. Li lasci sul molo, sentendosi stringere il
cuore, senza immaginarsi quale umiliazione le sarebbe ben presto toccata.
Quando giunse il momento di imbarcarsi sulla Galante, constat che
l'equipaggio svedese non aveva portato la nave a Port-Ha'ftien, un piccolo,
fragoroso e disordinato porto di neri, ma in una piccola insenatura a
qualche chilometro pi a est, dove la compagnia di navigazione aveva affittato
un'ampia zona di splendida bellezza tropicale - basse montagne,
vaste spiagge candide - e ne aveva fatto un'enclave isolata in un recinto
che correva per miglia e miglia. In quello spazio vietato alla popolazione
indigena di Haiti, gli svedesi avevano costruito un villaggio turistico che
ben meritava il suo nome, Le Paradis. Oltre un centinaio di dipendenti
mantenevano immacolate le spiagge, giardini ben curati traboccavano di
fiori dei Caraibi; i turisti venivano alloggiati in capanni con il tetto di paglia,
non mancavano campi da tennis e c'era persino un campo di golf a
nove buche. A completare quell'eden, un corso d'acqua limpidissima percorreva
l'enclave sfociando nell'Atlantico.
Circa cinquecento anni prima le tre caravelle di Colombo avevano gettato
le ancore al largo di quella baia per rifornirsi d'acqua prima di iniziare
il lungo viaggio di ritorno in Spagna, e i marinai avevano dichiarato
che il luogo era un vero paradiso, con tutta l'acqua e i frutti di cui avevamo
bisogno. Era tuttora cos, concluse Thrse quando fin di esplorare
il luogo, che tuttavia la sgomentava e indignava, come disse ai suoi
studenti: Perfetto, a parte il fatto che bianchi vengono qui da Cleveland
e da Phoenix, si godono i Tropici, vedono le bellezze di Haiti ed evitano
accuratamente di avere contatti con i neri che costituiscono la maggioranza
della popolazione dei Caraibi. Poi continu con tono amaro: Era
forse questo che cercavano i classici navigatori della storia? Intendo riferirmi
a quegli animi intrepidi che partivano da Parigi, da Londra, da citt
tedesche, per esplorare paesi stranieri e popoli altrettanto stranieri. Non
credo proprio. Questo insieme di campi da tennis, boutique e buche da
golf non si distingue da nessun altro centro turistico bianco del mondo.
Pi tardi, quando gli ufficiali della Galante vennero a sapere di quei
suoi sfoghi, uno di loro chiese di parlare con gli studenti e disse: Ogni
critica formulata dalla dottoressa Vaval  precisa e ben azzeccata. La
nostra compagnia avrebbe risparmiato tempo e denaro se si fosse potuto
continuare la crociera come previsto con la visita a Port-au-Prince, citt
davvero interessante. Grandi ricordi storici, squisito cibo e gente simpatica.
Allora, perch ce ne siamo andati cos presto? chiese uno studente.
L'ufficiale rispose: Per una serie di ragioni impellenti, e vi prego di
prendere in considerazione soprattutto l'ultima. Tanto per cominciare, in
citt il crimine  cos diffuso da mettere in pericolo le vite dei nostri passeggeri.
In secondo luogo, l'economia  in uno stato talmente disastroso,
che folle di mendicanti assediano chiunque scenda a terra, soprattutto le
turiste. In terzo luogo, il divario tra il benessere dei nostri passeggeri e
l'incredibile povert degli haitiani rendeva questi invidiosi e decisamente
ostili. Infine, il rilievo dato in questi ultimi anni all'AIDS, che notoriamente
 diffuso ad Haiti, ha spaventato i nostri passeggeri che hanno voluto
ripartire al pi presto, e ci hanno detto senza mezzi termini: Se insistete
a visitare Port-au-Prince, noi non verremo con voi. Ci siamo allora
resi conto che non avevamo modo di opporci.
Continu spiegando che se loro, gli svedesi, non avessero costruito Le
Paradis e non lo avessero difeso dalle calamit di Port-au-Prince, Haiti
avrebbe perduto i dollari portati dai turisti. Le nostre navi sono il veicolo
di un continuo afflusso di valuta pregiata in questa repubblica nera,
ma possiamo farlo solo a patto di mantenere quell'invalicabile recinto che
la dottoressa Vaval giustamente depreca. Fece una pausa, guard fisso
Thrse, e aggiunse: Cari ragazzi, dovete guardare il mondo cos com'.
Haiti  di fronte a una scelta: nessuna barriera, e niente dollari, oppure
una barriera che non fa molto male, ma che assicura l'arrivo di molto denaro.
Il compito della dottoressa Vaval  di proiettare l'immagine di un
mondo in cui non esistano barriere, e siamo certi che sappia farlo molto
bene. Il nostro compito  di utilizzare queste barriere come dobbiamo
fare, in pari tempo compiendo continui sforzi per sbarazzarcene. Al Paradis
stiamo facendo proprio questo. Ma, andatosene l'ufficiale, Thrse
disse ai suoi studenti: Quella barriera  abominevole perch impedisce ai
ricchi di rendersi conto dei problemi dei poveri e, credetemi, ovunque
questo accade, in qualsiasi parte del mondo,  fonte di guai.
Quella sera, mentre nella sua cabina si sforzava di dimenticare l'ignominia
di essere parte di una nazione nera che neppure viaggiatori esperti
se la sentivano di esplorare, ricevette la visita di alcuni studenti i quali le
dissero che un gruppo di loro si era raccolto a poppa per discutere; Thrse,
desiderosa di sottrarsi alle sue tetre meditazioni, ve li accompagn.
Uno degli altri istruttori era impegnato nel tentativo di dare agli studenti
un'immagine equilibrata dei Caraibi. Argomento, la musica. L'istruttore
istituiva un confronto tra le isole Hawaii e i Caraibi, facendo notare le somiglianze
ma anche le notevoli differenze, in primo luogo il fatto che i
Caraibi mancavano di musiche che durassero nel tempo e capaci di imporsi
al pubblico, a parte forse qualche calypso. Segu un'accesa discussione;
alcuni studenti difendevano a spada tratta il reggae rastafariano
della Giamaica e altri citavano certi merengue e zouks delle isole francesi;
ma, prima che cominciasse il solito concerto serale, gli studenti dovettero
convenire che il loro istruttore aveva almeno in parte ragione: mentre
erano in grado di ricordare una decina di arie hawaiane, ben pochi di loro
riuscivano a ricordare poche note di musica dei Caraibi.
Poi, pur dovendo a sua volta dare ragione all'istruttore, Thrse rest
profondamente commossa da alcuni canti dei Caraibi intonati sul palcoscenico
da una giovane, snella soprano di colore e da un altissimo baritono
vestito di nero e con in testa un ottocentesco cilindro, il quale con
voce tonante aveva annunciato: Vi offriamo canzoni delle isole... di tutte
le isole: lei, una ragazza dei Caraibi e io, un missionario americano di
Boston.
Ad accompagnarli era un'orchestrina di sei elementi che usavano fusti
di benzina come percussioni. Il baritono cant L'inno di battaglia della repubblica
e la soprano Uccello giallo, e Thrse ebbe l'impressione che il
tonante baritono fosse il giudice Adolphus Krey, che forse sarebbe diventato
suo suocero, e la cantante nera lei stessa.
La sua mente era piena di immagini tormentose che non riusciva a
esorcizzare: Lalique tornata dal regno dei morti, Henri Christophe che
costruiva quella grandiosa fortezza anzich strade o scuole, il ritratto di
Papa Doc con quella sua faccia lasciva, e soprattutto l'espressione che si
era dipinta sul volto di suo zio quando le aveva detto che per lui era ormai
troppo tardi per evadere dal carcere della povert. Partendo da Boston,
si era aspettata una Haiti simile a un paradiso in terra, e invece
aveva trovato un luogo che le straziava il cuore. Tornata nella sua cabina,
tent di scrivere a Dennis Krey, come aveva gi provato a fare in precedenza,
ma ancora una volta non le riusc. Due settimane di permanenza
nelle tenebre di Haiti avevano fatto di lei una donna completamente diversa:
impossibile spiegarlo a Dennis in un paio di pagine.
QUANDO LA GALANTE GETT LE ANCORE nel porto di San Juan, la capitale
di Portorico, videro arrivare una pilotina che accost allo scalandrone;
a scenderne fu un giovanotto del Dipartimento di stato americano
con un abito di lino blu, accuratamente stirato, e un'elegante cravatta
rosso scuro. Insomma, il perfetto abbigliamento del giovane diplomatico.
C'era, tra gli studenti, chi era pronto a scommettere che fosse venuto per
controllare se c'era droga a bordo: poteva avercela portata qualcuno dei
cinesi che lavoravano nelle viscere della nave. Altri sostenevano che fosse
venuto a invitare il capitano a un t al palazzo del governo, e tutti restarono
sorpresi quando il giovane dall'aria compita cerc la
dottoressa Vaval e si present: John Swayling, membro della commissione celebrativa
del quinto centenario colombiano. L'aspettavamo con ansia, dottoressa
Vaval. Abbiamo urgente bisogno del suo aiuto.
Sulla pilotina, il signor Swayling le spieg: Si sono qui riuniti rappresentanti
di una quarantina di nazioni per programmare le cerimonie per il
quinto centenario della scoperta fatta dal navigatore genovese. C'erano,
prosegu, personalit spagnole, italiane, portoghesi, americane, senza
contare rappresentanti di Hispaniola, della Giamaica e di Portorico.
Sar un accanito confronto, comment Thrse, e approfitt dell'occasione
per chiedere al suo accompagnatore notizie sulla situazione politica
dell'isola. Il signor Swayling le spieg che c'era stato di recente un altro
plebiscito, l'ultimo di una lunga serie, e come tutti gli altri non aveva
portato a niente. Il quarantasei per cento si era dichiarato a favore della
continuazione dell'appartenenza al Commonwealth, il quarantaquattro
per cento a favore della trasformazione di Portorico nel cinquantunesimo
stato dell'Unione, e solo il sei per cento per la totale e immediata libert.
In tutto  solo il novantasei per cento. E il resto?
A chi vuole che importi? Nessuno si interessa di quel quattro per
cento dell'isola. Continu dicendole che quella era una stupenda citt e
che avrebbe voluto esservi destinato in permanenza.
Conosco il resto dei Caraibi piuttosto bene, replic Thrse. Che
cosa c' di meraviglioso in questo luogo?
Il retaggio spagnolo, i vecchi, grandiosi edifci. E le donne. Ne ho viste
parecchie che mi piacerebbe conoscere meglio.
Giovani donne di colore, magari?
Di tutti i colori pensabili. Perch me lo chiede?
Perch sono fidanzata con un giovane della sua et, bianco come lei, e
so che andremo incontro a molte difficolt se ci sposeremo.
Io sono fidanzato con una ragazza bianca e le assicuro che anche in
questo caso i problemi non mancano.
Sbarcati dalla pilotina, presero posto su un'automobile che li port
lungo un bel viale fiancheggiato da antichi, solidi edifici che risalivano al
XV e XVI secolo, quando la Spagna faceva affidamento sulle formidabili
mura della fortezza di El Morro, posta all'imboccatura del porto, per difendere
i galeoni che tornavano a Siviglia carichi dei tesori del Per e del
Messico. Hawkins e Drake hanno entrambi tentato di entrare nel porto
superando la fortezza, ma hanno fatto fiasco, comment Swayling. Mi
risulta che Hawkins sia morto nel tentativo e Drake pu darsi che ne abbia
riportato ferite mortali. Era un osso duro, El Morro.
Ha tutto un'aria cos spagnola! Davvero straordinaria, esclam Thrse.
Il giovanotto spieg: Lei ha toccato la sostanza del dilemma di quest'isola.
Come pu vedere, qui si cerca di cancellare tutti i segni dell'intervento
americano. Un tempo, l c'erano caserme americane, qui sorgeva
un grande edificio statunitense: le une e l'altro sono stati abbattuti per
sradicare il ricordo dell'influenza statunitense, ed enormi somme sono
state investite per ridare a questa citt un volto spagnolo. Il problema 
che, se la gente qui vuole essere completamente spagnola dal punto di vista
sentimentale, vuole per essere americana sotto il profilo economico.
Quindi, per spiegare la sua richiesta di aiuto disse: Noi speriamo, dottoressa
Vaval, che una studiosa brillante come lei sia in grado di rappresentarci
degnamente con i leader neri che senza dubbio saranno quelli che
faranno pi rumore.
Thrse volle saperne di pi. Swayling le spieg che si era verificato un
ridicolo contrattempo, purtroppo della massima importanza. Ma non riusc
a spiegarglielo, perch nel frattempo erano arrivati alla Casa Bianca, la
splendida dimora che a lungo era stata dei discendenti di Ponce de Leon,
l'uomo che aveva rappresentato il culmine dell'ibericit. L'edificio sorgeva
su una piccola altura da cui si godeva la vista della bella baia di El
Morro e delle principali costruzioni dell'era coloniale. Quando, nel 1898,
gli Stati Uniti si erano impadroniti dell'isola, avevano fatto della Casa
Bianca la residenza dei loro comandanti militari, ma dopo il 1967 ogni
traccia ne era stata cancellata, e la Casa Bianca era ridiventata una dimora
spagnola: un edificio stupefacente, con massicce mura candide, freschi patio,
pavimenti di mattonelle rosso scuro di varia forma; ma Thrse non
ebbe il tempo di godersi la bellezza del luogo perch, sebbene fossero
solo le sette di mattina, quattro rappresentanti della delegazione statunitense
erano ad aspettarla impazienti, per metterla al corrente della situazione.
Disse quello che sembrava l'uomo pi importante: Sarebbe divertente
se non fosse patetico. La Spagna e gli Stati Uniti sono pronti a mettere a
disposizione gran parte dei fondi per le celebrazioni colombiane, che dovranno
essere molto fastose. Purtroppo, la Spagna e gli Stati Uniti sono
come cane e gatto. La Spagna vorrebbe farne una celebrazione dei contributi
iberici al nuovo mondo.
Non vedo niente di male in questo.
Ma il Congresso che ha designato i membri della nostra delegazione...
Pensavo che voi ne foste i membri.
No, noi siamo semplicemente il gruppo logistico. I membri sono tornati
negli Stati Uniti con un diavolo per capello. Continu spiegando
che i congressisti italo-americani, numerosi e potenti nel parlamento statunitense,
erano riusciti a far nominare una delegazione formata al cento
per cento da elementi di origine italiana, tutti ben decisi a servirsi delle
celebrazioni colombiane per comprovare che era stata l'Italia a scoprire il
nuovo mondo e a impartirgli un decisivo impulso verso lo sviluppo civile.
Stando a loro, sulle tre caravelle di Colombo non ci sarebbe stato neppure
uno spagnolo.
Ma Colombo si riteneva italiano?
Non ha mai scritto una parola in italiano, a quanto ci risulti. Sempre e
solo in spagnolo.
Allora, che cosa  accaduto?
Che le altre nazioni non intendevano permettere che gli italo-americani
partecipassero alle sedute, allora la nostra delegazione se n' andata,
e con essa forse anche i fondi che il Congresso era disposto a stanziare,
ma i rappresentanti delle nazioni ispanofone hanno tirato un sospiro di
sollievo, dicendo: Meno male, non stravolgeremo la storia per far piacere
al Congresso americano.
Sicch, chiese Thrse, gli spagnoli l'hanno avuta vinta?
Non proprio, perch quando si sono accinti a prendere in mano la situazione
per farne una grande fiesta spagnola, per celebrare il fatto che la
regina Isabella... A questo punto fu interrotto da un consigliere della
missione, un noto studioso della Stanford University, il quale spieg che
il vero guaio era legato all'infelice termine scoperta. Paesi dell'America
centrale e meridionale, soprattutto Messico e Per, avevano inviato delegati
indios i quali proclamavano che nessuno aveva scoperto un bel
niente, che loro, gli indios, abitavano da un pezzo nel nuovo mondo e
che se la cavavano piuttosto bene anche senza gli europei. Colombo li
aveva semplicemente visitati, non certo scoperti, e da celebrare era
semmai un'importante visita.
Mi sembra un'argomentazione non del tutto infondata, comment
Thrse. Il capogruppo replic:  a questo punto che interviene lei. Perch,
dopo gli italo-americani e gli ispanofoni, gli indios, i neri delle isole
caribiche, a mio giudizio giustamente, hanno fatto notare che, da trecento
anni a questa parte, nei Caraibi a contare sono stati principalmente
i neri, facendo crescere la canna, estraendone lo zucchero, distillando il
rum, coltivando il tabacco e raccogliendo il cotone; quindi hanno proclamato:
Deve essere una celebrazione di quello che i neri d'Africa hanno
compiuto nelle isole trovate da Colombo. Siccome della nostra delegazione
non facevano parte persone di pelle nera capaci di farsi ascoltare da
loro, ci hanno semplicemente ignorati. Il suo compito consiste dunque
nel rappresentare gli Stati Uniti nella maniera pi efficace.
Thrse gli fece notare che i suoi antenati erano stati schiavi a St. John
e in seguito avevano avuto parte attiva nella lotta per la libert di Haiti.
Se fossi stata presente alle prime sedute, avrei senz'altro appoggiato i
leader neri.
Giusto. Il suo compito  fraternizzare, ascoltare, incoraggiare; soprattutto
faccia loro presente che negli Stati Uniti hanno un grande amico.
Speriamo che lei ci aiuti a venirne fuori nel migliore dei modi.
Thrse aveva l'impressione che sarebbe riuscita a fare ben poco, perch
i delegati delle isole dei Caraibi avevano troppe frecce al loro arco,
ma gli americani la rassicurarono: La sua presenza  importantissima. La
voce sta gi circolando e i delegati neri si rendono conto che abbiamo ritenuto
opportuno fare intervenire lei. A pranzo, Thrse si trov accanto
a uomini e donne intelligenti di Barbados, di Antigua, della Giamaica
e della Guadalupa, con i quali sentiva profondi legami culturali ed
etnici. A un certo punto, le scapp detto che era fidanzata con un uomo
bianco e subito un polemico delegato di Santa Lucia chiese: Questo significa
che lei ha intenzione di abbandonare il suo retaggio nero? Lei replic
con tono duro: Il corso che mi sar affidato all'universit si intitoler
Societ nere nei Caraibi; indubbiamente non far che portarmi ancora
pi vicina a voi.
Nel pomeriggio, spronata dal capogruppo americano, Thrse chiese la
parola e disse: Gli Stati Uniti vedranno con favore ogni tipo di celebrazione
o manifestazione capace di sottolineare il grande contributo dato
all'agricoltura, all'economia e alla politica dei Caraibi dagli schiavi africani
e dai loro discendenti.
Oggetto della discussione divenne poi il problema di come far tornare
la delegazione italo-americana alla conferenza senza che la monopolizzasse,
ma per Thrse era ormai giunto il momento di tornare alla Galante,
in partenza per le isole Vergini, e cos non seppe com'era andata a
finire.
QUELLA SERA IL CAPITANO SVEDESE, poco prima che cominciasse il film
che si proiettava sempre a quell'ora, annunci: Abbiamo a bordo un
gruppo eccezionale di conferenzieri e, se essi avranno la cortesia di salire
sul palcoscenico, ve li presenter. Ecco qui la professoressa Vaval, che 
haitiana; un suo antenato, il generale Vaval, ha contribuito alla sconfitta
di Napoleone, un altro  stato presidente, un altro ancora un fidato leader
all'epoca della dominazione americana.
Present poi il dottor Carlos Ledesma, uno degli uomini pi brillanti
della Colombia ma anche il discendente di un grande spagnolo che per
oltre quarant'anni si  scontrato quasi sempre vittoriosamente con Sir
Francis Drake.
Fu poi la volta del senatore Maxim Lanzerac della Guadalupa. Questo
abile uomo politico, annunci il capitano, nei prossimi giorni vi racconter
di un tale che era venuto dalla Francia con una macchina per tagliare
le teste, e uno dei primi a perderla sotto la sua lama fu un monarchico a
nome Lanzerac, antenato del nostro conferenziere il quale adesso fa del
suo meglio per evitare che cose del genere tornino ad accadere.
Il quarto era Michael Carmody, un illustre studioso del Queen's Own
College di Trinidad, il quale terr sei conferenze che vi serviranno da introduzione
a quell'affascinante isola, unica nei Caraibi, abitata com' per
met da neri provenienti dall'Africa e per met da indiani provenienti
dall'Asia.
Il giorno dopo, mercoled 1 febbraio, fu una giornata piuttosto traumatizzante
per Thrse: era appena scesa dalla nave a Charlotte Amalie,
capitale delle isole Vergini statunitensi, quando una banda di teppisti in
bicicletta le si avvent contro, uno di loro la invest
facendole perdere l'equilibrio e un altro le strapp dalla spalla la borsetta. Poi tutti scomparvero
pedalando furiosamente. Thrse aveva perduto il portafoglio con i
documenti, ma per sua fortuna non il passaporto. Altri passeggeri che
avevano assistito alla scena chiamarono un poliziotto che per alz le
spalle: Succede sempre. Impossibile per noi impedirlo. Disse anche che
il governo aveva lanciato un appello ai giovani teppisti, pregandoli di non
sabotare l'attivit turistica locale, e l'appello aveva avuto qualche effetto:
 probabile che i rapinatori prelevino dalla sua borsetta il denaro e la
gettino in un punto dove noi la troveremo. In tal caso, gliela riporteremo
sulla nave prima che questa salpi.
A Thrse non rest che farsi prestare del denaro da una passeggera e
guidare un piccolo gruppo dei suoi allievi e di turisti alla vicina isola di
St. John, dove i Rockefeller avevano un'enorme residenza per le vacanze;
si recarono poi a St. Thomas, l'isola principale. In tass, raggiunsero l'estremit
settentrionale dove il governo, con una notevole spesa, aveva
fatto restaurare alcune decine dei maggiori edifici della vecchia piantagione
di zucchero danese dove aveva lavorato lo schiavo Vavak. La piantagione
aveva avuto nome Lunaberg e Thrse, accompagnando il
gruppo nella visita, rievoc le emozionanti vicende che avevano visto
protagonista Vavak il quale, dopo aver assistito alle atroci esecuzioni capitali
dei suoi compagni di schiavit che con lui avevano tentato una ribellione,
era fuggito ad Haiti.
Thrse illustr i procedimenti di estrazione dello zucchero e della melassa
da cui si ricavava il rum; disse delle enormi fortune accumulate dai
proprietari delle piantagioni su isole come Barbados, Giamaica, Guadalupa
e Haiti, di come costoro vivevano a Parigi, Londra e Copenaghen e
dell'importanza che lo zucchero di canna aveva avuto a quell'epoca. Era
la nostra unica ricchezza, concluse. Ed  ancora oggi il principale prodotto
delle isole. Zucchero, zucchero. Di Cuba, di Haiti, della Giamaica,
di Trinidad... Ma che cosa  accaduto? Come si spiega che noi non riusciamo
pi a vendere il nostro zucchero? Perch i nostri campi sono oggi
deserti?
Gli ascoltatori avanzarono una mezza dozzina di spiegazioni, tutte
plausibili ma lontanissime dalla verit, e Thrse, da quell'ottima insegnante
che era, offr lei stessa la soluzione: Sono stati i chimici tedeschi a
uccidere la nostra industria zuccheriera. Verso la met del secolo scorso,
quei chimici, gente sveglia, scoprirono che, se  vero che si poteva ricavare
ottimo zucchero dalla canna, se ne poteva ricavare di ancora migliore,
e con assai minor fatica, dalle barbabietole. Cos le nostre redditizie
colture se ne sono andate in fumo e noi non abbiamo scoperto niente
con cui sostituirle.
Qualcuno dei membri del gruppo avanz suggerimenti di nuove industrie,
ma si sent rispondere che gran parte dei tentativi in quel senso si
era conclusa in maniera disastrosa. Quindi Thrse offr la sua soluzione
personale: I paesi industrializzati, ma soprattutto gli Stati Uniti, dal momento
che queste terre sono per cos dire sull'uscio di casa loro, dovrebbero
accordarsi, nel senso di acquistare il nostro zucchero a un prezzo
leggermente superiore a quello dei mercati mondiali. Pochi centesimi in
pi al chilo permetterebbero, alle isole che avete visto e che vedrete, di
prosperare, salvandole dalla rivoluzione o da una sorte ancora peggiore.
Un tale chiese se qualcuno gi agiva in quel senso e Thrse rispose:
La Russia acquista zucchero da Cuba e permette cos a quell'isola di godere
di un certo benessere. La Francia fa lo stesso con le sue due grandi
colonie, la Guadalupa e la Martinica. Ma gli Stati Uniti non ne vogliono
sapere: lo impediscono gli interessi dei coltivatori di barbabietole in stati
come il Colorado, e cos noi continuiamo a procedere verso un'inevitabile
catastrofe, anche se non siamo in grado di dire quando questa si verificher.
Mentre pronunciava quelle dolenti parole dall'altopiano dove Vavak
aveva faticato sotto le terribili leggi danesi, poteva vedere, a est e a nord,
le splendide, piccole isole Vergini britanniche, Great Thatch, Little
Thatch, la grande Tortola e le altre, e pens: Buon Dio, sono davvero
meravigliose! Una collana di gioielli, e se i Caraibi trovassero una soluzione,
la loro bellezza cancellerebbe le brutture di un tempo.
Poi, mentre si avviavano, stipati sui tass, all'imbarcadero da cui il traghetto
li avrebbe riportati a St. Thomas e alla Galante, ebbero un'altra
delle brutte sorprese riservate ai turisti che frequentano i Caraibi. Con i
conducenti avevano concordato un certo prezzo, ma quelli li portarono a
un punto molto lontano dall'imbarcadero e dissero: Dovete scendere
qui. Thrse ebbe un bel protestare, chiedendo come potevano raggiungere
il traghetto.
C' solo un modo, spieg uno dei conducenti, e indic un suo complice,
il quale disse che lui poteva, s, portarli al traghetto: ma sarebbero
occorsi tre viaggi, ventisette dollari in tutto. Intanto i tre conducenti degli
altri tass se l'erano svignata, per cui ai malcapitati non rest che pagare,
se non volevano restare a terra.
Quando i passeggeri indignati riferirono l'episodio agli ufficiali della
Galante, si sentirono dire: Incidenti del genere capitano ovunque nei Caraibi.
La gente di qui vuole i dollari dei turisti, ma non rinuncia a trattare
i turisti a pesci in faccia. A proposito, signorina Vaval, la polizia ha recuperato
la sua borsetta e le carte di credito che conteneva. Comment
Thrse ironica: Sono stati molto gentili, a restituirmi le carte di credito.
L'ufficiale ribatt: Abbiamo buoni motivi per ritenere che il ladro
sia fratello del poliziotto con cui ha parlato. Era un tipo piccoletto con i
baffi? S, me lo ricordo bene. L'ufficiale sorrise e spieg: Quando
quello ruba una borsetta, ci vediamp sempre restituire i documenti. Ci
pensa suo fratello. Attenzione, per, in altre isole pu capitare ben di
peggio.
I DIPLOMI CHE GLI STUDENTI potevano ottenere dalla partecipazione al
seminario navigante non erano esenti da difficolt: oltre alle due settimane
di studio preliminare a Miami e la presentazione di un resoconto di
sessanta pagine entro un mese dalla fine della crociera, dovevano leggersi
parecchi libri indicati loro dai conferenzieri. Thrse aveva scelto quattro
volumi: Caraibi, mare del nuovo mondo, di Germn Arciniegas, pubblicato
in spagnolo nel 1946 e poi tradotto in inglese; una recente pubblicazione
della Yale University, Prospettive per i Caraibi, di uno studioso locale,
Ranjit Banarjee dell'universit delle Indie occidentali; Isola nel sole
di Alee Waugh, un bel romanzo pubblicato nel 1955; e un singolare libro
che ben pochi ormai conoscono, Gli inglesi nelle Indie occidentali, scritto
nel 1887 da uno storico astioso e testardo, James Anthony Froude, esecutore
testamentario e biografo di Thomas Carlyle; aveva fatto proprie le
tendenze per cos dire naziste di quell'arcigno scrittore ottocentesco, applicandole
ai Caraibi. Thrse spieg agli studenti che le opinioni di
Froude erano scandalose, certo, tali da mandare in bestia ogni lettore ben
nato, ma che era utile sapere che cosa gentiluomini colti del secolo scorso
pensassero di quelle regioni del mondo.
Inutile dire che gli studenti divorarono le pagine di Froude, e nei
giorni successivi Thrse non fece che sentire proteste ed esclamazioni di
indignazione: il vecchio Froude disprezzava gli schiavi, ce l'aveva con
chiunque avesse una goccia di colore scuro nelle proprie vene, odiava i
cattolici, i battisti, gli indiani, i liberals, ma soprattutto detestava gli irlandesi
e gli haitiani.
Quando Michael Carmody seppe i titoli scelti dalla sua collega le si avvicin
e le chiese: Come ha saputo degli studi di Ranjit Banarjee? Thrse
rispose: La Yale University ha spinto molto quel libro tra gli studiosi
di problemi dei Caraibi, e ha fatto benissimo. E un ottimo saggio e
stavo proprio cercando qualcosa scritto da un giamaicano.
Ma  di Trinidad, le fece osservare Carmody.
Per nella presentazione del volume si dice che si  laureato all'universit
delle Indie occidentali.
Carmody le rifer allora le vicende di Ranjit Banarjee che, al pari di
tanti altri laureati indiani, soprattutto in India, pur essendo incredibilmente
colto ed erudito, non riusciva a trovare un lavoro che gli desse da
vivere. Thrse comment: Certo comunque che ha scritto il miglior libro
sui Caraibi che mi sia capitato tra le mani da quando ho letto quello
di Arciniegas.
Invit quindi Carmody ad accompagnarla ad assistere alla prima conferenza
del senatore Lanzerac.
Questi parlava in un buon inglese, ma con un affascinante accento francese
da cui sapeva ottenere il massimo effetto. Spieg che la sua isola,
dopo tre secoli di dominazione coloniale, nel 1946 era diventata parte integrante
della Francia metropolitana e mandava al parlamento parigino
due senatori e tre deputati. Nulla di simile, dunque, a Barbados, a Trinidad
e alla Giamaica, appartenenti teoricamente e sentimentalmente alla
Gran Bretagna, ma non parte concreta di quel paese, n a Portorico che
era, in sostanza, una colonia degli Stati Uniti, n a Cuba, paese indipendente.
La Guadalupa era in realt formata da due isole, la Martinica e la
Guadalupa vera e propria.
Gli fu chiesto come mai l'isola intermedia tra le due, Dominica, fosse
rimasta in mano agli inglesi, e Lanzerac spieg che pi volte avevano tentato
di impadronirsene senza mai riuscirci, e non gi perch le armi inglesi
fossero migliori delle loro, ma perch gli indiani caribi, feroci cannibali,
mangiavano i nostri uomini non appena mettevano piede a terra.
Se gli inglesi erano invece riusciti nell'impresa era perch, ironizz, i caribi
erano dei buongustai: a loro piaceva la cucina francese e non potevano
sopportare quella inglese. Promise che il giorno dopo, a Point--
Pitre, capitale dell'isola meridionale, avrebbe tenuto un discorso sull'infame
Hugues che aveva tagliato la testa del suo antenato Paul Lanzerac e
aveva fatto del suo meglio perch anche la moglie di questi, Eugnie, subisse
la stessa sorte.
A tavola, all'ora di cena, Thrse, seduta vicino a lui, gli chiese: Ma
quel Hugues non ha liberato gli schiavi di Guadalupa? Lanzerac esclam
con calore: Certo che l'ha fatto! Gliene va dato merito. Ha inaugurato
un nuovo capitolo nella storia del mondo. Diceva: Uccider tutti i bianchi,
liberer tutti gli schiavi.
Dal mio punto di vista, osserv Thrse, non doveva poi essere cos
male. Lanzerac fu pronto ad ammettere: Magnifico personaggio, certo.
Sulla carta. Ma quando Napoleone decise di reimporre la schiavit, chi 
stato il suo pi deciso sostenitore? Il caro Hugues. Insomma, un vero figlio
di buona donna.
Poich la crociera prevedeva alcuni importanti seminari di storia e cultura
francese alla Guadalupa, la nave rest all'ancora due giorni a
Grande-Terre, e Lanzerac ne approfitt per accompagnare studenti e
conferenzieri sulla magnifica piazza di Point--Pitre, circondata dalle
splendide, ricche case in cui erano vissuti i suoi antenati. Nel 1794,
spieg, Hugues ha eretto la ghigliottina proprio qui, dove vi trovate in
questo momento, e da quella casa ha trascinato fuori il mio celebre antenato
Lanzerac. Da quell'altra casa, nel 1894, mio nonno fu espulso per
aver sposato una giovane donna di colore.
La seconda sera il senatore e Thrse organizzarono un dibattito per
gli studenti, con la partecipazione anche di cittadini di Point--Pitre, e
Lanzerac ne approfitt per lanciare una piccola campagna preelettorale in
vista delle prossime elezioni. Anche Thrse parlava perfettamente il
francese, e un isolano bilingue provvedeva a tradurre in inglese agli studenti,
a bassa voce, quel che veniva detto dai due oratori. Lanzerac afferm
che il miglior governo della zona caribica era quello delle isole
francesi le quali, facendo parte integrante della Francia metropolitana,
avevano potuto risolvere parecchi ardui problemi economici.
Continu dicendo che gli studenti migliori venivano inviati in Francia
per la loro educazione, e che lui personalmente aveva frequentato le
scuole elementari in un piccolo villaggio di montagna presso il confine
con l'Italia, Barcelonnette. Gli fu chiesto se si sentiva francese o figlio
della Guadalupa e la sua risposta suon: Francese, naturalmente. Io
sono un cittadino della Francia. Disse che gli abitanti delle isole avevano
un innato amore per la libert, che erano gente pragmatica e che i problemi
razziali li risolvevano meglio degli inglesi o degli americani e assai
meglio di quanto avessero saputo fare gli spagnoli, che fanno sempre
male le loro cose, si tratti del problema razziale o di qualsiasi altro.
A questo punto intervenne Thrse, ponendo una domanda un tantino
provocatoria: Pensa che se la regione avesse avuto un'unica religione,
questo sarebbe stato di aiuto?
Rispose Lanzerac: S, nei Caraibi, in Europa e in tutto il mondo.
Magari la religione cattolica? insistette Thrse, e il senatore: Soprattutto
la cattolica. A conti fatti,  la religione pi comoda e pi utile
per qualsiasi paese.
Intende riferirsi alle grandi realizzazioni di Haiti? insistette Thrse.
Haiti  cattolica, lo sa? Lanzerac rispose, con una francesissima alzata di
spalle: Non c' rosa senza spine.
MENTRE LA GALANTE NAVIGAVA a sud della Guadalupa, una rappresentanza
di studentesse present a Thrse una protesta giustificata: Ovunque
ci fermiamo, lei ci parla sempre di uomini. Del suo antenato Vavak,
di quell'assassino di Hugues. Possibile che su queste isole non ci fossero
donne?
Thrse si disse che la domanda non poteva arrivare in un momento
pi propizio perch a occidente, arrossate dal sole al tramonto, si levavano
le maestose montagne dell'altra isola francese, la Martinica. Rispose
alle studentesse: Fate venire tutti gli altri, e vi racconter di due ragazze,
un po' pi giovani di voi, che poco dopo la met del XVIII secolo sono
andate a esplorare una grotta di quell'isola.
Due secoli fa, prese a dire quando gli studenti si furono radunati, su
quell'isola viveva una splendida ragazza di nobile origine, una romantica
sognatrice che aveva un nome quanto mai poetico, Marie-Josphe-Rose
Tascher de la Pagerie; aveva un'amica ancora pi sognatrice di lei, Aime
Dubec de Rivery. Un pomeriggio, facendo appello a tutto il loro coraggio,
si arrampicarono su per un colle non lontano dalle loro case, per recarsi
da una maga o strega che fosse, la quale viveva in una grotta, e il responso
che costei diede con voce tonante fu: Voi diventerete regine! Vivrete
in palazzi circondati da una magnifica corte. Regnerete su
intere nazioni e gli uomini si inchineranno al vostro cospetto. La strega tacque di
colpo, quindi, con voce diversa, assai meno sonora, aggiunse: Qualsiasi
cosa abbiate sentito, era la verit, perch non l'ho detta io. Sono stati gli
antenati a parlare per bocca mia, e potete prestar loro fede.
Gli studenti chiesero se la profezia si era avverata e Thrse: Il nome
Beauharnais vi dice qualcosa? Siccome nessuno rispondeva, spieg: Marie-Josphe-Rose
spos un giovane e bell'aristocratico, Alexandre de
Beauharnais, venuto a visitare l'isola, il quale la port in Francia. Costui
fu ghigliottinato durante la rivoluzione, lasciandola vedova in tempi pericolosi.
Lei cambi il suo nome in Josphine e divenne celebre a Parigi; fu
sul punto di venire ghigliottinata a sua volta, ma per sua fortuna attir
l'attenzione di un giovane ufficiale con un brillante futuro. Costui, che si
chiamava Napoleone Bonaparte, si innamor pazzamente di lei, la spos
e lei divenne, come aveva predetto la strega, imperatrice.
Che cosa ne fu di Aime? chiese uno degli studenti.
Una nave francese a bordo della quale si trovava faceva vela nel Mediterraneo
e fu catturata da pirati algerini. Portata a Costantinopoli, vi fu
venduta come schiava. Un eunuco del sultano, vedendola cos bella e affascinante,
la port al suo signore, che ne fece l'equivalente di una regina.
Thrse poi concluse: Cose romantiche che capitano sulle isole,
soprattutto quelle francesi.
FU POI LA VOLTA DI BARBADOS, frequentata soprattutto dai canadesi che
ogni giorno spedivano a Bridgetown due o tre aerei carichi di turisti in
cerca di sole e di calore per sfuggire ai rigori di Montreal, Ottawa e Toronto.
Durante i tre giorni della permanenza sull'isola, si un a loro uno speciale
conferenziere, il maggiore Reginald Oldmixon, discendente di una
celebre famiglia monarchica che, dopo la decapitazione di Carlo I nel
1649, aveva guidato una piccola sollevazione in favore dei diritti divini
dei sovrani. Spieg il maggiore, con il tono di chi si scusa: Barbados ha
un governatore generale nero, un ottimo primo ministro nero, un giudice
supremo nero, e neri sono alla testa di gran parte degli uffici governativi.
Io personalmente godrei di maggiore considerazione se fossi a mia volta
nero, e per mettere le cose bene in chiaro aggiunger che il mio diretto
superiore  un nero che  in grado di battermi a tennis.
La sua mansione, spieg ancora, era di intrattenere i turisti, interessandoli
a Barbados e facendo in modo che si sentissero a loro agio in quella
splendida isola, nota un tempo come la piccola Inghilterra. Un nome,
disse, perfettamente meritato. Perch quando quei mascalzoni in patria
hanno tagliato la testa al nostro re, noi qui a Barbados ci siamo ribellati e
abbiamo dichiarato guerra a tutto l'impero qual era all'epoca. E chi in Inghilterra
era in pericolo, poteva sempre trovare rifugio a Barbados.
Sull'isola, il passaggio dalla monocoltura dello zucchero a un'economia
mista era avvenuto senza troppe scosse, e siccome Barbados aveva sempre
avuto poca terra, quando l'epoca della schiavit era tramontata, gli uomini
liberi, scontenti della nuova situazione, non potevano trovare luoghi
dove nascondersi, contrariamente a quanto avveniva sulle altre isole.
Conseguenza: i neri avevano dovuto far buon viso a cattivo gioco e collaborare
con i loro antichi padroni, e un po' alla volta a Barbados si erano
instaurate le migliori relazioni sociali esistenti in tutti i Caraibi.
Il segreto, spieg un conducente di autobus di colore che port i passeggeri
in giro turistico per l'isola, consiste nel fatto che ciascuno di noi
un giorno spera di fare fortuna e di andarsene a vivere in Inghilterra.
Con tono orgoglioso, non manc poi di precisare: A parte questo, la nostra
isoletta ha dato i natali al pi grande giocatre di cricket che il
mondo abbia mai conosciuto, il celebre Sir Gary Sobers, e credete a me se
vi dico che questo conta ben qualcosa.
Un'istruttiva conferenza fu tenuta il giorno dopo dal maggiore
Oldmixon e da un professore di storia di colore della succursale di Barbados
dell'universit delle Indie occidentali. Argomento: il tentativo fallito,
compiuto nel 1958, di unire tutte le isole britanniche in una grande confederazione
con un'unica cittadinanza, un unico sistema monetario, un
unico governo federale e un comune destino. Il maggiore precis che, su
sollecitazione britannica, la federazione era stata approvata, ci si era accordati
persino sulla capitale, una bella localit di Trinidad, e nel marzo
del 1958 si erano tenute le elezioni. I risultati erano stati: trentun seggi
parlamentari per la Giamaica, quindici per Trinidad, cinque per Barbados,
cifre indicative della rispettiva importanza delle isole. Grande idea,
grandi potenzialit, comment il maggiore, ma lascio al professor Charles
raccontarvi com' andata a finire.
Il professore di colore raccont una storia triste, di speranze regionali e
disperazione nazionale, una vicenda nella quale le ambizioni personali di
due leader neri narcisisti avevano distrutto le speranze di molti; uno scontro
tra due personaggi entrambi con tanto di laurea inglese: Manley,
l'uomo forte della Giamaica, e Williams, l'uomo di Trinidad, un uomo alquanto
vanesio. Il caro vecchio Sir Grantley Adams di Barbados cercava
sempre di mettere pace tra i due grandi. Ma la vanit ebbe il sopravvento.
Manley minacci di staccare la Giamaica, e Williams replic minacciando
di separare a sua volta Trinidad dalla federazione. Nel 1960, il nostro
mondo era ormai alla fine. Uomini come Oldmixon tentarono di salvare
la situazione, ma nel settembre 1961 a Giamaica si tenne un plebiscito.
Risultato: duecentocinquantaseimila voti per il distacco, duecentodiciassettemila
per la permanenza nella federazione; la costruzione eretta con
tanta fatica croll come un castello di carte.
Uno studente chiese se non ci fosse nessuno capace di raccogliere gli
isolani sotto una nuova bandiera, e il professor Charles rispose: Sono
state avanzate alcune ipotesi. Non  escluso che Cuba finisca per trovare
una condizione di stabilit, diciamo nel 2020, quando Castro se ne sar
andato, e per stabilit intendo una forma di economia e di organizzazione
sociale accettabile per tutti noi. Allora Cuba potrebbe assumere la guida
di un grande sistema di cui farebbero parte anche il Venezuela, la Colombia,
l'America centrale e lo Yucatn una volta che il Messico, com' probabile,
sia andato a pezzi.
Lei  per caso marxista? chiese uno degli studenti pi brillanti, e il
professor Charles rispose ridendo che Oldmixon e lui erano noti come
reazionari, ma che bisognava pur tener conto della realt, dell'evoluzione
delle nazioni, degli inevitabili cambiamenti storici.
Nessuno degli studenti riusciva a concepire un'egemonia cubana sui
Caraibi e uno di loro chiese: Perch non un'egemonia statunitense, con
Miami quale punto focale? Rispose il professore: Caro giovanotto, ha
mai dato un'occhiata a una carta geografica? Anch'io, una quarantina
d'anni fa, quando ero molto giovane, ho avuto la stessa idea. Ma sotto la
leadership americana ci troveremmo in quello che meriterebbe il nome di
impasse giamaicano'. Miami  molto lontana, laggi a occidente.
Replic lo studente: Professore, mi  permesso contestarla?
Faccia pure, non mi offendo mica.
Bene, sarebbe opportuno che anche lei desse un'occhiata alle mappe.
Miami  distante assai meno di Cuba, e in posizione ideale rispetto all'America
centrale e a quella meridionale.
Charles rise e ribatt: Purtroppo, la sua Miami  completamente fuori
del contesto, mentre Cuba costituisce il limite settentrionale dello spazio
caribico. Ma lo studente non voleva darsi per vinto: Come New York e
Washington, collocate al limite dei rispettivi domini, o Sidney, in Australia,
al limite della sua zona. Sa, ci sono anche gli aerei a reazione. Il professore
replic: Perch non si trasferisce nella mia universit? Imparerebbe
molte cose.
AL PENSIERO CHE LA PROSSIMA tappa della Galante sarebbe stata Trinidad
con il suo carnevale, Thrse era in preda a un miscuglio di emozioni
contrastanti. Stavano per lasciare il comfort e l'ordine delle isole francesi
e britanniche, diretti alla turbolenta Trinidad, e le sembrava che la sua
vita seguisse una rotta identica: Adesso vedo i Caraibi sotto una luce
completamente diversa, si diceva. Prima ne avevo un'opinione teorica
da studiosa, ma ora li sento come essere umano. Inoltre, la rilettura del
libro di Banarjee aveva lasciato in lei un segno profondo, con la sua vivace
descrizione delle costumanze e dei valori caribici, e ricordava le parole
di Carmody a proposito dell'autore: Se io fossi al suo posto, non
mancherei di incontrare quell'uomo, perch sa qualcosa che io ignoro.
Il mattino dopo, quando la nave si accost al molo di Trinidad, chiese
a Carmody se poteva incontrare Banarjee e lui rispose:  la cosa pi semplice
del mondo.  stato mio allievo e abita a due passi da casa mia.
Scesi a terra, si trovarono nella confusione del carnevale, tra gente in
costume, questi travestiti da topi, quelli da astronauti, e Thrse chiese
chi fosse a tirar fuori i quattrini per quei costosi costumi. Carmody rispose:
Le famiglie.  carnevale, e carnevale viene una sola volta all'anno.
Spieg poi che il dottor Banarjee viveva in una vecchia, celebre
casa che era stata propriet della sua famiglia per oltre un secolo.
Vive con i familiari? chiese Thrse.
No,  scapolo, e amici e parenti provvedono ai suoi bisogni. Le indic
poi quella che era nota come Sirdar's House.
Quando lo studioso comparve sull'uscio al quale Carmody aveva accompagnato
Thrse, lei ebbe l'impressione di trovarsi di fronte a un
uomo che, rintanatosi in un bosco, aveva deciso di restarvici per il resto
dei suoi giorni. Banarjee era sui trentacinque; un po' curvo, aveva l'aspetto
di un uomo in cerca di qualcosa che avesse perduto, e il fuoco dell'entusiasmo
giovanile sembrava essersene andato per sempre dai suoi occhi.
Aveva pur sempre i suoi capelli neri senza un filo grigio, e quando
sorrideva - un sorriso educato e doveroso - i suoi denti erano candidi
come un tempo. Thrse pens che sembrava assai simile ai deferenti librai
indiani di cui si legge nei romanzi inglesi ambientati in India, e lo
studioso le piacque subito.
Carmody la present, dicendo che si era servita del suo volume come
di un libro di testo e lei si affrett a spiegare i motivi della sua intrusione:
Lei ha dato un enorme contributo alle materie che insegno. Storia dei
Caraibi, pensiero dei Caraibi. Sa, io sono haitiana.
Banarjee congiunse le mani ed esclam: Ah, fortunata! Sono le materie
che avrei voluto insegnare io stesso, ma non ne ho mai avuto l'occasione.
L'aveva detto con un tono cos toccante e sincero, che Thrse fu
pronta a replicare: Ma dottor Banarjee, lei ha fatto scuola a tutti noi!
Compiaciuto di quel riconoscimento da parte di una studiosa, Ranjit
abbandon la reticenza che lo caratterizzava e, con quell'entusiasmo fanciullesco
che, a volte, indiani di tutte le et esibiscono, disse che bisognava
celebrare quel giorno felice, e corse a prendere una brocca di spremuta
di limette e una ciotola di pistacchi. Carmody non volle accettare:
Ho promesso di trascorrere la giornata al mio college. Se volete scusarmi...
Dottoressa Vaval, ci rivediamo sulla nave. La lascio in buone
mani.
Rimasti soli, i due studiosi fecero conoscenza con un animato scambio
di idee e previsioni circa il futuro delle loro isole, le probabilit anche
solo di pura sopravvivenza dei paesi del terzo mondo e le scarse prospettive
di un miglioramento delle loro condizioni di vita. Thrse gli rifer la
straordinaria esperienza con Lalique Hbert, la zombie, e Ranjit non si
mostr sorpreso. Ci sono pi cose di quante tu ne abbia sognate nella
tua filosofia. Orazio, cit. Chiese poi se, a giudizio di Thrse, Haiti sarebbe
stata in grado di uscire dall'abisso e lei rispose con tutta franchezza:
Mio padre vorrebbe tornarci per tentare di salvare qualcosa.
Ma lei, che cosa ne pensa?
Dopo due settimane trascorse di recente sull'isola, gli consiglier di
non rimetterci piede, rispose Thrse. Ad Haiti si pu sopravvivere
solo a patto di fuggirne su fragili imbarcazioni, a rischio della propria
vita.
Lei, dottoressa Vaval, come si sente, lei che ha voltato le spalle ad
Haiti e ha trovato rifugio negli Stati Uniti?
Questa crociera  stata per me un banco di prova... le mie isole... la
mia cultura... la mia gente prigioniera di una tragica situazione. Sono fuggita
da Miami che  completamente americanizzata, ho un buon lavoro,
un futuro promettente e... si ferm a mezzo, perch non se la sentiva di
dire a quello che era ancora un estraneo: ...e un magnifico uomo da sposare.
Invece disse: Tuttavia, due settimane ad Haiti, a rivedere la mia
gente e a sperimentare la terribile povert in cui vive... Fece una pausa,
poi chiese: Professor Banarjee, lei conosce i Caraibi. Dove hanno trovato
il coraggio di rimanere in vita gli schiavi della sua Trinidad e della
mia Haiti? Come hanno fatto gli antichi indiani?
Gli arawak si sono rifiutati di farlo. Hanno reagito agli spagnoli con la
massima semplicit. Sono morti, ecco tutto.
Non mi risulta che n la sua gente n la mia se la sentirebbero di fare
altrettanto. Buon Dio! Essere un haitiano ed essere vivo, semplicemente
vivo, ecco un atto di incredibile coraggio.
Segu un istante di silenzio quanto mai eloquente, perch tutt'e due sapevano
che era giunto il momento di dire: Perch non andiamo a cena e
poi a dare un'occhiata alla follia del carnevale? Lei per non poteva proporlo
perch ancora adesso le donne delle isole non lo facevano, e tanto
meno in un paese straniero, in una societ tanto remota com'era quella di
Banarjee. Lui non poteva farlo per una semplice ragione: non aveva denaro,
e quel prezioso istante di reciproco riconoscimento sarebbe forse
passato invano, se Ranjit non avesse trovato il coraggio di confessare:
Dottoressa Vaval, sarei onoratissimo di poterla invitare a cena, ma non
ho... Lei replic, forse un po' troppo precipitosamente: Ma dottore,
non  un problema. Una volta tanto, sar una donna a offrire. I suoi
scritti, aggiunse, hanno illuminato alcuni angoli bui della mia vita e sarei
molto lieta se potesse illustrarmi le bellezze di quella che il suo libro
definisce una delle maggiori celebrazioni al mondo'.
Uscirono di casa, se ne andarono in giro, mescolandosi alla folla rumorosa,
e finirono in un ristorante dove si mangiava con pochi soldi, guardando
la gente che passava e ripassava indossando sgargianti costumi e maschere,
tra orchestre che suonavano tamburi fatti con i fusti di benzina che
erano stati scoperti solo durante la seconda guerra mondiale.
Thrse fu deliziata quando ne arriv una che accompagnava un celebre
cantante di calypso, Lord of all Creation, che intonava spietate strofe
contro Ronald Reagan, Margaret Thatcher, Mikhail Gorbadov e certe figure
locali che non riconobbe.
In quel momento sentirono una voce gridare nella babele di suoni:
Ranjit! Thrse! Speravo di trovarvi. Era Carmody, che aveva finito il
suo lavoro al college. Thrse, per togliere dall'imbarazzo Ranjit, si affrett
a invitare il professore al loro tavolo e chiam un ragazzino che
vendeva bibite.
Constat che le descrizioni del carnevale fattele da Carmody non erano
certo esagerate: il rumore era assordante, i calypso audaci e divertenti, le
orchestre con i loro tamburi erano un invito alla danza, il cibo era speziato,
il rum dava alla testa. Persino Ranjit, di solito astemio, permise agli
amici di offrirgli due bicchieroni pieni di succo di frutta, soda e un bel
po' di rum scuro, marca Trevelyan.
Carmody propose di andare a bordo della nave e di concludere la nottata
con una colazione all'alba sul ponte.
Alle nove del mattino, Banarjee pens che era tempo di lasciare gli
amici, ma Thrse, accompagnandolo allo scalandrone, gli disse: Perch
non dormiamo fino all'una o alle due? Poi verr a cercarla e passeremo
un'altra serata assieme.
Oh, mi piacerebbe, disse Ranjit, e il pomeriggio lo trascorsero sulla
veranda di lui, bevendo limonata e discutendo animatamente delle differenze
tra le varie nazioni dei Caraibi, del ruolo di Cuba e del suo marxismo,
della riluttanza degli Stati Uniti a mettersi alla testa della regione,
effetti residui della schiavit sui neri.
Calata la sera, Thrse invit Ranjit a cena, ma questa volta cercarono
un angolino pi tranquillo, e Thrse non protest di certo quando lui le
prese la mano e gliela strinse.
La Galante doveva levare le ancore alle otto del mattino, e quando la
sirena della nave cominci a mandare rauchi suoni di avvertimento, Thrse
disse: Devo andare. Subito dopo svel la verit del suo cuore:
Buon Dio, non ho nessuna voglia di lasciare quest'isola!
La sirena della nave suon per l'ultima volta, e Thrse e Ranjit si separarono.
LA SERA PRIMA DELL'ARRIVO della Galante allo storico porto di Cartagena,
in Colombia, successiva tappa della crociera, il professor Ledesma
tenne la conferenza conclusiva. Proiettando splendide diapositive, spieg
che la sua citt natale era stata un tempo la regina dei Caraibi: navi cariche
d'argento e oro si radunavano nell'ampio porto preparandosi al pericoloso
viaggio alla volta dell'Avana e di Siviglia. Grandi uomini tentavano
l'avventura a Cartagena arrivandovi con le loro navi da guerra:
Drake, Morgan, Vernon, gli audaci pirati francesi, Sir John Hawkins,
forse il miglior marinaio dell'epoca. Ma vorrei soprattutto illustrarvi la
figura di uno spagnolo che ha aiutato uno dei miei antenati a difendere
Cartagena dall'attacco di una grossa flotta inglese.
Il mio antenato, il governatore Ledesma, continu, doveva avere un
aspetto molto simile al mio, per cui possiamo tralasciarlo. Ma aveva al
suo fianco un uomo indimenticabile, l'ammiraglio Blas de Lezo, un veterano
che aveva preso parte a ventitr grandi battaglie navali e aveva perduto
la gamba sinistra in uno scontro al largo di Gibilterra. Al largo di
Tolone aveva poi perduto anche l'occhio sinistro, e il braccio destro mentre
guidava la difesa di Barcellona.  stato quel vecchio mutilato a difendere
Cartagena.
Ce l'ha fatta? volle sapere uno studente. E Ledesma: Sembrer incredibile,
ma con un pugno di uomini  riuscito a tener testa alla poderosa
flotta inglese. Ha fatto mettere le sue navi all'ancora nel porto e ha
impedito ai soldati britannici di metter piede in citt, anche se nello scontro
ha riportato altre due gravi ferite, e le campane della vittoria avevano
appena smesso di suonare a stormo quando dovettero ricominciare, questa
volta a lutto, per annunciare la sua morte.
Quel giorno Thrse non aveva impegni e ne approfitt per fare da
sola un giro in citt. Dopo aver percorso gli stretti vicoli della parte antica,
all'improvviso si trov di fronte a una piazza cos bella da farle esclamare
ad alta voce: Oh, che meraviglia!
Due ampie vie che sfociavano sulla piazza la dividevano in quattro
parti uguali, ognuna ornata da una fontana, e al centro sorgeva una bella
statua di Bolfvar. Tutt'attorno, splendidi edifici di vari colori, sicch l'effetto
era pi pittorico che architettonico. Una piazza proprio spagnola,
cos rigorosa e severa, ben diversa da quella di Point--Pitre, ma entrambe
memorabili.
All'estremit in ombra della piazza sorgeva un maestoso edificio, alto e
imponente come una chiesa, la facciata decorata di statue, che emanava
un'atmosfera di mistero e potere. Thrse attravers la piazza per visitare
il singolare palazzo e scopr che era stato un tempo la sede della santa Inquisizione
che aveva vigilato sull'ortodossia religiosa e sulla vita privata
dei cittadini dal 1610 al 1811. Prov un brivido al pensiero di quel che
era accaduto l dentro. Adesso il palazzo era un museo, e percorrendone
le sale scopr che a Cartagena l'inquisizione non aveva infuriato troppo,
comminando solo cinque condanne a morte, eseguite nel corso di un
grande auto-da-f nel 1611, durante il quale diciannove tra uomini e
donne si erano sentiti leggere le loro sentenze, ua los remos de galera por
vida sin sueldo (ai remi di una galera per la vita senza paga). Lesse in
spagnolo i nomi di alcuni di costoro: Juan Mercader, un ambulante francese
che era stato udito farsi beffe di una bolla papale che predicava una
crociata; Marco Pacio, italiano, il quale proclamava che venir
meno al sesto comandamento non era un peccato; Juan Albert, un
tedesco che si era
del pari fatto beffe di una bolla papale. A Cartagena, il sospetto gravava
su chiunque non fosse spagnolo.
Thrse si chiese se quello fosse mai stato un luogo adatto al paradiso
sognato dal senatore Lanzerac, un'unica nazione caribica, con una lingua,
una religione. Quando torn sulla Galante, and direttamente nella
sua cabina, decisa a scrivere finalmente una lettera a Dennis Krey a Concord.
Ne inizi due, ma le appallottol entrambe, poi sal sul ponte a cercare
il professor Ledesma al quale propose: Le andrebbe una passeggiata
prima di sera? Devo prendere gravi decisioni e vorrei il suo consiglio.
Ben presto entrambi ripercorsero le viuzze che portavano alla piazza
centrale che tanto aveva colpito Thrse. Si sedettero sulla panca davanti
al maestoso edificio dell'inquisizione, e Ledesma parl degli imperituri
valori che erano i succhi nutritivi di una societ e che la rendevano vitale,
affermando che l'ispanicit era uno dei sistemi mondiali permanenti,
come l'islam, il cristianesimo e il giudaismo; Thrse per gli chiese: E
allora, come si spiega che la cultura spagnola nelle Americhe non sia riuscita
a produrre governi civili e stabili? Il professor Ledesma replic:
Non bisogna sopravvalutare la stabilit. Vitalit, movimento, i godimenti
del giorno per giorno,  questo che conta davvero.
Thrse insorse: Ma professor Ledesma! Questa settimana sicari del
cartello di Medellin dei grandi trafficanti di cocaina hanno ucciso due altri
giudici in quella citt e tre leader politici a Bogot. E questo lei lo
chiama il prezioso futuro della cultura spagnola?
Borbott Ledesma: Uno dei giudici era mio cugino. Ammetto che viviamo
in tempi terribili, ma forse che i suoi Stati Uniti non hanno anche
loro gravi problemi?
Thrse gli fece osservare che se Francis Drake nel 1586 o l'ammiraglio
Vernon nel 1741 fossero riusciti a impadronirsi di Cartagena, la storia
dei Caraibi, dell'America centrale e dell'America latina, e forse del
mondo intero, avrebbe seguito un altro corso. Le flotte spagnole provenienti
dal Per non avrebbero pi osato far vela per Portobello, situato
tra il Messico e l'Avana: gli spagnoli non sarebbero pi riusciti a tenerlo,
e il caotico impero iberico nel nuovo mondo sarebbe crollato. Il suo posto
sarebbe stato preso da un ordinato sistema coloniale inglese, con la
conseguenza che grandi regioni come l'Argentina, il Cile o il Brasile
avrebbero avuto un'evoluzione diversa, diventando paesi stabili come il
Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda, forse a vantaggio di tutto il
globo. E lei e io, che siamo buoni cattolici, che cosa abbiamo da dire in
merito? concluse.
Il professor Ledesma rispose con calore: Il sistema di governo inglese
non  certo il massimo bene al mondo. Continu pronunciando parole
che sarebbero state bene in bocca al primo Ledesma di Cartagena: Vedere
la propria famiglia prosperare, avere una religione che dia sollievo,
sentire il proprio spirito libero di levarsi in alto, essere pieni di poetico
idealismo, queste sono le virt degne di essere esaltate! Fece una pausa,
fiss Thrse e chiese: La gente di Gary, nell'indiana, vive forse bene
come noi qui a Cartagena? Voi giovani studiosi imbevuti di interpretazioni
inglesi della storia dovreste tenere presente una verit fondamentale:
gli spagnoli hanno dominato il nuovo mondo dal 1492 al 1898,
quando voi americani ci avete rubato Cuba e Portorico. Quattro gloriosi
secoli di grandi realizzazioni. L'Inghilterra ha tenuto il suo impero dal
1630 circa al 1950, un periodo breve se paragonato alla durata di quello
spagnolo. Voi americani d'altra parte non avete avuto il coraggio di assumervi
i fardelli da noi lasciati forzosamente cadere per cui lei non ha il diritto
di impartirmi lezioni. Si ricordi: nei prossimi anni, saremo noi a riavere
il coltello dalla parte del manico.
Riluttante a fare altre affermazioni suscettibili di irritare l'anziano gentiluomo,
Thrse rest a fissare l'edificio dell'inquisizione, perduta nei
suoi pensieri, poi scoll il capo e Ledesma le chiese: Dottoressa Vaval, la
vedo disarmata. Che cosa le  accaduto? Lei rispose: Questa crociera.
Avere sott'occhio questo mare in cui la mia gente  stata schiava, si  sollevata
ed  ripiombata nella disperazione. E stata un'impressione violenta,
sconcertante.
Disorientata?
Molto. Deve sapere che sto per sposare un giovane del New England.
Ma sento i dubbi farsi sempre pi forti in me. Mi riesce difficile persino
scrivergli.
Quella sera, quando prese congedo dal professor Ledesma - la nave sarebbe
salpata nelle prime ore del mattino dopo - lo accompagn allo scalandrone
e all'improvviso disse: Professore, aspetti un momento. Vorrei
che imbucasse una lettera per me. Si precipit in cabina, afferr carta e
penna e scrisse: Caro Dennis, sarebbe un grave errore da parte tua sposarmi,
e da parte mia farlo sarebbe profondamente sbagliato. Ho scoperto
il mondo di cui faccio parte, per cui addio, con amore e rimpianto. Thrse.
QUANDO THRSE VAVAL sal i gradini della Sirdar's House e buss all'uscio,
le prime parole che pronunci, non appena Ranjit apr, furono impulsive
e accalorate: Sono stata riportata indietro da mille
calamite, Ranjit. Le sue idee, le sue potenzialit, e
soprattutto il fatto che lei ha bisogno
di me per spalancare in lei le porte chiuse.
Ranjit non rispose e lei allora parl delle proprie porte chiuse, del fidanzamento
con Dennis Krey e della confusione che aveva provato ad
Haiti. Il tranquillo sorriso di Ranjit le rese evidente che lui si rendeva
conto che quelli erano motivi superficiali, semplici razionalizzazioni e allora
gli rifer delle conversazioni che aveva avuto con Carmody e
con Ledesma, nel corso delle quali si era convinta della
necessit di tornare subito,
pena il mettere altrimenti in forse il resto della sua vita. Solo allora
Ranjit si rese conto che l'esistenza aveva ferito Thrse non meno di
quanto avesse ferito lui. Ci fu un istante di silenzio, poi, schiarendosi la
gola, Thrse disse: Adesso, Ranjit, dimmi che cosa hai pensato tu.
Raccogliendo il proprio coraggio con le labbra secche per l'emozione,
lui le rispose: Quando te ne sei andata, alla fine del carnevale, ho saputo
che cosa sia il tormento. Sono rimasto su quel molo finch la tua nave
non  scomparsa all'orizzonte, dicendomi: Ecco, lei se ne va. Se ne va
l'unica luce in questo mondo. Al pensiero che non ti avrei pi rivista, ero
sconsolato, i libri mi annoiavano. Allora ho scoperto che cos' l'amore.
Mentre la nave andava, ho avuto la stessa sensazione, Ranjit. Ma resta
la domanda: chi sei? Perch sei qui, tutto solo?
La paura quasi lo paralizz, mentre si chiedeva quanto di s potesse
dirle senza spaventarla e farla nuovamente fuggire. Finalmente si decise:
Avevo l'enorme desiderio di dedicarmi a una vita di studi negli Stati
Uniti, ma il mio permesso di soggiorno stava per scadere. Dovevo fare
qualcosa, e cos mi sono rivolto a un uomo che combinava matrimoni per
studenti stranieri, in modo che potessero ottenere la cittadinanza americana:
ho sposato sua sorella. Poi, per,  saltato fuori che costei aveva un
marito vero, un nicaraguegno, e che aveva al suo attivo gi tre altri matrimoni
fasulli. Una cosa vergognosa, nella quale mi ero lasciato coinvolgere.
Thrse rabbrivid, chiedendosi che cosa sarebbe uscito ancora dalle
labbra di Ranjit, e le rivelazioni si succedettero con la violenza di un uragano:
Un letto nello scantinato... picchiato... suo marito mi ha puntato
un coltello alla gola... l'interrogatorio degli agenti del servizio di immigrazione...
l'espulsione...
Non contento ancora, frug tra le sue carte e le spalanc sotto gli occhi
la pagina del giornale di Miami uscito il giorno stesso della sua espulsione:
NICARAGUEGNO GELOSO UCCIDE...
Lei si limit a porgli un'unica domanda: La tua espulsione  definitiva?
Ranjit rispose: Credo di s. Allora Thrse, con voce ferma:
Bene, io non lo credo. Trover il modo di riportarti negli Stati Uniti...
per sempre... e di trovarti un posto di insegnante. Poi, come se una diga
si fosse rotta, gli pose le mani sul volto e, dai sobbalzi delle spalle di lui, si
rese conto che Ranjit stava singhiozzando in silenzio. Allora abbass le
mani e lo guard fisso: Non ci siamo neppure baciati... e io sono qui, a proportelo.
Al contrario di quello che avrebbe fatto un uomo qualunque, Ranjit
non la strinse subito tra le braccia; invece, arretr impaurito e disse a voce bassa: Sono stato sposato con Molly Hudak per quasi due anni e mi ha permesso di baciarla una sola volta, quando ci siamo sposati e il funzionario
che avrebbe dovuto congiungerci per la vita ha detto, con tono
quasi minaccioso: Adesso pu baciare la sposa. Si vede che io non sono
molto portato ai baci.
Fu lei a rompere l'incantesimo, andandogli incontro a braccia aperte,
ma ancora lui si ritrasse, esitante, perch c'era un'altra cosa che un gentiluomo
doveva fare. Con voce sommessa chiese: Thrse, vuoi sposarmi?
Allora finalmente si baciarono e lei sussurr: Noi siamo figli del
mare d'oro... il destino di questo mare e i nostri sono legati... e insieme tu
e io aiuteremo questa parte del mondo a trovare una sua strada.
...
.
...
FINE.